Per la prima volta ho deciso un titolo prima di scrivere. Per la prima volta non so cosa scrivere ma so come farlo. Vogio scrivere un fiume stordente di parole, di vuoti e di pieni.
Perchè è bello e piacevole scrivere e scrivere e scrivere. Molto simile al poter parlare e parlare. Solo che è solitario..e proprio per questo ancora migliore. Io sono come un pittore, posso creare con le mie parole quadri e paesaggi. Posso far nascere storie, posso far moriere uomini e bambini, posso spegnere il sole con un click. Posso perdermi nelle parole.
Mi sono perso in un sentimento che mi sorprende ogni giorno. Mi sono perso sulla linea di una schiene assolutamente perfetta nella sua imperfezione. Ho trovato piacere nello sguardo fuggevole di una ragazza che è la mia più cara sorella e più intima figlia. Adoro essere abbastanza pazzo da vivere come faccio.
C'è un fiume che scorre placido.
Oggi ho saputo che mia madreè come me, come io vorrei esere essere. C'è una canzone dolcissima che stanno passando ora alla radio che parla di due ragazzi che si incontrano sotto il diluvio e si amano. Sono queste le storie che fanno morire di passione. Storie di uomini e donne vicini a noi. Storie di persone che si amano sotto la pioggia. Voglio imparare a raccontare queste storie. A creare queste storie.
Il fiume ha sempre dato frutti e acqua ai villaggi.
Voglio sapere tutto. Voglio amare tutti e tutto e tutte. Voglio stringere ogni persona e voglio allo stesso tempo mantenere il mio alone di falso mistero. La mia aura illusoria di mancata genialità. Io non sono niente se non un illuso che pesa di saper fare qualcosa.
Ma un giorno il fiume, ingrossato dalle pioggie,uscì di suoi argini.
Qualcuno dei miei amici non mi capisce. I miei genitori mi lasciano fare perchè in fondo a diciottanni si può ancora fare il sognatore. Ancora. Prima di dover abbandonare per sempre i sogni e perderli nella routine sconsalata e disillusa di un destino semplicemente sterile.
Al fiume non interessavno le sorti delle popolazioni, non era quello il suo compito.
Io scrivo pr potervi dare un'impressione. Suscitare un'emozione e un sentiento. Per stendere su di voi il velo del mio sentire. Perchè voglio essere come un musicita che sa far cantare agli altri le canzoni che lui crea. Io vogli scrivere ibri che voi possiate leggere. Amo chiunque sia disposto leggere quello che Scrivo. Anche se mi stroncasse, non mi interessa assolutamente. L'unica cosa che mi preme è quella di farvi capire perchè scrivo. E vi giuro, vi giuro su Dio che imparerò a farlo. Imparerò a suscitare sentimenti nelle personne. Sempre pù forti, sempre più intensi Capaci di farvi ridere o piangere. Spero i riuscire a piacere a qualcuno.
Io so il perchè scrivo. Il come e il cosa cambia a secpnda delle situazoni.
Le palpebre lottano per chudersi sui miei occhi. Cercano di distentdersi per potersi abbandonare sui miei occhi e costringerli a sognare piuttosto che a scrivere. Io ho paura, perchè è di notte che in me nascono le radici di quello che scrivo, è in quell'attimo prima di addormentarmi che risiedono le mie idee. In quell'istante balzano fuori. Tante volte me le dimentico nel momento stesso.
Però ci sono e ci rimangono. Magari rimarranno lì finchè qualcun altro le raccoglierà e ne faràun caplavoro. Sono l'Ulisse di cui tutti hanno bisogno. Sono un becchino che si rifiuta di vedere la gente morire.
Io amo la mia vitta perchè mi obbliga a scrivere anche quando non vorrei. Amo la scrittura perchè mi costringe a vivere anche quando non vorrei. E viceversa.
Il fiume quel giorno inondò la valle e uccise tutti quanti.
25 April 2007
Esordi
Sono in piedi davanti a un pubblico. Io e i miei fogli pronti a debuttare davanti alla gente.
Sono da solo con le mie lettere, i miei piedi e le mie mani sudate. Sono un po' preoccupato.
Sciolgo i nervi, scrocchio il collo e ripasso mentalmente le mie parole, la mia "introduzione alla lettura". I miei appunti sembrano nervosi quanto me. Il microfono aspetta silenzioso qualche parola graffiante. Il pubblico mi guarda curioso. Sono qui tutti per me.
Avvicino le labbra al microfono. Guardo il cielo.
Le nuvole mi vorrebbero rilassare ma non ci riescono. Mi vengono in mente tante cose, mentre inspiro l'aria da tramutare in voce e mi preparo a parlare..mi vengono in mente milioni di parole, di mia madre, le parole dei miei amici, delle persone che mi hanno detto "tu hai talento, credi inte e vai dritto per dritto..", delle persone che mi hanno detto "..a me non piace però è davvero bello..". Mentre le mie labra si dischiudono penso ai banchi di scuola su cui ho versato i miei anni migliori, penso alle serate a leggere, alle nottate insonni con la lampada e i libri. Penso a tutti i miei miti e le mie star, ai miei cantanti ai miei scrittori e ai miei registi. Penso a mia madre che amava scrivere e che era mille volte più brava di me. Era più brava di me a spiegare, a ridere, a soffrire e a scrivere. Le sarebbe piaciuto vedermi qui sopra.
Penso a tutte le persone che passeranno a leggere le cose che scrivo. Penso a i mesi spesi nella contemplazione della letteratura.
Lentamente lascio cadere dalla mia mano gil appunti in cui mi ero annotato la mia intoduzione e improvviso. Come ho sempre fatto.
"A tutte le persone che siedono in questa sala. So che per voi io non sono nulla. Sono solo un ragazzo che ha avuto un'occasione assurda a poter esporvi i mei scritti. Ecco. Se pensate di esser venuti a sentire esclusivamente i vegheggiamenti di un ragazzino allora non avete capito. E non capirete quello che vi leggerò. Io sono uno scrittore non un bambino."
Silenzio in sala. L'unica persona che sorride è una vecchietta in fondo alla sala.
Sono un idiota.
Meglio così.
Sono da solo con le mie lettere, i miei piedi e le mie mani sudate. Sono un po' preoccupato.
Sciolgo i nervi, scrocchio il collo e ripasso mentalmente le mie parole, la mia "introduzione alla lettura". I miei appunti sembrano nervosi quanto me. Il microfono aspetta silenzioso qualche parola graffiante. Il pubblico mi guarda curioso. Sono qui tutti per me.
Avvicino le labbra al microfono. Guardo il cielo.
Le nuvole mi vorrebbero rilassare ma non ci riescono. Mi vengono in mente tante cose, mentre inspiro l'aria da tramutare in voce e mi preparo a parlare..mi vengono in mente milioni di parole, di mia madre, le parole dei miei amici, delle persone che mi hanno detto "tu hai talento, credi inte e vai dritto per dritto..", delle persone che mi hanno detto "..a me non piace però è davvero bello..". Mentre le mie labra si dischiudono penso ai banchi di scuola su cui ho versato i miei anni migliori, penso alle serate a leggere, alle nottate insonni con la lampada e i libri. Penso a tutti i miei miti e le mie star, ai miei cantanti ai miei scrittori e ai miei registi. Penso a mia madre che amava scrivere e che era mille volte più brava di me. Era più brava di me a spiegare, a ridere, a soffrire e a scrivere. Le sarebbe piaciuto vedermi qui sopra.
Penso a tutte le persone che passeranno a leggere le cose che scrivo. Penso a i mesi spesi nella contemplazione della letteratura.
Lentamente lascio cadere dalla mia mano gil appunti in cui mi ero annotato la mia intoduzione e improvviso. Come ho sempre fatto.
"A tutte le persone che siedono in questa sala. So che per voi io non sono nulla. Sono solo un ragazzo che ha avuto un'occasione assurda a poter esporvi i mei scritti. Ecco. Se pensate di esser venuti a sentire esclusivamente i vegheggiamenti di un ragazzino allora non avete capito. E non capirete quello che vi leggerò. Io sono uno scrittore non un bambino."
Silenzio in sala. L'unica persona che sorride è una vecchietta in fondo alla sala.
Sono un idiota.
Meglio così.
16 April 2007
Ave
Il rumore è quello delle unghie sulla lavagna.
Lo sfondo è un deserto di roccia.
Il colore è il rosso del sangue.
Il sangue è quello di un bambino.
Il pianto, il mio.
Lo sfondo è un deserto di roccia.
Il colore è il rosso del sangue.
Il sangue è quello di un bambino.
Il pianto, il mio.
