25 November 2007

Tradimento


Vorrei parlare con te.. sapere chi sei.. il tuo commento mi ha colpito..
Mandami una mail, sai il mio indirizzo.. non so se ti conosco, non so nulla di te..
Parlami.. è importante..

12 November 2007

Scrivere una canzone

Caro ragazzo, hai avuto un buon risveglio?
Ti sei già accorto che anche oggi il mondo non va meglio?
Hai già contato gli amici che ti faranno sentire solo?
Hai mai avuto l'impressione che ti venisse negato il volo?
Beh ragazzo, guardati pure intorno,
servirà solo a farti capire che sei solo su questo mondo.
Ripensa a tutti i tuoi momenti d'oro,
alle feste, le scopate, la corona d'alloro,
ripensa a tutte le volte che ti sei sentito importante.
Pensaci un momento e vedrai che tutto questo non vale niente.
Per quanto ami, per quanto credi,
non c'è niente che non ti schiaccierà sotto i suoi piedi.
Non c'è amicizia, non c'è amore eterno,
sei solo e sei perso; accetta questa condizione d'inferno.
Forse è ora di fermarsi, di riflettere un secondo,
come quando studi un libro così ora studia questo mondo,
analizza la tua vita nei pro e nei contro
accettane le conseguenze anche se ti faran sentire morto.
Caro ragazzo cominci a capire?
Siccome sei nato sei costretto a morire.
Quest'è l'unica certezza ma non prenderla con amarezza
perchè a volta una certezza si rivela ancora di salvezza.
Prendi la vita come uno scherzo infame,
per aver la meglio devi estrarre le tue lame,
devi esser pronto a farla grossa,
a rischiare tutto davvero anche finir dentro una fossa.
Prendi la pistola, sali sul cornicione,
avvicina la rotaia, metti il cappio in tensione,
lascia che il gas favorisca l'esplosione,
continua senza sosta ad andare in immersione.

Ecco caro ragazzo, ottimo tentativo!
Hai capito che la morte è l'unico palliativo,
meglio della droga e meglio dell'erba.
Perchè l'erba la gusti meglio stando steso sottoterra.

..posso solo dirti che fa male a entrambi,
e che anche la delusione..
c'è per entrambi..

09 November 2007

Demoni

Mi è mancato scrivere in queste pagine.
È servito per riflettere, per pensare un po'. È servito per capire che non ce la faccio davvero senza scrivere. In questi giorni ho capito che alla fine non voglio interessarmi di niente se non di dar libero respiro alle mie sofferenze. Ho capito, nel più doloroso dei modi, che scrivere è l'unico modo per far esplodere tutto quello che ho dentro perchè, purtroppo, solo il foglio bianco può accogliermi. E questo perchè nessuno, nessuno può capirmi.
Sono solo. Ci sono tante persone attorno a me ma purtroppo nessuna potrà mai arrivare fino al fondo del mio essere. Non so perchè. Forse, anzi, sicuramente, perchè sono sbagliato.
Sono diverso da voi. E chiunque di voi, dal più amato al meno sopportato, non riuscirà mai veramente a raccogliere l'ultimo degli strati della mia anima.
Io sono un artista. È l'unica cosa che posso fare perchè questo è l'unico modo per esprimere ciò che ho dentro.
Ciò che ho dentro.
Cosa c'è dentro di me? Cosa contiene il mio corpo? Cosa c'è dentro questa macchina orribile?
Mentre la musica mi accompagna e le note sembrano volermi cullare rimango solo davanti alla tastiera a vomitare tutto quello che mi viene in mente.
Fatemi un favore: non leggete queste parole giusto per leggerle, non prendele alla leggera.
Non pensate di venir qui per farmi un piacere perchè questo non è il luogo in cui io mi sollazzo a riempire pagine di parole.
Questa è la sede della mia vita. Questo è il luogo in cui riverso le mie speranze, le mie ambizioni. Queste sono le pagine con cui spero di salvarmi la vita.
E ho deciso di tornare a scrivere non perchè mi mancavano le sei o sette visite giornaliere ma perchè ogni giorno in cui non scrivo mi sembra di trattenere un conato che cerca di esplodere dai pori della mia pelle.
Per questo non posso essere puntuale, non posso scrivere con delle scadenze, non posso essere uno scrittore. Io scrivo perchè quando chiudo gli occhi sento che io sono un artista. Sento che il mio ruolo nel mondo è quello di creare. Di fare arte. Di essere.
Ognuno di voi, quando leggerà queste lettere, si chieda se vuole assumersi la responsablità di accogliere in sè qualcosa di mio.
Si chieda se davvero vuole abbracciare ciò che io in queste parole ho nascosto e custodito.

