15 January 2010

La deontologia del giocatore di Tetris come risposta all'irrazionalità delle relazioni umane.

Piccoli appunti in vista di Milano. Notte fonda.

Q
uello che posso lasciarti è una poesia, perchè questo è quello che so fare.
Non scrivo molto spesso oramai. Diventa un po' come una morte interiore; scrivere ruba frammenti di qualcosa, qualcosa a cui non riesco a dare un nome. Però è quello che faccio; lo faccio e vorrei saper fare altro.
Ma non voglio mentirmi. Io posso fare solo questo. E mi piacerebbe fosse diverso.

Ci sono persone che leggono queste righe. C'è un'Italia che mi sembra quotidianamente violentata. E ci sono amici veri e amici no. E mi rendo conto che è troppo facile scambiarli gli uni con gli altri.

C'è una cosa, sempre, che sfugge. Qualcosa che rimane sempre sospesa. Impigliata tra le dita. Come intrappolata, in quel limbo che separa il pensiero dal mondo scritto sulla carta.
A volte mi manca l'odore del mare.
Mi manca casa.

Eppure la vita che c'è, la forza vitale che questa città trasuda. Tutti i sorrisi, le serate che precedono i risvegli nervosi e i mal di testa.
Nostalgia sempre. Per coprire l'ansia. Il senso di vertigine.

Per te che leggi, con un infinito senso di riconoscenza. Perchè mi fai sentire vivo. Perchè ogni tanto hai il coraggio di arrivare fino in fondo.
Perchè l'unica vera domanda è una: perchè dovresti leggere tutto questo?
Non è una melodia, è un lamento. Non è un quadro ma una macchia. Non è bello e non è dolce. E' doloroso. Come un addio, come la suonata triste del mendicante.
Anche io ho bisogno di carità.

Mi sento pieno di amore. Mi sento pieno di vita. Mi sento. Io.
Io.
Mi sento e mi ritrovo a credere nel poter raggiungere qualcosa. Mi sento e riesco ad ascoltare lo sciabordio delle onde. Il profumo di salsedine che purtroppo voi non potete conoscere.
Il mare rimane dentro di me.
Sto attraversando il mondo, l'universo forse, condotto in un viaggio che porta in un luogo uguale per tutti noi. E a cosa posso dedicare questo tour suicida?
Alla vita.
Alla scrittura.
Ai sogni.
Ai bisogni.
Al tuo sorriso.
Sono pronto a dirti che ti amo.
Pronto ogni volta che tu me lo vorrai sentire dire.
Perchè l'unico motivo per vivere è non avere un motivo.
Nonostante tutto.


E se a volte gli incontri spaventano, perchè hai rivisto quell'amica che ti ha strappato un pezzo di anima, perchè hai sbattuto la fronte e hai visto il sangue...se a volte cresce la sensazione di starsi specchiando nella propria solitudine...
...allora chiudi gli occhi, accogli tutto il veleno che puoi contenere, accetta lo scherno del mondo.
Chiudi gli occhi ed ascolta il rumore che si sente dentro di te.
Per ritrovare te stesso, per farti di nuovo sentir parte della tua ballata magica. Per esserci veramente.

Siamo orfani.

Siamo ciechi.

Ma abbiamo la possibilità di scegliere tra il paradiso e l'inferno. Tra i sogni e il dubbio.

Io continuo a inseguire dietro gli angoli i miei desideri. Continuo a rinunciare a me non sapendo dividermi adeguatamente al mondo che mi sta intorno.
Continuo ad esserci ogni giorno.
E, oramai sempre più raramente, continuo a scrivere.
Ma rimane sempre ugualmente doloroso.

1 comment:

dubaloop said...

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