14 April 2007
Svanire
Certe volte sale un odio che sembra non potrà mai svanire. Ti prende alla gola e fa sfumare i contorni e rimane solamente un collo da stringere o un viso da contorcere. E le tue mani sono lì, pronte a scattare, a dissetarsi per sfogare su quel corpo riprovevole ogni stilla di rabbia.
Ci sono persone che ti conoscono da una vita che non capiscono niente di te, quelle persone che vorresti vedere sgranare gli occhi e piangere sangue finchè non esalano il loro ultimo interminabile respiro.
Ci sono altre persone, che conosci una sera, che non hai mai conosciuto ma che senti vicine, senti il lor contatto e senti la loro mente che si muove con la tua. Vorresti condividere tutto, poter raccontare tutto il dolore, invece sei rinchiuso in casa con una madre che sogni ogni giorno di poter rinnegare e poter scappare, di poterle strappare gli occhi e la lingua sempre pronta a nuocere. Vorresti lacerarle la gola per poterla zittire una volta per tutte.
Rinchiuso in un mondo orribile.
C'è tutto un universo là fuori che sembra chiamarti, persone, esperienze, pensieri, tutto nuovo e a portata di mano. Ma tu hai le caviglie legate e più tiri più sanguini.
Ho serrato i pugni così forti da sanguinare e le mie urla hanno sfondato tutti i muri e tutte le pareti e tutti gli stupidi maledetti imbecilli che non sanno niente ma che credono di essere portatori di qualcosa.
E non so perchè ma i morti non mi fanno paura. Vorrei poter parlare con loro. Chiedere qualcosa che qui i vivi non sanno dirmi. Vorrei conoscerli perchè purtroppo ho avuto la sfortuna di perderli troppo presto. E appoggio un mazzo di fiori su una tomba. Quella della più bella.
Ci sono persone che ti conoscono da una vita che non capiscono niente di te, quelle persone che vorresti vedere sgranare gli occhi e piangere sangue finchè non esalano il loro ultimo interminabile respiro.
Ci sono altre persone, che conosci una sera, che non hai mai conosciuto ma che senti vicine, senti il lor contatto e senti la loro mente che si muove con la tua. Vorresti condividere tutto, poter raccontare tutto il dolore, invece sei rinchiuso in casa con una madre che sogni ogni giorno di poter rinnegare e poter scappare, di poterle strappare gli occhi e la lingua sempre pronta a nuocere. Vorresti lacerarle la gola per poterla zittire una volta per tutte.
Rinchiuso in un mondo orribile.
C'è tutto un universo là fuori che sembra chiamarti, persone, esperienze, pensieri, tutto nuovo e a portata di mano. Ma tu hai le caviglie legate e più tiri più sanguini.
Ho serrato i pugni così forti da sanguinare e le mie urla hanno sfondato tutti i muri e tutte le pareti e tutti gli stupidi maledetti imbecilli che non sanno niente ma che credono di essere portatori di qualcosa.
E non so perchè ma i morti non mi fanno paura. Vorrei poter parlare con loro. Chiedere qualcosa che qui i vivi non sanno dirmi. Vorrei conoscerli perchè purtroppo ho avuto la sfortuna di perderli troppo presto. E appoggio un mazzo di fiori su una tomba. Quella della più bella.
09 April 2007
ἔτυμον
Hai usato parole sacre che non bisognerebbe mai pronunicare.
LAPIDARIO
MORBIDO
STRETTO
VORREI
CROGIOLARMI
FACILE e SCHIFO
ESISTERE
DOLCE
LO SO
PIACERESINTONIAARMONIAAMOREUGUALEDIVERSOTRADIREIMMAGINENIENTEDIPIÙSENSOATTIMOTIMIDOPRIMOPASSOINTELLIGENTE
FRATELLO
RICORDI troppo miei o troppo insignificanti per edificarne un monumento alla dissolvenza di un'esistenza spesso vissuta con una forza che annichilisce la realtà per proiettare nel niente tutto quanto o nel tutto niente.
Certe parole sono sacre.
Questo è essere sacrilegi.
Questa è blasfemia.
Le parole hanno pesi incalcolabili e possono sparire senza lasciare tracce.
Prendi la parola RITORNO, vuol dire tutto e niente, vuol dire la fine o l'inizio, vuol dire vivere o morire.
Fai attenzione a chi potresti uccidere.
LAPIDARIO
MORBIDO
STRETTO
VORREI
CROGIOLARMI
FACILE e SCHIFO
ESISTERE
DOLCE
LO SO
PIACERESINTONIAARMONIAAMOREUGUALEDIVERSOTRADIREIMMAGINENIENTEDIPIÙSENSOATTIMOTIMIDOPRIMOPASSOINTELLIGENTE
FRATELLO
RICORDI troppo miei o troppo insignificanti per edificarne un monumento alla dissolvenza di un'esistenza spesso vissuta con una forza che annichilisce la realtà per proiettare nel niente tutto quanto o nel tutto niente.
Certe parole sono sacre.
Questo è essere sacrilegi.
Questa è blasfemia.
Le parole hanno pesi incalcolabili e possono sparire senza lasciare tracce.
Prendi la parola RITORNO, vuol dire tutto e niente, vuol dire la fine o l'inizio, vuol dire vivere o morire.
Fai attenzione a chi potresti uccidere.
Pioggia
Soffio sulla mia depressione per spegnere il fuoco che sta prepotentemente scavando in me ma non faccio altro che rinvigorirlo.. Lancio una lunga preghiera alle stelle per non farmi vedere schiacciato dalle mie paure. Perchè nessuno sa che la mattina che verrà segnerà il taglio.
Il taglio che reciderà le mie vene i miei nervi e i miei sogni.
Need of rest in peace.
Il taglio che reciderà le mie vene i miei nervi e i miei sogni.
Need of rest in peace.
08 April 2007
Perchè?
Un po' di malinconia.
Non so cosa scrivere.
Un ragazzo si è ucciso perchè i suoi compagni lo prendevano in giro.
Malinconia perchè siamo tutti colpevoli.
Perchè ci mentiamo l'un l'altro? Perchè non sappiamo tener a freno i nostri istinti? Perchè non perseguiamo la fedeltà ma siamo molto più inclini al tradimento? Perchè ci piace vedere il sangue? Perchè ci fermiamo solo quando è troppo per noi? Perchè non pensiamo mai che magari per gli altri era troppo molto tempo fa?
Perchè un ragazzo si è dovuto lanciare nel vuoto per far tacere i suoi coetanei?
Perchè tutti i suoi amici piangono solo adesso? Non potevano dispiacersi anche prima?
Perchè le persone sono cattive? Perchè sono cattivo?
Perchè i nostri desideri non possono mai essere accontentati? Perchè quando abbiamo il paradiso cominciamo a sognare di peccare? Perchè ci nascondiamo?
Il mio sangue è un lago nel pavimento. Il mio polso trema.
Io il sangue ce l'ho sempre messo, il mio. Non ho mai voluto farne versare ad altri per me.
Ma ciò non toglie che sia una persona terribile.
Il Piccolo Principe si alza in piedi dal suo letto di foglie e si pulisce in fretta gli abiti. Cammina per la foresta e osserva il silenzio che lo circonda. I cadaveri cerca di non pestarli per non mancar loro di rispetto. Di fronte a lui volano alti i falchi.
Li osserva e sogna di poter esser come loro. Di potersi librare e andarsene da tutto e tutti. Di scappare dagli affetti. Di poter godere della vita come si fa con una puttana. Poter passare prendere come più gli piace il piacere che più preferisce, aver la libertà di essere un giorno rude un giorno dolce come la seta. Di passare una notte d'amore con una donna e ritrovarsi la mattina dopo con una donna diversa.
Un falco vola più alto degli altri, poi plana leggermente su un ramo su cui si posa con una grazia innaturale. Non si muove una foglia. Sembra che il falco non abbia peso.
Il Piccolo Principe guarda i suoi ingombranti piedi che schiacciano le foglie e le rompono, pesanti come macigni su foglie di carta crespa.
I suoi piedi cominciano ad affondare, il loro peso che aumenta ogni istante, rigonfiato dalla consapevolezza della propria inevitabile natura di essere umano legato a rapporti stereotipati da una ipocrita benevolenza.
Le radici e le catene lo trascinano sotto terra sempre più velocemente. Il terreno è soffice e lo accoglie come la valva di un'ostrica.
Prima che la vista del mondo si sottragga ai suoi occhi, il Piccolo Principe li socchiude leggermente e avverte il falco levarsi dal suo ramo.
Non so cosa scrivere.
Un ragazzo si è ucciso perchè i suoi compagni lo prendevano in giro.
Malinconia perchè siamo tutti colpevoli.