22 October 2007

..forse un addio..

Non ho davvero più niente da scrivere.
Sono finito.
Non tornerò fino a quando non sarà successo qualcosa.
Se mai succederà.
Doveva davvero finire così?

21 October 2007

Lasciatemi alle spalle, perchè non rimarrà niente di me in voi...

Scrivo e non riesco a lavarmi via dalla pelle l’odore di queste mie sofferenze. Non riesco a distaccarmi da questa spazzatura che sarebbe poi la mia vita. Avrei tanto voglia di ottenere qualcosa di esplosivo, di imprevedibilmente meglio del solito. Il jackpot.
Chissà se il problema è in me. Sono mesi che me lo chiedo, sono sempre qui, di fronte al mio computer, nella stessa stanza, nella stessa casa, con gli stessi fogli sparapagliati come soldati caduti. Ci penso di continuo e mi rendo conto di non conoscermi. L’unica cosa che ho è la consapevolezza che non avrò mai ciò che desidero davvero.
Sono pronto ad andare a muso duro contro chiunque cerchi problemi, contro chiunque dia disposto a farmi sentire vivo. Sono pronto a farmi fare a pezzi in un vicolo, non ho paura di farmi ammazzare di botte. Non mi spaventa l’eventualità di finire in un fosso come la carcassa di un animale.

Vago a piedi nella notte, alla ricerca di qualcosa di sconosciuto, cercando un graal, cercando una sacra sindone da venerare. Sono alla ricerca di qualcosa. Di una musa. Dell’ispirazione.
Forse sono solo alla ricerca di una prova della mia esistenza.
Cosa dimostra che io sono vivo?
Cosa mi rende concreto?
Mancano nella notte le risposte. Mancano nel giorno. Ci sono solo domande che prendono fuoco ad ogni alba e si cicatrizzano ogni notte.
Non c’è nessuno per me, nessuno che possa capirmi veramente perché sono diverso da come mi immaginano. Pensano di sapere tutto di me anche se poi sono quelli che mi conoscono di meno.
A guardare la mia vita mi sembra tutto sbagliato, tutto fuori posto.
Avrei bisogno di altre cose, quello che ho non coincide con quello che dovrei avere.
Saltano i patti con Dio, saltano ricordi e saltano gli amori. Saltano i nervi e scavano i dubbi in me.
Il rosso è colore del sangue, il nero colore della morte.
Non so più a chi rivolgermi, mi sento davvero impotente perché sono solo. “Ogni uomo è un’isola” diceva chissachi in una canzone.
Ho bisogno di trovare un mezzo per comunicare al mondo ciò che è contenuto in me. Ho bisogno di un megafono perché sono troppo insulso per i valori che porto e che vorrei condividere con voi.
Non sono di questo mondo, è chiaro. Non sono adatto a stare con voi. Non sono adatto a volervi bene. Il problema sono io e non lo nega nessuno.
Mio padre che mi guarda e sembra volersi congratularsi con me, ma non lo fa. Un film che devo ancora vedere, mille libri da leggere.
Sono i miei traguardi mentre io sono il mio unico limite.
E forse voi sarete il mio pubblico.

