05 October 2006

Inserisco una breve parentesi

salve,volevo scrivere queste righe per rispondere(ma rispondere nn è la parola giust,vorrei+che altro spiegare) ai due commenti su un mio post ftt sull'altro mio blog(post che peraltro è presente anche qui)...
Comunque..per primo volevo chiarire una cosa, qnd parlo di ruoli da protagonisti, di attenzioni e di occhi puntati, non mi voglio riferire a ciò che desidero, era una sorta di riflessione riguardo l'attggiamento delle persone,di cui probabilmente,anzi sicuramente tu non fai parte...il fatto che tu mi abbia scritto quelle cose mi ha impressionato,perchè ti sei messa in gioco con me riguardo qlcs di veramente intimo e l'hai voluto condividere con me..
io parlo di desiderio di morire..confesso di no esagerare qnd parlo così,anke xk qll scrivo non è x nulla meditato o pensato,è semplicemente scritto sull'onda del momento. Quindi molto cose saranno strane, stupide, discordanti tra loro; ma quella lì è la mia testa. Probabilemtne è vero che il mio primo desiderio sia di attenzioni,senno k cazzo scrivo a fare su un blog??
Io penso tutto qll che ho scritto, non cambierei una virgola. Ho desiderato spesso quel tipo di fine,bloccato sempre dalla paura.. So che è stupido perchè se uno si fa bloccare da questo allora forse non ha nemmeno la voglia di morire,xò x me le cose sono così. Quando parlo di Limbo mi riferisco a quello.
Però alla fine l'unica cosa che voglio è rigraziarvi per condividere con me questi momenti e voglio ringraziare tu per esserti esposta così per avvicinarti a me.
Forse il mio difetto è ke molto spesso non dico quello che penso ma lo scrivo. E se lo scrivi perde tanto,xò non riesco a parlarne,non so il perchè..magari un giorno ti avvicinerò e ti dirò "parliamone insieme".. fin'allora cerchiamo di parlare con questi tasti di plastica..
ti voglio bene erchè sei una delle poche che è sempre stata onesta, nel bene ma soprattutto nel male. e ti sarò sempre riconoscente.. un bacione..

1 comment:

Sir.SerenoPolveroso di Petoria said...

Lollo:... che dire, sono rimasto spiazzzato.Ho esitato molto nel ripondere, non ero sicuro di poterlo fare, sia perchè gli argomenti non prevedevano certo una risposta facile, sia perche non ero sicuro che la mia risposta fosse gradita. la paura di essere invadente ha aumentato la mia reticenza, non essendo io un'amico di una vita, ma solamente un compagno di una triste scuola (in più, residente praticamente "all'estero"). Non meritavo io di certo la prima risposta.
Ora, dopo risposte certamente più degne, o meglio, di persone che ti conoscono di più, mi azzardo a risponderti. Premesso che non sono bravo nel parlare di queste cose, tantomeno nello scrivere, (se non in quei sabato sera particolari di solitudine e pace), mai riuscirei, per una questione di orgoglio, (di immagine forse) a scrivere su un blog pubblico le cose che hai messo tu.(anzi, come noterai queta risposta è molto scarna, ma la mia filosofia è che i miei problemi non devono pesare sugli altri, ma è anche vero che si può arrivare a un punto in cui da soli non ce la si fa). Io penso che il suicidio sia soltanto un'evasione, non perchè non sia realizzabile facilmente, a mio parere la paura non è un freno così enorme se si è veramente convinti, ma perchè è un fuggire dagli altri, un'atto di codardia misto a quel sentimento di vendetta nei confronti delle persone che, paradossalmente, ci sono più care. Ed è proprio questo sentimento che mi ha fatto ripudiare l'idea del suicidio: ho sempre notato che nel desiderio di farla finita, poco contava, anche se esisteva il malessere psicologico (obbiettivamente cosa ci manca a noi?) bensì prevaleva una mania di protagonismo.
Solo quando il suicidio non fosse spinto anche da da ciò allora lo approverei.

Per il mal di vivere, ho poco da dirti: anche la persona che sembra la più incrollabile moralmente ne soffre. Sembrerà una cazzata, ma qui le filosofie aiutano, e con questo non dico strettamente le filosofie di eminenti personaggi ma anche le proprie.

La cosa che però mi ha stupito è che mai, da come sei a scuola, si potrebbe pensare che tu possa scrivere così.... non è vero, un po' lo si potrebbe sospettare.
A scrivere si perde molto e anch'io preferirei parlarne, magari in una di quelle accoglienti e lunghe notti che sembrano non finire mai.

Scusa il nome con cui ho postato ma ero già un blogger di blogspot... è il nome è una storia lunga...cmq ora i sudditi di Petoria sono al tuo servizio.