Perchè ci mentiamo l'un l'altro? Perchè non sappiamo tener a freno i nostri istinti? Perchè non perseguiamo la fedeltà ma siamo molto più inclini al tradimento? Perchè ci piace vedere il sangue? Perchè ci fermiamo solo quando è troppo per noi? Perchè non pensiamo mai che magari per gli altri era troppo molto tempo fa?
Perchè un ragazzo si è dovuto lanciare nel vuoto per far tacere i suoi coetanei?
Perchè tutti i suoi amici piangono solo adesso? Non potevano dispiacersi anche prima?
Perchè le persone sono cattive? Perchè sono cattivo?
Perchè i nostri desideri non possono mai essere accontentati? Perchè quando abbiamo il paradiso cominciamo a sognare di peccare? Perchè ci nascondiamo?
Il mio sangue è un lago nel pavimento. Il mio polso trema.
Io il sangue ce l'ho sempre messo, il mio. Non ho mai voluto farne versare ad altri per me.
Ma ciò non toglie che sia una persona terribile.
Il Piccolo Principe si alza in piedi dal suo letto di foglie e si pulisce in fretta gli abiti. Cammina per la foresta e osserva il silenzio che lo circonda. I cadaveri cerca di non pestarli per non mancar loro di rispetto. Di fronte a lui volano alti i falchi.
Li osserva e sogna di poter esser come loro. Di potersi librare e andarsene da tutto e tutti. Di scappare dagli affetti. Di poter godere della vita come si fa con una puttana. Poter passare prendere come più gli piace il piacere che più preferisce, aver la libertà di essere un giorno rude un giorno dolce come la seta. Di passare una notte d'amore con una donna e ritrovarsi la mattina dopo con una donna diversa.
Un falco vola più alto degli altri, poi plana leggermente su un ramo su cui si posa con una grazia innaturale. Non si muove una foglia. Sembra che il falco non abbia peso.
Il Piccolo Principe guarda i suoi ingombranti piedi che schiacciano le foglie e le rompono, pesanti come macigni su foglie di carta crespa.
I suoi piedi cominciano ad affondare, il loro peso che aumenta ogni istante, rigonfiato dalla consapevolezza della propria inevitabile natura di essere umano legato a rapporti stereotipati da una ipocrita benevolenza.
Le radici e le catene lo trascinano sotto terra sempre più velocemente. Il terreno è soffice e lo accoglie come la valva di un'ostrica.
Prima che la vista del mondo si sottragga ai suoi occhi, il Piccolo Principe li socchiude leggermente e avverte il falco levarsi dal suo ramo.
07 April 2007
A cuore aperto
Quando ascolto le canzoni tristi, quelle che fanno piangere, mi piace stare da solo e scrivere.
Scrivere a ruota libera.
Forse è stato un libro a privarmi dell'innocenza, o a permettermi di diventare quello che sono: un niente.
I cavi che escono dal muro, si inerpicano attorno alla mia gamba. nella mano destra il phon.
la sinistra protesa verso la vasca piena d'acqua. Sembro una di quelle statue greche. Un atleta in posizione di lancio. I piedi immersi nell'acqua. Il phon a pochi centimetri.
Lo tengo per il cavo di gomma.
lo faccio oscillare a pochi centimetri dalla superficie dell'acqua.
Sono nudo e l'acqua è immobile come me. Solo il phon si muove. Vedo riflessa nell'acqua la mia figura nuda. Fragile. E debole.
Pronta a morire in qualsiasi istante.
Ora il phon è acceso. L'aria increspa l'acqua.
Lascio o non lascio? Lo faccio o non lo faccio?
Valutiamo pro e contro.
Contro: perderei tutto, amici amori vita sogni. Baci vento saluti e carezze. Desideri e brame.
Pro: smetterei di sentire questa ossessione a scrivere, le mie mani smetterebbero di implorarmi di agitarle e comporre qualcosa.
Io odio scrivere.
Io odio averne bisogno e averne voglia. Odio il mio desiderio di farmi leggere. Di farvi capire.
Odio le mie parole, vorrei saper volare, vorrei avere le branchie e non riemergere più.
Non sarò mai armonioso, sinuoso. Sarò per sempre rinchiuso in questo corpo fallace, un corpo che mi disgusta, che non fa altro che cambiare, crescere, defecare e sudare.
Un corpo che puzza di bestia che si ammala che va per conto suo. Un corpo troppo umano per il mio cuore.
Se muoio perdo il corpo e sarebbe fantastico perchè piuttosto che poter godere del mio genio a metà sarebbe molto meglio non goderne affatto.
Odio il mio sangue, le impurità, il sapone e il dolore.
Odio la mia faccia da curare, i miei muscoli da allenare, il mio pene da lavare, le mie mani di cui prendersi cura.
Odio il vomito e la merda. Le lacrime
L'unica cosa che merita di vivere è la mia perfetta anima.
Scrivere a ruota libera.
Forse è stato un libro a privarmi dell'innocenza, o a permettermi di diventare quello che sono: un niente.
I cavi che escono dal muro, si inerpicano attorno alla mia gamba. nella mano destra il phon.
la sinistra protesa verso la vasca piena d'acqua. Sembro una di quelle statue greche. Un atleta in posizione di lancio. I piedi immersi nell'acqua. Il phon a pochi centimetri.
Lo tengo per il cavo di gomma.
lo faccio oscillare a pochi centimetri dalla superficie dell'acqua.
Sono nudo e l'acqua è immobile come me. Solo il phon si muove. Vedo riflessa nell'acqua la mia figura nuda. Fragile. E debole.
Pronta a morire in qualsiasi istante.
Ora il phon è acceso. L'aria increspa l'acqua.
Lascio o non lascio? Lo faccio o non lo faccio?
Valutiamo pro e contro.
Contro: perderei tutto, amici amori vita sogni. Baci vento saluti e carezze. Desideri e brame.
Pro: smetterei di sentire questa ossessione a scrivere, le mie mani smetterebbero di implorarmi di agitarle e comporre qualcosa.
Io odio scrivere.
Io odio averne bisogno e averne voglia. Odio il mio desiderio di farmi leggere. Di farvi capire.
Odio le mie parole, vorrei saper volare, vorrei avere le branchie e non riemergere più.
Non sarò mai armonioso, sinuoso. Sarò per sempre rinchiuso in questo corpo fallace, un corpo che mi disgusta, che non fa altro che cambiare, crescere, defecare e sudare.
Un corpo che puzza di bestia che si ammala che va per conto suo. Un corpo troppo umano per il mio cuore.
Se muoio perdo il corpo e sarebbe fantastico perchè piuttosto che poter godere del mio genio a metà sarebbe molto meglio non goderne affatto.
Odio il mio sangue, le impurità, il sapone e il dolore.
Odio la mia faccia da curare, i miei muscoli da allenare, il mio pene da lavare, le mie mani di cui prendersi cura.
Odio il vomito e la merda. Le lacrime
L'unica cosa che merita di vivere è la mia perfetta anima.
29 March 2007
La rana e lo scorpione
Un pomeriggio, un caldo pomeriggio d'estate, uno scorpione si aggirava in un arido sentiero di montagna. Era un bell'esmplare di scorpione,lui. Grande e lucido si muoveva sinuoso come un cobra e il suo veleno era più letale di qualsiasi altro siero.
Quel pomeriggio era alla ricerca di qualche insetto da poter pungere e del quale potersi successivamente cibare. Dopo aver perlustrato in lungo e in largo tutto il suo territorio senza aver trovato alcunché si ritrovò di fronte a un grande fiume.
Un pomeriggio, un torrido pomeriggio d'estate, una rana dall'animo pacifico percorreva gracidante l'argine di un fiume nel quale era solita trovar conforto dalla calura. Saltellava tranquilla come tutti i giorni, balzando rapida nellacqua per rinfrescarsi per poi riemergerne con un guizzo. I suoi girini si agitavano disordinatamente nell'angolo più stagnante del fiume, un piccolo anfratto in cui l'acqua si trasformava in melma vischiosa e dove essi potevano trovare un sicuro rifugio. Ad un certo punto una terribile visione la pietrificò.
Lo scorpione notò la rana e subito le guizzò vicino. Non gli sembrava vero di aver trovato qualcuno che potesse traghettarlo al di là del fiume, dove sicuramente avrebbe trovato cibo in abbondanza. Le sue chele fremevano.
La rana era paralizzata dal terrore, i piccoli occhi vitrei dello scorpione la scrutavano con bramosia. Sapeva che da un momento all'altro quel temibile aracnide avrebbe potuto pungerla e ucciderla sul momento.
«Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda»
Le parole dello scorpione uscirono come un sibilo. La rana indugiò un attimo.
«E perchè dovrei farlo? Non sono mica matta! Così appena ti faccio salire e siamo in acqua tu mi pungi e mi uccidi.»