18 October 2007

Cani sciolti

Mi hanno sparato per una stupida storia di soldi. Dovevano restituirmi pochi spicci eppure ho voluto fare lo spaccone e minacciarli di fargliela pagare cara se non mi avessero restituito tutto subito.
Mi sono ritrovato circondato all'uscita di casa, mi hanno preso e gettato in macchina. Gli interni erano tutti di pelle e la macchina era veloce e silenziosa, non esitava mai come se sapesse esattamente dove andare. Era chiaro, avevano una missione precisa.
Mi hanno portato in un sentiero in mezzo ai campi di grano e mi hanno fatto scendere dalla macchina con i polsi legati stretti l'uno all'altro. Mentre mi legavano mi hanno anche rotto il tuo braccialetto e non se ne sono nemmeno curati.
Mi hanno messo in ginocchio con la faccia alla luna. Mi tiravano i capelli e intanto mi dicevano che avevo veramente passato il segno, che avevo scelto le persone sbagliato con cui fare lo strozzino. Mi dicevano che i cani sciolti loro li sopprimono immediatamente.
Mi hanno colpito per un'infinità di tempo, mi picchiavano con delle mazze e delle catene, ma anche a mani nude o con calci. Dopo pochi minuti avevo il respiro spezzato e vedevo poco o niente. Mi sentivo tutte le ossa rotte.
Poi mi hanno rimesso in ginocchio e mi hanno pisciato addosso. Si sono puliti su di me.
Poi mi hanno puntato una pistola alla base della nuca e mi hanno sparato.

Sono rimasti qualche minuto a contemplare la loro opera discutendo su come sbarazzarsi del mio corpo. Alla fine hanno preso dal bagagliaio della macchina una grossa tanica di plastica opaca piena di benzina e mi hanno inzuppato per bene. Mi hanno dato fuoco e mi hanno abbandonato al mio falò nel bel mezzo della notte stellata.
Brillavo in maniera inconsapevole.
In fondo era colpa mia: con tutta la vita davanti non avrei dovuto cacciarmi in quella situazione più grande di me.
Mi hanno ritrovato la mattina dopo, non riuscivano nemmeno a riconoscermi.
Mi hanno lasciato lì a brillare in mezzo alle stelle.
Non avrei voluto che mia madre vedesse tutto quello.

Mi hanno trasformato in una stella. Sono diventato uno dei tatni gridi in una Sicilia straziata.
Le canzoni e gli slogan non servono a niente per quelli come me, e nemmeno la giustizia.
Li vedo ancora i miei assassini. Loro vagano inconsapevoli in mezzo ai fantasmi delle loro vittime.
Loro non lo sanno. Noi siamo a migliaia.

17 October 2007

Icarus

Non c’è niente. Marcia vita marcia gente marce speranze marci pensieri marce mele marci sogni marcio futuro marcio passato marcio divenire marcio avvenire marcio carattere marce compagnie marci amici marci aborti marci dolori marci tradimenti marci sentieri marce illusioni marce convinzioni marci sforzi marce note marce canzoni marci sospiri marci baci marci abbracci marcio sesso marce morti marci spari.
Ogni giorno prego per ascoltare un disco nuovo. Avrei bisogno di un nuovo paio di ali perché le mie me le hanno strappate.
Dovrei avere in mano le chiavi del mondo, dovrei aver tutta la vita a disposizione per esaudire i miei desideri. Ho solo la polvere.
Forse sei tu l’unico fortunato che ha lasciato questo mondo. Forse solo così si può vedere il cielo. Forse guardare in alto per pregare non porta davvero nessun aiuto. Sentirsi fratelli ci rende solo più gelosi.
Non voglio più vedere il sangue dei miei fratelli sparso in terra. Questa è la mia lingua, queste sono le mie rime, questa è la mia poesia.
Questo è tutto quello che ho. Ne più, ne meno.

15 October 2007

Il mondo attraverso i miei occhi

Solo per oggi, solo per questi brevi istanti, il mio compito è quello di creare un universo. La seduzione delle parole è diventata un’ossessione per me. Le storie, le passioni. Ogni fiore che posso creare con le parole è diventato un figlio per me. Non riesco a resistere ad un impulso perversamente dolce.
Voglio scrivere. Oggi e per tutta la mia vita. Voglio scrivere perché è l’unica cosa che mi rende felice. La completezza che un artista prova di fronte alla sua opera è qualcosa di impagabile. Io mi reputo un nulla, non mi do più importanza di quella che merito, cioè poca. Ma non per questo amo di meno quello che faccio. Non per questo mi convinco che non sarò mai uno scrittore.
Un poeta.