«Per quale motivo dovrei farlo?»
Lo scorpione incalzò «Se io ti pungessi mentre siamo in acqua tu finiresti per affogare e così morirei anche io.»
La rana esitò un attimo e, convintasi della ragionevolezza dell'obiezione dello scorpione, lo lasciò salire sulla sua schiena e lentamente si immerse fino agli occhi nell'acqua e cominciò a remare con le sue forti gambe da nuotatrice.
La rana era tranquilla
Lo scorpione era felice.
Ad un certo punto, nel bel mezzo dell'attraversata, la rana avvertì un intenso dolore provenire dalla schiena, prima come la puntura di uno spino, che poi si allargava a tutta la schiena intorpidendole i muscoli di tutto il corpo.
Di scatto si voltò verso lo scorpione.
Negli occhi dello scorpione non c'erano sentimenti, non c'era soddisfazione o malignità.
«Pechè lo hai fatto? Perchè hai fatto questo?»
Negli occhi dello scorpione non c'erano sentimenti, non c'era soddisfazione o malignità. C'erano solo consapevolezza e semplicità.
«Perchè sono uno scorpione... è la mia natura.»
Affondando i due si guardavano. Non torvi, non tristi. Si guardavano e basta.
Non esiste morale, non esiste insegnamento. Esiste la magia della sensazione. Questa favola non ha morale, non c'è giustificazione nell'atto dello scorpione, nè significati nascosti. Ognuno fa ciò che il cuore ordina, ognuno dovrebbe farlo. Anche quando ciò costa caro. E nessuno lo redarguirà per questo. Nessuna rana lo insulterà o lo accuserà.
Io scrivo senza presunzione di eccellere, senza desiderio di emergere.
Senza interessarmi dei giudizi. Senza pensare se ciò può essere più o meno nocivo per me.
Io scrivo e basta. Perchè sono io. Ed è nella mia natura farlo.
Lo scorpione, in quel pezzo di traversata, ha meditato a lungo su quello che avrebbe dovuto fare. Sulla mostruosità del suo crimine. Si chiedeva se fosse giusto. Nella sua testa si arenavano migliaia di domande.
E la rana sapeva già da quando aveva immerso le zampe palmate in acqua che sarebbe morta.
Ma tutto questo non ha fermato lo scorpione, nè tantomeno la rana.
Lo scorpione stava piangendo quando, incrociando lo sguardo della rana disse «..è la mia natura.»
Quel pomeriggio era alla ricerca di qualche insetto da poter pungere e del quale potersi successivamente cibare. Dopo aver perlustrato in lungo e in largo tutto il suo territorio senza aver trovato alcunché si ritrovò di fronte a un grande fiume.
Un pomeriggio, un torrido pomeriggio d'estate, una rana dall'animo pacifico percorreva gracidante l'argine di un fiume nel quale era solita trovar conforto dalla calura. Saltellava tranquilla come tutti i giorni, balzando rapida nellacqua per rinfrescarsi per poi riemergerne con un guizzo. I suoi girini si agitavano disordinatamente nell'angolo più stagnante del fiume, un piccolo anfratto in cui l'acqua si trasformava in melma vischiosa e dove essi potevano trovare un sicuro rifugio. Ad un certo punto una terribile visione la pietrificò.
Lo scorpione notò la rana e subito le guizzò vicino. Non gli sembrava vero di aver trovato qualcuno che potesse traghettarlo al di là del fiume, dove sicuramente avrebbe trovato cibo in abbondanza. Le sue chele fremevano.
La rana era paralizzata dal terrore, i piccoli occhi vitrei dello scorpione la scrutavano con bramosia. Sapeva che da un momento all'altro quel temibile aracnide avrebbe potuto pungerla e ucciderla sul momento.
«Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda»
Le parole dello scorpione uscirono come un sibilo. La rana indugiò un attimo.
«E perchè dovrei farlo? Non sono mica matta! Così appena ti faccio salire e siamo in acqua tu mi pungi e mi uccidi.»
«Per quale motivo dovrei farlo?»
Lo scorpione incalzò «Se io ti pungessi mentre siamo in acqua tu finiresti per affogare e così morirei anche io.»
La rana esitò un attimo e, convintasi della ragionevolezza dell'obiezione dello scorpione, lo lasciò salire sulla sua schiena e lentamente si immerse fino agli occhi nell'acqua e cominciò a remare con le sue forti gambe da nuotatrice.
La rana era tranquilla
Lo scorpione era felice.
Ad un certo punto, nel bel mezzo dell'attraversata, la rana avvertì un intenso dolore provenire dalla schiena, prima come la puntura di uno spino, che poi si allargava a tutta la schiena intorpidendole i muscoli di tutto il corpo.
Di scatto si voltò verso lo scorpione.
Negli occhi dello scorpione non c'erano sentimenti, non c'era soddisfazione o malignità.
«Pechè lo hai fatto? Perchè hai fatto questo?»
Negli occhi dello scorpione non c'erano sentimenti, non c'era soddisfazione o malignità. C'erano solo consapevolezza e semplicità.
«Perchè sono uno scorpione... è la mia natura.»
Affondando i due si guardavano. Non torvi, non tristi. Si guardavano e basta.
Non esiste morale, non esiste insegnamento. Esiste la magia della sensazione. Questa favola non ha morale, non c'è giustificazione nell'atto dello scorpione, nè significati nascosti. Ognuno fa ciò che il cuore ordina, ognuno dovrebbe farlo. Anche quando ciò costa caro. E nessuno lo redarguirà per questo. Nessuna rana lo insulterà o lo accuserà.
Io scrivo senza presunzione di eccellere, senza desiderio di emergere.
Senza interessarmi dei giudizi. Senza pensare se ciò può essere più o meno nocivo per me.
Io scrivo e basta. Perchè sono io. Ed è nella mia natura farlo.
Lo scorpione, in quel pezzo di traversata, ha meditato a lungo su quello che avrebbe dovuto fare. Sulla mostruosità del suo crimine. Si chiedeva se fosse giusto. Nella sua testa si arenavano migliaia di domande.
E la rana sapeva già da quando aveva immerso le zampe palmate in acqua che sarebbe morta.
Ma tutto questo non ha fermato lo scorpione, nè tantomeno la rana.
Lo scorpione stava piangendo quando, incrociando lo sguardo della rana disse «..è la mia natura.»
26 March 2007
Sonetto
Certe volte le cose sembrano andare alla rovescia..
Il mondo si fa burle di me dileggiandomi con i suoi oltraggi..
Ho paura
Il mondo si fa burle di me dileggiandomi con i suoi oltraggi..
Ho paura
22 March 2007
..destinazioni..
A chi non ride mai.
A chi ride solo se è il caso.
A chi non ride quando guarda Scrubs.
A chi da sempre ragione e a chi da sempre torto.
A chi non ama leggere. A chi pensa di non averne bisogno.
A chi fa l'amico solo quando questo non richiede particolare fatica.
A chi non capisce niente se non la sua lingua e il suo credo.
A chi pensa di saperne più degli altri senza saperne affatto più degli altri.
A chi dice di aver visto tutti i posti che nomini e di aver letto tutti i libri che hai letto.
A chi non si fa mai ruzzolar nella sabbia quando è bagnato. A chi se la prende quando glielo faccio comunque.
A chi non fa mai a gara e a chi sa far solo a gara.
A chi è solo di destra o solo di sinistra. A chi quando gli parlo non mi risponde. A chi mi dice che è molto meglio pensar a ciò che è alla mia portata che per me i sogni sono troppo sogni.
A chi quando nuota smanaccia solo per fare il forzuto.
A chi non fa quello che gli dice il cuore.
A chi non fa quello che gli dice la testa.
A chi fa quello che gli dicono gli altri.
A chi ride senza aver capito le battute o pensa di averne sempre una più bella delle tue.
A chi quando si gioca non la passa mai. A chi non sopporta poter essere secondo o terzo. O ultimo.
A chi pensa che far quello che fanno gli altri sia esser voce di uno stesso coro.
A chi al mare non è capace di soffermarsi a guardarsi intorno.
A chi non apprezza chi è diverso. A chi vede in chi è diverso una minaccia.
A chi crede in Dio solo per dovere. O peggio. Per buon esempio.
A chi sputa sugli altri ma non vuole che gli si sputi addosso.
A chi non sputa mai.
A chi non muore.
A chi non ha paura di niente o ha paura solo di cose lontane.
A chi minaccia la gente credendosi più forte solo perchè dietro ha una squadriglia di bestie.
A chi rifiuta l'amore totalizzante. A chi non crede che sia possibile perdere la testa e si ostina a veder carnalità e bestialità in ciò che è seta sulla pelle.
A chi vorrebbe farmi lo scalpo. A chi non lo ha mai ammesso.
A chi pensa di poter definire tutto secondo un'ideologia, un credo, un chiodo fisso.
A chi ti dice che sei OUT. A chi ti dice che sei IN.
A chi non perde mai. A chi è capace di vederla solo in un modo.
A chi non dice mai le parolacce.
A chi ride come un'oca ogni tre secondi. A chi ride solo per le battute di certe persone.
A chi ha inventato la SIAE.
A chi censura. A chi non è capace di ascoltare.
A chi non sente i profumi.
A chi non capirà mai cosa ho scritto oppure chi mi dira Sì MA POTEVI DIRLO MEGLIO.
A tutti coloro che rientrano in queste definizioni..
non ho niente da dire..
..per tutti questi
non sprecherò parole perchè non ho niente da dirvi..
A chi ride solo se è il caso.
A chi non ride quando guarda Scrubs.
A chi da sempre ragione e a chi da sempre torto.
A chi non ama leggere. A chi pensa di non averne bisogno.
A chi fa l'amico solo quando questo non richiede particolare fatica.
A chi non capisce niente se non la sua lingua e il suo credo.
A chi pensa di saperne più degli altri senza saperne affatto più degli altri.
A chi dice di aver visto tutti i posti che nomini e di aver letto tutti i libri che hai letto.
A chi non si fa mai ruzzolar nella sabbia quando è bagnato. A chi se la prende quando glielo faccio comunque.
A chi non fa mai a gara e a chi sa far solo a gara.
A chi è solo di destra o solo di sinistra. A chi quando gli parlo non mi risponde. A chi mi dice che è molto meglio pensar a ciò che è alla mia portata che per me i sogni sono troppo sogni.
A chi quando nuota smanaccia solo per fare il forzuto.
A chi non fa quello che gli dice il cuore.
A chi non fa quello che gli dice la testa.
A chi fa quello che gli dicono gli altri.
A chi ride senza aver capito le battute o pensa di averne sempre una più bella delle tue.
A chi quando si gioca non la passa mai. A chi non sopporta poter essere secondo o terzo. O ultimo.
A chi pensa che far quello che fanno gli altri sia esser voce di uno stesso coro.
A chi al mare non è capace di soffermarsi a guardarsi intorno.
A chi non apprezza chi è diverso. A chi vede in chi è diverso una minaccia.
A chi crede in Dio solo per dovere. O peggio. Per buon esempio.
A chi sputa sugli altri ma non vuole che gli si sputi addosso.
A chi non sputa mai.
A chi non muore.
A chi non ha paura di niente o ha paura solo di cose lontane.
A chi minaccia la gente credendosi più forte solo perchè dietro ha una squadriglia di bestie.
A chi rifiuta l'amore totalizzante. A chi non crede che sia possibile perdere la testa e si ostina a veder carnalità e bestialità in ciò che è seta sulla pelle.
A chi vorrebbe farmi lo scalpo. A chi non lo ha mai ammesso.
A chi pensa di poter definire tutto secondo un'ideologia, un credo, un chiodo fisso.
A chi ti dice che sei OUT. A chi ti dice che sei IN.
A chi non perde mai. A chi è capace di vederla solo in un modo.
A chi non dice mai le parolacce.
A chi ride come un'oca ogni tre secondi. A chi ride solo per le battute di certe persone.
A chi ha inventato la SIAE.
A chi censura. A chi non è capace di ascoltare.
A chi non sente i profumi.
A chi non capirà mai cosa ho scritto oppure chi mi dira Sì MA POTEVI DIRLO MEGLIO.
A tutti coloro che rientrano in queste definizioni..
non ho niente da dire..
..per tutti questi
non sprecherò parole perchè non ho niente da dirvi..
15 March 2007
Aspettando Lorenzo
Non è semplice non sentirsi all'altezza..è molto complicato..
Perchè si vorrebbe sempre essere abbastanza: abbastanza forti, abbastanza coraggiosi, abbastanza altruisti.. ma non si può esser così..o perlomeno io non ci riesco..
Pecco sempre di qualcosa e questo mi fa star male, soprattutto quando non sono abbastanza per dare aiuto a chi ne ha bisogno.. so che è egoista e immaturo ma non riesco a essere abbastanza altruista.. non so nemmeno io il perchè.. forse perchè sono veramente come non vorrei essere, forse invece è la cosa che dovrei fare.. forse è vero, come temo, che in passato c'è stata una persona che ha tirato fuori il peggio di me, e ancora non riesco a ricacciarlo tutto dentro questo male..
Io voglio esserci sempre.. e sono un egoista del cazzo.. e ho paura..
Tanta paura di non farcela.. e ultimamente non faccio altro che ricevere conferme di questa mia inadeguatezza..
Non so il perchè ma non sono davvero abbastanza.. Non riesco a essere fiero di me..
Ci si sente persi quando si è in questa situazione.. mi sento smarrito..e deluso..e poi..alla fine..riesco a parlar solo di me..
Sorry
Perchè si vorrebbe sempre essere abbastanza: abbastanza forti, abbastanza coraggiosi, abbastanza altruisti.. ma non si può esser così..o perlomeno io non ci riesco..
Pecco sempre di qualcosa e questo mi fa star male, soprattutto quando non sono abbastanza per dare aiuto a chi ne ha bisogno.. so che è egoista e immaturo ma non riesco a essere abbastanza altruista.. non so nemmeno io il perchè.. forse perchè sono veramente come non vorrei essere, forse invece è la cosa che dovrei fare.. forse è vero, come temo, che in passato c'è stata una persona che ha tirato fuori il peggio di me, e ancora non riesco a ricacciarlo tutto dentro questo male..
Io voglio esserci sempre.. e sono un egoista del cazzo.. e ho paura..
Tanta paura di non farcela.. e ultimamente non faccio altro che ricevere conferme di questa mia inadeguatezza..
Non so il perchè ma non sono davvero abbastanza.. Non riesco a essere fiero di me..
Ci si sente persi quando si è in questa situazione.. mi sento smarrito..e deluso..e poi..alla fine..riesco a parlar solo di me..
Sorry
11 March 2007
Sipario
La cosa più piacevole del palco è il rumore delle assi di legno che accompagna i passi degli attori.. di solito nessuno lo avverte perchè le voci di chi recita e il respiro rumoroso del pubblico sovrastano quel dolce cigolio..
Ora che sono da solo e cammino avanti e dietro sul palco lo avverto distintamente.. un rumore continuo e acuto che proviene dalle assi e si sperde nella platea. Il velluto del sipario è impregnato di questo tipo di rumori, così come i braccioli delle sedie in platea.
Il teatro è un mondo a sè.. qui dentro le persone vengono per essere stordite, girate confuse e infine rigettate nelle strade da cui provengono.. le persone vogliono dimenticare per un po' la loro vita, o perlomeno dimenticare la fatica che si fa a vivere e perciò vengono qui a vedere qualcuno che per qualche ora viva al loro posto.
Io ho scritto opere che sono state rappresentate nei più importanti teatri del mondo, da New York a Tokio, da Nuova Deli a Parigi, però, ogni volta che salgo in piedi sul palco di un teatro vuoto, rabbrividisco di fronte a tutto questo.. quando vedo la sala vuota, i sedili rossi allineati, il buio in fondo alla platea, non riesco a non farmi venir la pelle d'oca..
E so, so con una certezza inamovibile che queste sono le stesse sensazioni che hanno provato tutti i grandi del teatro..io so che Moliére, Aristofane, Brecth, Beckett, tutti loro rabbrividivano quando si trovavano faccia a faccia con questo mostro..
Chi vive per e nel teatro sa che bisogna subordinarsi alla magia che pervade ogni angolo delle loggie e dei pavimenti e che di questa bisogna raccogliere l'energia per salire sul palco e dare forma all'opera.
Il teatro è più grande di qualunque attore, scrittore o sceneggiatore. E è per questo che il teatro è il mio mondo..
Ora che sono da solo e cammino avanti e dietro sul palco lo avverto distintamente.. un rumore continuo e acuto che proviene dalle assi e si sperde nella platea. Il velluto del sipario è impregnato di questo tipo di rumori, così come i braccioli delle sedie in platea.
Il teatro è un mondo a sè.. qui dentro le persone vengono per essere stordite, girate confuse e infine rigettate nelle strade da cui provengono.. le persone vogliono dimenticare per un po' la loro vita, o perlomeno dimenticare la fatica che si fa a vivere e perciò vengono qui a vedere qualcuno che per qualche ora viva al loro posto.