Spesso i sogni delle persone vengono catalogati come lussi. Devi essere concreto, devi poter esser piazzato sul mercato con un curriculum solido e altisonante. Devi essere vendibile.
Ma cosa rende un imprenditore pieno di denaro e di azioni più vendibile di un adolescente che sogna di poter essere grande? Che sogna di poter condividere con il mondo le proprie sensazioni e i propri peccati.
Il cammino verso la grandezza non si misura né in denaro né in copie vendute, ma solo nell’intima soddisfazione che si prova a creare qualcosa che si ama.
Io amo scrivere perché mi rende felice. Perché mi far star bene.
E forse perché mi può far essere quello che voglio: la scrittura è l’unico mezzo che ho per evadere da un mondo, il mio, che mi rivela sempre meno sorprese. Posso trasformarmi secondo il mio umore. Posso mettermi a scrivere immerso in un buio di tomba o farmi baciare dal sole. Posso scrivere da sobrio o da ubriaco. Posso mostrare quello che voglio del mio animo, non soltanto quello che l’ambiente attorno a me mi concede.
Scrivere è un grande inno alla libertà, è il mezzo più esplosivo per esprimere se stessi. Scrivere è la vita stessa per alcuni. Scrivere può essere peccato ma anche confessione. Scrivere è libertà assoluta.
Ogni giorno, ogni istante, ogni vita.

Non aspiro alla grandezza dei best-seller, non voglio vendere milioni di libri. Voglio solo che qualcuno capisca e possa vedere il mondo attraverso i miei occhi. Voglio concedermi a qualcuno per tutte le volte che vorrà.
Quando guarderò i miei fogli, quando toccherò la carta dove ho impresso le note della mia anima, allora avrò dato un senso alla mia vita. Solo quando mi sentirò perfetto lo sarò realmente.

04 October 2007

S-O-S

Sono tornato a scrivere. Sono stanco.
Non so cosa succeda. Le mie frasi sono brevi. E spezzate. Odio tutto.
In questi giorni sto pensando. Sto riflettendo sul mio futuro.
Cosa c'è in serbo per me? Cosa devo fare?

Ho bisogno del mio dramma. Ho bisogno di qualcosa che alimenti la mia trama. Qualcuno mi dia un consiglio. Qualcuno, invece di passare, leggere, prendere qualcosa di mio in maniera totalmente gratuita, mi dia qualcosa di suo.
Qualcuno di voi mi dica cosa devo fare.
Il mio dramma è non averne affatto, di drammi. Il mondo della finzione diventa più reale per chi non ha colpi di scena da sfoderare.
Aiutatemi.
Fate un piccolo sforzo.
Non vi chiedo tanto.
Datemi solo uno spunto. Datemi il la perchè io possa riprendere la mia ispirazione.
Aiutatemi.

Ditemi qualcosa.

Non voglio più sentire unicamente la mia eco.

Il silenzio sembra voglia inghiottirmi.

Aiutatemi...