Io ho scritto opere che sono state rappresentate nei più importanti teatri del mondo, da New York a Tokio, da Nuova Deli a Parigi, però, ogni volta che salgo in piedi sul palco di un teatro vuoto, rabbrividisco di fronte a tutto questo.. quando vedo la sala vuota, i sedili rossi allineati, il buio in fondo alla platea, non riesco a non farmi venir la pelle d'oca..
E so, so con una certezza inamovibile che queste sono le stesse sensazioni che hanno provato tutti i grandi del teatro..io so che Moliére, Aristofane, Brecth, Beckett, tutti loro rabbrividivano quando si trovavano faccia a faccia con questo mostro..
Chi vive per e nel teatro sa che bisogna subordinarsi alla magia che pervade ogni angolo delle loggie e dei pavimenti e che di questa bisogna raccogliere l'energia per salire sul palco e dare forma all'opera.
Il teatro è più grande di qualunque attore, scrittore o sceneggiatore. E è per questo che il teatro è il mio mondo..
10 March 2007
Eredità
«A cosa serve la musica?»
«La musica? Beh..penso che la musica non serva a niente in particolare, serve a far sì che gli uomini prendano una pausa da se stessi. Per tua fortuna, sei ancora abbastanza piccolo da non dover trascinar con te i fantasmi del tuo passato e non dover nemmeno guardare il futuro con incertezza. Invece quando si cresce si cominciano ad accumulare rimpianti e delusioni che ci perseguitano ogni giorno fino alla tomba.. ecco.. la musica ci permette di crearci un piccolo mondo in cui esistono solo parole e melodie..
E la cosa più importante è che noi abbiamo la possibilità di scegliere cosa ascoltare: possiamo decidere di ascoltar parole che ci facciano evadere, oppure ascoltare parole che ci facciano scontrare a muso duro contro i nostri problemi..»
«Ma nonno, perchè non possiamo semplicemente non pensarci?»
«Perchè siamo uomini e lo siamo proprio perchè possediamo una nostra storia, delle radici da cui non possiamo separarci.. sono i nostri amici, i nostri genitori, i nostri sogni..e senza questi non saremmo nulla sai? Perchè non sapremmo cosa fare, dove andare.. prova pensare a cosa faresti se tutti i tuoi amici sparissero, se non avessi più la mamma e il babbo, e nemmeno una casa dove tornare..» lo sguardo stupito del bambino faceva capire al vecchio che aveva colto nel segno
«Allo stesso modo nessuno saprebbe come vivere senza ciò che per lui è fondamentale.. io sono vecchio, ormai tante cose che amavo sono sparite e tra poco sarà anche il mio turno, ma me ne andrò felice perchè so di aver lasciato la mia impronta in questo mondo, e la mia impronta è il tuo papà, sei tu, i miei amici del bar, la sedia vuota che lasceranno lì per me quando non ci sarò più. Quando sono triste la musica mi aiuta a ricordarmi di tutto questo. Una canzone mi aiuta a ricordare certe cose che magari dimenticherei..»
«Nonno io non voglio che tu vada via..»
«Ma io non sparirò.. vedi.. esiste una specie di passamano.. io ho dato qualcosa di mio al tuo papà, gli ho dato il mio impegno nel crescerlo, gli ho dato una fetta di me che lui serberà per sempre dentro di sè. E sto dando qualcosa anche a te.. ti sto dando questi pomeriggi al parco a camminare e giocare, ti sto regalando tutti i miei ricordi di quando ero giovane come te e la televisione non esisteva ancora. E non solo, anchè il tuo papà quando ti insegna le cose ti tramanda qualcosa di me, e anche del mio papà, e del suo, e di quello ancora prima.
Dentro di te c'è un'eredità infinita che non avrà mai fine.
devi sempre, sempre esser riconoscente al tuo prossimo sai? Non devi mai dare niente per scontato o per dovuto..devi esser grato ai tuoi amici che ti regalano il loro tempo, ei tuoi insegnanti che si impegnano per farti diventare bravo in matematica. Le persone hanno poco poco tempo su questa terra e il fatto che decidano di regalare a te un po' di questo tempo è un dono importantissimo. Hai capito?»
Il bambino sorrise con gli occhi ma non rispose, riprese a correre dietro a un'anatra che trotterellava via terrorizzata..
«La musica? Beh..penso che la musica non serva a niente in particolare, serve a far sì che gli uomini prendano una pausa da se stessi. Per tua fortuna, sei ancora abbastanza piccolo da non dover trascinar con te i fantasmi del tuo passato e non dover nemmeno guardare il futuro con incertezza. Invece quando si cresce si cominciano ad accumulare rimpianti e delusioni che ci perseguitano ogni giorno fino alla tomba.. ecco.. la musica ci permette di crearci un piccolo mondo in cui esistono solo parole e melodie..
E la cosa più importante è che noi abbiamo la possibilità di scegliere cosa ascoltare: possiamo decidere di ascoltar parole che ci facciano evadere, oppure ascoltare parole che ci facciano scontrare a muso duro contro i nostri problemi..»
«Ma nonno, perchè non possiamo semplicemente non pensarci?»
«Perchè siamo uomini e lo siamo proprio perchè possediamo una nostra storia, delle radici da cui non possiamo separarci.. sono i nostri amici, i nostri genitori, i nostri sogni..e senza questi non saremmo nulla sai? Perchè non sapremmo cosa fare, dove andare.. prova pensare a cosa faresti se tutti i tuoi amici sparissero, se non avessi più la mamma e il babbo, e nemmeno una casa dove tornare..» lo sguardo stupito del bambino faceva capire al vecchio che aveva colto nel segno
«Allo stesso modo nessuno saprebbe come vivere senza ciò che per lui è fondamentale.. io sono vecchio, ormai tante cose che amavo sono sparite e tra poco sarà anche il mio turno, ma me ne andrò felice perchè so di aver lasciato la mia impronta in questo mondo, e la mia impronta è il tuo papà, sei tu, i miei amici del bar, la sedia vuota che lasceranno lì per me quando non ci sarò più. Quando sono triste la musica mi aiuta a ricordarmi di tutto questo. Una canzone mi aiuta a ricordare certe cose che magari dimenticherei..»
«Nonno io non voglio che tu vada via..»
«Ma io non sparirò.. vedi.. esiste una specie di passamano.. io ho dato qualcosa di mio al tuo papà, gli ho dato il mio impegno nel crescerlo, gli ho dato una fetta di me che lui serberà per sempre dentro di sè. E sto dando qualcosa anche a te.. ti sto dando questi pomeriggi al parco a camminare e giocare, ti sto regalando tutti i miei ricordi di quando ero giovane come te e la televisione non esisteva ancora. E non solo, anchè il tuo papà quando ti insegna le cose ti tramanda qualcosa di me, e anche del mio papà, e del suo, e di quello ancora prima.
Dentro di te c'è un'eredità infinita che non avrà mai fine.
devi sempre, sempre esser riconoscente al tuo prossimo sai? Non devi mai dare niente per scontato o per dovuto..devi esser grato ai tuoi amici che ti regalano il loro tempo, ei tuoi insegnanti che si impegnano per farti diventare bravo in matematica. Le persone hanno poco poco tempo su questa terra e il fatto che decidano di regalare a te un po' di questo tempo è un dono importantissimo. Hai capito?»
Il bambino sorrise con gli occhi ma non rispose, riprese a correre dietro a un'anatra che trotterellava via terrorizzata..
04 March 2007
Fantasma
Non dovreste più aspettarvo nulla da me..non dovreste più attendere niente da me..
chi è il piccolo principe?cosa vuole dire?
cammina con i piedi nudi e il corpo avvolto in una specie di mantello..
non sa dove si trova..o forse lo sa ma non sa dove andare..
guardo le persone che ho intorno, vedo i miei amici più cari, vedo il mio amore che mi cinge la vita.. guardo indietro..
mi sono chiamato piccolo principe?
perchè?
io non sono così..
sono felice del mio presente, odio il mio passato, ma il mio passato rimane cmq fondamentale per me.. senza di lui nn avrei il mio presente, non amerei..
ma ho schifo di praticamente tutto nel mio passato.. ci sono interi coni d'ombra che vorrei cancellare dalla mia vita.. ci sono persone che vorrei dimenticare, sbagli da cancellare, luoghi da scordare.. ci sono episodi che vorrei non aver vissuto, o che vorrei nn aver conosiìciuto..
cos'ho io del piccolo principe? non sono così io, e non voglio nemmeno esserlo..