14 September 2007

Vergine

Nel frattempo io continuavo a scrivere. Era una sensazione strana, una sorta di pulsione: ogni tanto al pomeriggio mi sedevo alla scrivania e buttavo giù qualcosa, a volte la sera tardi, quando dal peso delle mie palpebre intuivo che sarebbe stata ora di andare a dormire, mi mettevo a scrivere. Sempre senza qualcosa di predeterminato in mente, senza saper cosa ne sarebbe venuto fuori.
Esattamente non saprei spiegare il motivo, sempre se esiste, per cui scrivo. Per cui sogno di scrivere nella mia vita e riuscire a far emozionare qualcuno con la mia scrittura, con le storie partorite dalla mia mente. Mi piacerebbe che un giorno mi venissero a dire che, da qualche parte in italia, o nella mia città, o nel mondo, qualcuno ha realmente comprato un mio libro, o letto una mia storia ed è stato bene.
è questione di contatto. Il fondo della questione è che ho la paura costante che la gente stabilisca un rapporto con me perchè mi è di fronte e interagire con me rappresenta la sua unica opzione.
Non ho mai avuto amici nella mia vita, non ho mai sentito attaccamento reale per le situazioni che vivevo. Sinceramente non saprei raccontarvi un bel ricordo legato alla mia vita. Non saprei raccontarvi alcun ricordo perchè non ne ho.
Ogni giorno mi sveglio vergine della mia esistenza, illibato e ingenuo. Ogni giorno apro gli occhi e mi chiedo se il mondo è oggi un po' migliore di ieri, e se magari è arrivato il giorno giusto per cominciare una vita come la sogno. Una vita come la scrivo.
Forse il mio problema è che nella vita non riesco ad avere la forza o solo il coraggio che ho quando scrivo. Non ho coraggio di osare, coraggio di buttare fuori tutto quello che ho e di spingermi fino a dove mi possono portare le mie possiblità.
Ogni notte, mentre lentamente al cospetto del mio letto mi svesto dei miei abiti, mentre mi tolgo ad uno ad uno tutti i trabiccoli che vorrei mi rendessero più un punto rosso in mezzo a un mare bianco di persone, in quei momenti percorro il mio giorno. Cammino di nuovo attraverso i luoghi e le persone che ho vissuto.
Mentre slaccio ad uno ad uno i miei braccialetti penso alle parole che avrei voluto dire e che solo ora sembrano comporsi chiaramente nella mia testa.
Mentre appoggio i miei anelli sul comodino medito su tutto ciò che c'è stato di buono e ciò che c'è stato di marcio nella mia giornata e ogni sera, sconsolato, mi ritrovo a dare un voto sei, di fiducia, al mio giorno, sperando che il domani possa costruirsi su una fiducia che realmente non ho.
Mentre steso sopra le coperte attendo di esser trascinato nel mio varco di non-vita mi ripeto che ho una vita davanti e che ho tutte le carte in regola per essere felice.
Ogni sera, ogni giorno, da mesi, da anni.
Ogni volta sento morire qualcosa dentro di me.
Ogni volta sento di aver appena gettato a mare una pagina della mia poesia.
Ogni volta chiudo gli occhi con la speranza di un domani migliore.
E ad ogni risveglio trovo un sole cocente di delusione ad attendermi.

13 September 2007

Bufera

Cos’altro volete togliermi?
Ho perso tutto. Ho perso me stesso in primis. Ho perso tutto.
Sorrido solo quando mi lavo i denti.

Non riesco più a camminare contro questa bufera di sabbia e di pugnalate che mi sconvolge.

Volete altro sangue da me?
Volete vedermi star ancora peggio?
Volete continuare a tagliarmi a pezzi?
Volete davvero vedermi soccombere?

Avete vinto voi.
Soggiaccio alla vostra arroganza.

10 September 2007

Assolo

l'oscurità preme sulle mie spalle. Il nulla grava su me e sui miei pensieri. Oggi i sogni di un ragazzo sembrano briciole che, trasportate in questo fazzoletto di terra da un turbine di vento e foglie, sembrano dissiparsi senza raccogliersi mai.
Brandisco il pugnale alto sul mio collo, per ricordare al mio spirito che non esiste niente di eterno e niente di vero. Cammino nel verde, cammino in uno spazio delimitato da alberi e cespugli. Cammino sperduto perchè la terra sotto i miei piedi viene a mancare.
Esiste solo il dolore e solo il dolore può appartenerci.
Siamo schegge di argento che si illudono di brillare. Siamo note destinate ad affievolirsi nell'arco di un attimo, bagliori che non riescono nemmeno a illuminar la propria strada.
Siamo piume e siamo eletricità.

Torno ai miei ricordi, ai legami con un universo che vorrei si contraesse insieme a me. Imprigionato da una vita in una realtà che sembra impedirmi di mostrare al mondo la mia luce. La mia vita è un sottile strato di diamante che invece di amplificare la mia immagine la sfaccetta in mille bozze mutilate che recano solo brandelli di me.
Il cammino come proposta e la caduta come soluzione. La fuga come palliativo.
Recito i versi di chi è stato maledetto, recito i salmi di chi ora è relegato all'inferno. Verso le lacrime di che avrebbe voluto essere grande ma ha dovuto accettare di essere umano. Mostro nelle piaghe della mia pelle tutto il dolore delle speranze disilluse.
Rimango muto, seduto immobile. Scelgo le parole senza capire il io significato.

25 August 2007

Flûte

Smettete di domandarmi qual'è il mio problema. Non lo so.
Ho voglia di camminare con le cuffie nelle orecchie senza sentire nessuna delle vostre voci. Senza dovermi preoccupare delle vostre parole, delle vostre sentenze, senza dovermi preoccupare del fatto che ognuno di voi potrebbe, da un momento all'altro, tradirmi, pugnalarmi, abbandonarmi o deridermi. Come si fa ad esser felici quando si hanno amici che sembrano impugnare più coltelli che mazzi di fiori?
Il bambino può correre felice perchè non deve preoccuparsi di tutto questo. Non deve preoccuparsi di essere come gli altri vorrebbero che fosse. Non deve guardarsi le spalle da chi gli promettere di farlo per lui.
Essere diverso. Essere meglio. Essere semplicemente differente da voi.
Perchè sarebbe il mio modo per non aver pià bisogno della vostra approvazione, far qualcosa che esuli da voi, dalla vostra sfera. Voglio correre e essere diverso da te, che ti credi affidabile e importante. Voglio urlare e scrivere una canzone diversa da quelle che piacciono a voi.
Devo essere diverso e perfetto.
Devo bastare a me stesso. Per bastare a me stesso sarebbe sufficiente che io bastassi a voi. Ma non è così, non lo sarà mai perchè se riuscissi in quest'obiettivo diventerei qualcosa di pericoloso per te. Qualcosa su cui non potresti esercitare il tuo influsso, sarei qualcosa che semplicemente non potresti giudicare o disapprovare.
Questo è uno sfogo. Niente più di lettere stese in disordine con la speranza di essere lette. Questo è il conato di vomito che mi suscitate.
Questo è il limite tra me e voi.
Un limite che voglio oltrepassare per potermene poi allontanare. Come due pianeti si attraggono così io non possso sperare di scappare da un'orbita che non saprei dire se mia o vostra. Come due stelle nel cielo posso solo lanciarmi con tutte le mie forze contro di voi, sperando di resistere all'impatto, sperando di non andare in mille pezzi ma di uccidervi, di farvi tutto il male necessario a farvi spostare e lasciar libero il mio cammino verso una felicità che non considero più nemmeno un chimera.
Non la considero affatto.

26 July 2007

307 parole

C'è di certo che è strano. Che è stato imprevedibile in tutto, nel suo arrivo, nella sua crescita e nella sua fioritura. Magari sono semplicemente spaventato dal fatto che ti ho sempre amata. Forse la mia paura è di amarti fino a finire fuori da questo tempo e questo mondo.
Dalle mie piccole mani di bambino, dagli occhi impauriti di un quattordicenne solo in un banco di scuola, dal mio volto che si mostra ancora più bambino che uomo, da ognuno di questi istanti di vita che senza un vero motivo ho vissuto, il tuo volto emerge. Emerge il ricordo del tuo sorriso incerto, in bilico tra una riservatezza spontanea e una formalità imposta. Il ricordo di te sempre troppo lontana per essere raggiunta. Forse sono sempre stato al tuo fianco, forse ti amavo già quando non l'avevo capito.
Tutto si sta mostrando nella sua imprevedibile immensità.
In fondo io non ho paura proprio di nulla, anzi io adoro tutto questo...questo qualcosa che ancora non capisco e che forse non capirò mai.
Non avrei mai pensato di poter aver così tanto bisogno di qualcuno.
Mi stai spingendo fuori dal tempo. Voglio perdermi, voglio non badare a nient'altro se non a questo spicchio di perfetta immortalità.
So che ti amo. So che è magico. So che profumi di felicità. So che sei parte di me.
E ti ringrazio di tutto questo.
Per essere unica, per essere timida e dolce. Ti ringrazio per essere come vorrei tu fossi, per lasciarti amare proprio come vorrei amarti. Grazie per essere la mia migliore amica, per essere la mia spalla e la mia stampella.
Grazie per tutto questo.
Mi inchino.
E ti amo.
E ringrazio di amarti e di poterti amare.
Lo sappiamo entrambi che tutto questo c'è sempre stato.
Sappiamo entrambi che ci sarà per sempre.