è vero..mi incanta..ma non voglio esserlo..
il mio passato mi rincorre e non riesco a distanziarlo.. ci sono luoghi, che vorrei non aver mai solcato prima, per poter ora provar cosa vuol dire affrontarli per la prima volta.. il mio passato inquina il mio presente..
ecco perchè non posso essere abbastanza..perchè ci sono troppi spettri a rincorrermi..
vorrei essere meglio, diverso in meglio.. vorrei non dover fare i conti con il mio passato che mi zavorra ai miei sbagli..
vorrei poter parlargli, al piccolo principe..
chiedergli perchè, dopo aver addomesticato la volpe, l'ha abbandonata senza nemmeno salutarla.. il piccolo principe si era dimenticato della sua volpe, dopo aver ottenuto il suo scopo, dopo aver addomesticato la volpe, il piccolo principe ha perso interesse.. si diventa responsabili di ciò che si addomestica.. il piccolo principe è scomparso perchè, dimenticandosi della volpe per rivolgere i suoi pensieri solo alla rosa, è diventato esattamente come i grandi..
io
proiezione di se stesso nella vita altrui
egogenesi
egofagia
desiderio di infliggere tormento alla propria anima, desiderio di logorarsi..
amore
...
la definizione manca
esiste ma manca..
coscienza: grado di confronto col proprio passato
vorrei non aver fatto cose, vorrei che altri non avessero fatto cose, vorrei aver dedicato più tempo a chi lo meritava, vorrei aver conosciuto questo presente miliardi di anni fa.
medulloblastoma:tumore intercerebrale che si sviluppa nel tessuto nervoso dell'encefalo.
il mio TNM recita così: ∞ ∞ ∞ ..(infinito_infinito_infinito)
la mia mente non è vuota come quella del piccolo principe, non è piena d fanatico surrealismo.. la mia mente è ricca di sentimenti, di amore, di affetto..
la mia mente è una neoplasia della creatività..
io sn qui per parlare della vita e del sonno..
io vivo
io non sparirò come te.. non esisterà alcun serpente che mi morderà perchè sono io con la mia distorsione che comando il serpente..
io posso sanguinare..
dicono che le persone a cui amputano un arto continuino ad avvertirne la presenza, continuino ad avvertir sensazioni tattili, o dolorose..
si chiama sindrome dell'arto fantasma
quello che io scrivo è il vostro arto fantasma
io, al contrario di voi, ho una sorgente di vita, ho una musa.. ho un motivo per affrontare a muso duro ciò che scrivo, ho chi me ne da la forza..
questo testo non finisce con un punto.. non finisce e basta
chi è il piccolo principe?cosa vuole dire?
cammina con i piedi nudi e il corpo avvolto in una specie di mantello..
non sa dove si trova..o forse lo sa ma non sa dove andare..
guardo le persone che ho intorno, vedo i miei amici più cari, vedo il mio amore che mi cinge la vita.. guardo indietro..
mi sono chiamato piccolo principe?
perchè?
io non sono così..
sono felice del mio presente, odio il mio passato, ma il mio passato rimane cmq fondamentale per me.. senza di lui nn avrei il mio presente, non amerei..
ma ho schifo di praticamente tutto nel mio passato.. ci sono interi coni d'ombra che vorrei cancellare dalla mia vita.. ci sono persone che vorrei dimenticare, sbagli da cancellare, luoghi da scordare.. ci sono episodi che vorrei non aver vissuto, o che vorrei nn aver conosiìciuto..
cos'ho io del piccolo principe? non sono così io, e non voglio nemmeno esserlo..
è vero..mi incanta..ma non voglio esserlo..
il mio passato mi rincorre e non riesco a distanziarlo.. ci sono luoghi, che vorrei non aver mai solcato prima, per poter ora provar cosa vuol dire affrontarli per la prima volta.. il mio passato inquina il mio presente..
ecco perchè non posso essere abbastanza..perchè ci sono troppi spettri a rincorrermi..
vorrei essere meglio, diverso in meglio.. vorrei non dover fare i conti con il mio passato che mi zavorra ai miei sbagli..
vorrei poter parlargli, al piccolo principe..
chiedergli perchè, dopo aver addomesticato la volpe, l'ha abbandonata senza nemmeno salutarla.. il piccolo principe si era dimenticato della sua volpe, dopo aver ottenuto il suo scopo, dopo aver addomesticato la volpe, il piccolo principe ha perso interesse.. si diventa responsabili di ciò che si addomestica.. il piccolo principe è scomparso perchè, dimenticandosi della volpe per rivolgere i suoi pensieri solo alla rosa, è diventato esattamente come i grandi..
io
proiezione di se stesso nella vita altrui
egogenesi
egofagia
desiderio di infliggere tormento alla propria anima, desiderio di logorarsi..
amore
...
la definizione manca
esiste ma manca..
coscienza: grado di confronto col proprio passato
vorrei non aver fatto cose, vorrei che altri non avessero fatto cose, vorrei aver dedicato più tempo a chi lo meritava, vorrei aver conosciuto questo presente miliardi di anni fa.
medulloblastoma:tumore intercerebrale che si sviluppa nel tessuto nervoso dell'encefalo.
il mio TNM recita così: ∞ ∞ ∞ ..(infinito_infinito_infinito)
la mia mente non è vuota come quella del piccolo principe, non è piena d fanatico surrealismo.. la mia mente è ricca di sentimenti, di amore, di affetto..
la mia mente è una neoplasia della creatività..
io sn qui per parlare della vita e del sonno..
io vivo
io non sparirò come te.. non esisterà alcun serpente che mi morderà perchè sono io con la mia distorsione che comando il serpente..
io posso sanguinare..
dicono che le persone a cui amputano un arto continuino ad avvertirne la presenza, continuino ad avvertir sensazioni tattili, o dolorose..
si chiama sindrome dell'arto fantasma
quello che io scrivo è il vostro arto fantasma
io, al contrario di voi, ho una sorgente di vita, ho una musa.. ho un motivo per affrontare a muso duro ciò che scrivo, ho chi me ne da la forza..
questo testo non finisce con un punto.. non finisce e basta
12 February 2007
Seta
Come cercar di dipingere una musica, di scrivere un vento.
Non riuscirò mai a scrivere cosa sento. Il sapore della pelle e il calore dei polpastrelli.
Ora che non trovo più nella scrittura qualcosa che possa superare la realtà, mi chiedo di cosa dovrei scrivere. La realtà ha superato la mia immaginazione, è tutto più magico di quanto non riuscirò mai a scrivere, più intenso di quanto non riuscirò mai a spiegare, più forte, più intimo, più appassionante di quanto non potrò mai imprimere nelle mie parole.
Non è il blocco dello scrittore, è qualcos’altro di molto più magico, qualcosa che prende e incanta, qualcosa che va al di là della mia arte e delle mie parole di miele.
___________________________________________________Ti amo
Non riuscirò mai a scrivere cosa sento. Il sapore della pelle e il calore dei polpastrelli.
Ora che non trovo più nella scrittura qualcosa che possa superare la realtà, mi chiedo di cosa dovrei scrivere. La realtà ha superato la mia immaginazione, è tutto più magico di quanto non riuscirò mai a scrivere, più intenso di quanto non riuscirò mai a spiegare, più forte, più intimo, più appassionante di quanto non potrò mai imprimere nelle mie parole.
Non è il blocco dello scrittore, è qualcos’altro di molto più magico, qualcosa che prende e incanta, qualcosa che va al di là della mia arte e delle mie parole di miele.
___________________________________________________Ti amo
02 February 2007
Notturno
Quando ti infili sotto le coperte e non pensi che a lei, non pensi ad altro che alle sue mani e ai suoi respiri, speri di sognarla e di poterla stringere anche in una realtà illusoria, senza malizie o brame, ma solo con innocenza, perchè non puoi fare altro che farlo, che pensare a lei, che ripercorrere tutti i momenti condivisi... allora sì, sei un uomo innamorato..
allora sì che hai davvero incominciato ad amare..
allora sì che moriresti per lei...
allora sì che perderesti tutto quello che hai per lei..
allora sì.. è davvero possibile.. che tu, possa esser davvero felice.
allora sì che hai davvero incominciato ad amare..
allora sì che moriresti per lei...
allora sì che perderesti tutto quello che hai per lei..
allora sì.. è davvero possibile.. che tu, possa esser davvero felice.
04 January 2007
Lettera da un padre
E a pensare, Principessa,
che ci sono notti, ancora oggi, che guardo la nostra foto, quella in cui siamo tutti e tre insieme seduti sulla neve, e mi stupisco di quale favola abbiamo creato in tutti questi anni.. Sono stato via tanto, tanti anni, lontano da te, senza poterti vedere crescere, senza poter ascoltar le tue parole.. Ma avevo bisogno di allontanarmi, da tutto, da me stesso forse. Dalla mamma.