24 July 2007

Ascolta e impara

Però stasera ho voglia di sognare.. impugnare il cervello e strizzarlo come una spugna, inzupparmi le mani di pensieri. Ho voglia di lasciarmi guidare dalla mente.. sempre e per sempre.. creerò un quadro di musiche e colori per sedermici di fronte e dormire.
Le parole diventano sempre di meno, i concetti li esaurisco non appena si realizzano nel mio cervello. La nascita di un pensiero lo uccide. La morte di un pensiero rende intutile provare a descriverne i contenuti.
Penso che scrivere tanto sia per chi pensa poco.

06 July 2007

Dedicato a me stesso

Questa è la storia di una canzone. Del percorso vissuto per scriverla. Di come io, nemmeno maggiorenne e senza nemmeno tutti i peli in faccia, abbia camminato a passi svelti fino a comporre quei sette minuti di musica.
È iniziato mentre da solo, nella mia stanza, ascoltavo con il mio ipod le mie canzoni preferite e, forse per malinconia, forse per qualcosa che c'era ma non mi si mostrava, decisi che avrei scritto la storia più dolce che fosse mai stata messa su carta. Così ho iniziato a pensare, e mentre pensavo scrivevo, e nel frattempo scavalcavo con la mente i miei stessi pensieri, ritrovandomi sempre un passo più in là di me stesso. Ogni tanto l’ispirazione scivolava via dalle mie mani e allora staccavo, prendevo il telefono o la moto e mi prendevo un pausa. Ma ecco che improvvisamente, durante una chiacchierata con un amico, durante una bevuta al bar, stimolata dalla musica o dal calore di questa vita, ritornava, sempre più forte, sempre più decisa. Abbandonavo tutto e mi precipitavo a scrivere parole e a riempire pentagrammi. La mia canzone prendeva forma, e tra le sue note di sviluppava la storia, la mia storia, la storia di tutti noi.
Passavano le settimane ma non potevo concludere la mia storia, non riuscivo a trovare un soffio giusto per far scivolare nel silenzio le mie parole. Come le piume dei cuscini non puoi tenerle tutte in mano perché inesorabilmente se ne scappano, così le mie note finivano per scavalcarsi a vicenda e disarmonizzare il mio piccolo jenga di piume.
Poi abbandonai l’idea di dare una conclusione al mio testamento artistico e decisi che sarebbe stata la musica a fermarsi da sé, che le parole stesse avrebbero costruito il loro recinto.
Così i miei sette minuti diventavano a volte tre, a volte dieci, a volte si perdevano nell’infinito ma alla fine decisero di chiudersi in una nota, allo scoccare del settimo minuto.

03 July 2007

Fate luce

Non saprei dire cosa o perchè sono qui. Cosa ci sto a fare da ste parti.
Voi, che avete sempre consigli e grandi perle di saggezza da sciorinare, spiegatemi qualcosa. Non lo dico in senso retorico: prendete la tastiera o il cellulare o carta e penna e venite a spiegarmi che persona sono.
Non riesco a capirmi io..figuriamoci voi.. io non so cosa sono, nn so come funziono.
Spiegatemelo.
Con uno come me, la cosa migliore è rimanere in una distante diffidenza allarmata,
essuno sa cime sono
nin è questione d parlare o d capirsi
è che io non ho senso in quello che dico o che faccio
per il semplice motivo che il concetto di "avere senso" è sfuggevole
o arbitrario
può volere dire qualunque cosa.

Io aspetto che siate voi a chiarirmi le idee.
Illuminatemi

Disperato allo specchio

Ora vattene troia che non sei altro. Stammi lontana, tieni la tua presenza alla larga. Con te ho preso uno dei granchi più clamorosi della mia vita. Ho creduto in te, e soprattutto in noi due, ho creduto a te e alle tue promesse. E ora mi ritrovo con l'anima strappata e un conto aperto con un destino al quale avevo riempito il cervello di speranze. Tutte cazzate, tutte bugie, tutte cose inventate. Dammi una spiegazione. Me la devi. Non infilare la porta in quella maniera.
Ora che te ne vai. Sono finiti i rumori, le grida, la rabbia.
Per te è cessato qualunque battito.
Cosa hai voluto tu da me? Perchè hai sprecato tutto questo tempo a mentirmi?
Esci. Ti odio. Ho sacrificato il mondo per una puttana che è incapace di provare qualunque senso di lealtà o semplicemente di umanità.
Non c'è nessuna grazia. È un ago dritto al cuore.