Perchè ancora prima che tu nascessi, la mamma mi ha cresciuto, come io ho sempre cercato di crescere te, quando ci sono stato. E quando ti insegnavo qualcosa, mi si riempivano di lacrime gli occhi, perchè nel tuo visino rotondo rivedevo la bellezza di tua madre, rivedevo i suoi capelli e il suo sorriso ammaliante, mai banale, mai sprecato..
So di non esserci stato, so di aver fatto un errore a imbracciar la mia moto e andarmene lontano, ma dovevo ritrovar me stesso.. Perchè in tutti gli anni che ho passato al fianco della mamma io mi sono sempre più smarrito nel mio amore, e forse è questo che la ha uccisa..forse è questo il germe che ha fatto avanzare la malattia.
Lei lo sapeva, ne sono certo, lei sapeva che stavo lentamente perdendo me stesso ma non poteva dirmi nulla, perchè solo in me e con me avrei potuto rinsavire.
Io ti amo bimba mia, e sei la cosa più incredibile che il cielo mi abbia donato, ed è per questo che sono partito, perchè non sarei stato un vero padre se avessi continuato così, se avessi continuato a rivedere in te solo lo spettro della mamma.
Ti scrivo queste righe da un piccolo bar di Calcutta dove sono stato costretto a fermarmi perchè il mio vecchio bolide comincia a zoppicare un po', ma sono sulla strada del ritorno..
Sto tornando a casa.
Ho dovuto girare il mondo e abbandonare la mia casa per capire che il mio unico punto di riferimento sei tu. Perchè la mamma vive in te, è vero, ma in te si cela soprattutto l'incredibile profumo dell'amore che ti ha messo al mondo. Quando facevo l'amore con la mamma tutto era un sussuro, e tutto era amore. Quando si faceva spogliare e la stendevo sul letto, contando i suoi respiri, sempre con gli occhi chiusi, con una dolcezza morbida, segreta. Ogni gesto, ogni tocco, ogni carezza era un modo per farle sentire quanto lei fosse tutto, quanto io amassi lei, il suo viso e le sue labbra. E tutto questo, tutto questo polline magico è sbocciato con te, in te vive tutta la dolcezza della mamma, tutta la pazienza che ha saputo avere con me, ogni giorno per così tanti anni. Eravamo due bambini quando abbiamo scoperto il nostro amore, e purtroppo la malattia l'ha colta ancora fresca e dolce come una Principessa, io la chiamavo così, così come ora chiamo te..
Sto tornando a casa. Vengo da te per darti tutto quello di cui ti ho privato, tutto quello che ti devo, e che devo anche alla mamma.
Sto tornando Principessa, e la mamma ora è con me ancora più di prima, perchè la mamma vive in te.
che ci sono notti, ancora oggi, che guardo la nostra foto, quella in cui siamo tutti e tre insieme seduti sulla neve, e mi stupisco di quale favola abbiamo creato in tutti questi anni.. Sono stato via tanto, tanti anni, lontano da te, senza poterti vedere crescere, senza poter ascoltar le tue parole.. Ma avevo bisogno di allontanarmi, da tutto, da me stesso forse. Dalla mamma.
Perchè ancora prima che tu nascessi, la mamma mi ha cresciuto, come io ho sempre cercato di crescere te, quando ci sono stato. E quando ti insegnavo qualcosa, mi si riempivano di lacrime gli occhi, perchè nel tuo visino rotondo rivedevo la bellezza di tua madre, rivedevo i suoi capelli e il suo sorriso ammaliante, mai banale, mai sprecato..
So di non esserci stato, so di aver fatto un errore a imbracciar la mia moto e andarmene lontano, ma dovevo ritrovar me stesso.. Perchè in tutti gli anni che ho passato al fianco della mamma io mi sono sempre più smarrito nel mio amore, e forse è questo che la ha uccisa..forse è questo il germe che ha fatto avanzare la malattia.
Lei lo sapeva, ne sono certo, lei sapeva che stavo lentamente perdendo me stesso ma non poteva dirmi nulla, perchè solo in me e con me avrei potuto rinsavire.
Io ti amo bimba mia, e sei la cosa più incredibile che il cielo mi abbia donato, ed è per questo che sono partito, perchè non sarei stato un vero padre se avessi continuato così, se avessi continuato a rivedere in te solo lo spettro della mamma.
Ti scrivo queste righe da un piccolo bar di Calcutta dove sono stato costretto a fermarmi perchè il mio vecchio bolide comincia a zoppicare un po', ma sono sulla strada del ritorno..
Sto tornando a casa.
Ho dovuto girare il mondo e abbandonare la mia casa per capire che il mio unico punto di riferimento sei tu. Perchè la mamma vive in te, è vero, ma in te si cela soprattutto l'incredibile profumo dell'amore che ti ha messo al mondo. Quando facevo l'amore con la mamma tutto era un sussuro, e tutto era amore. Quando si faceva spogliare e la stendevo sul letto, contando i suoi respiri, sempre con gli occhi chiusi, con una dolcezza morbida, segreta. Ogni gesto, ogni tocco, ogni carezza era un modo per farle sentire quanto lei fosse tutto, quanto io amassi lei, il suo viso e le sue labbra. E tutto questo, tutto questo polline magico è sbocciato con te, in te vive tutta la dolcezza della mamma, tutta la pazienza che ha saputo avere con me, ogni giorno per così tanti anni. Eravamo due bambini quando abbiamo scoperto il nostro amore, e purtroppo la malattia l'ha colta ancora fresca e dolce come una Principessa, io la chiamavo così, così come ora chiamo te..
Sto tornando a casa. Vengo da te per darti tutto quello di cui ti ho privato, tutto quello che ti devo, e che devo anche alla mamma.
Sto tornando Principessa, e la mamma ora è con me ancora più di prima, perchè la mamma vive in te.
02 January 2007
Peccato confessione e redenzione
Anno 2007
Non mi sento poi tnt diverso..
Non è vero..
Diverso lo sono, ma non rispetto al 31 dicembre..piuttosto direi rispetto al 2 gennaio di un anno fa.. Si sono cambiato, sono cambiate le cose, sono cresciuto, sono sempre io ma un po diverso.. 2006.. Che razza di anno.. ogni volta che ci penso mi dico che dovrei resettarlo, poi cambio idea. Il 2006, con tutti i suoi dolori, con tutti i miei sbagli, è stato un anno terribile, ma se ora sono qui è grazie anche a quest'anno, che mi ha fatto capire tante cose sulle persone e soprattutto su di me, sulle cose che non devo fare..
Non sono consapevole di ciò che mi attende, ma il futuro mi attrae magicamente.. siamo qui, io e te, come in un sogno, vorrei lasciare a te qualcosa che non si perda, anche se poi col tempo tutto si dimentica, tutto..tranno ciò che è autentico, tranne ciò che si gusta.
La mia vita ha i secondi contati.. E scrivo per imprimere a fuoco su qualcosa di tangibile i miei pensieri, i miei sentimenti..
E come mi devo porre di fronte al futuro?
Mi pongo così come sono, ne' buono, ne' cattivo, solo io.. Verranno i giorni tristi, anzi, torneranno i giorni tristi, ma c saranno anche quelli felici.. è una catena infinita, un'altalena che ci fa dondolare tra il sorriso e il pianto dal primo all'ultimo dei nostri giorni..
Voglio esser in pace, tranquillo e sereno in primis con me stesso.. voglio andare a letto la sera pensando che ho fatto tutto quello che dovevo e volevo fare.. tutto..
Voglio migliorare in tutto, per esser sempre certo di aver dato il 100%
Voglio esser costante in tutto..
Voglio tutto..
Ho 18 anni e questo è il mio momento, il nostro momento..
Diminuisco la pressione sui freni.. sempre di più.. stacco il piede dal pedale.. la mia vita corre sempre più veloce e non mi fermerò più..
Ecco i miei buoni propositi, non smettere mai di correre..
I miei occhi non volevano saperne di chiudersi.. volevo guardarla.. volevo guardarla mentre dormiva e sorrideva a qualcuno nei suoi sogni.. in quel sorriso c'era tutto..chiudere gli occhi sarebbe stato stupido, avrei perso un'occasione.. e non mi sono sentito stanco nemmeno per un minuto..
un dipinto.. un piccolo, perfetto, magico quadro di dolcezza infinita..
e tutto è così bello, tutto è così come doveva essere.. i sorrisi che dovevano esserci, i baci, le risate.. e questa mattina mi stendo sul tetto dal mio palazzo, pazienza se prenderò freddo.. guardo il cielo con la mente vuota..
felicità..io la intendo così.. poter concedersi il lusso di tener la mente sgombra, perchè le cose davvero importanti sono a posto..
Vado a nuotare, la mia calma mi fa scivolare sull'acqua.. non c'è schiuma, solo sottili e lunghe increspature..
Lotto e lotterò ogni giorno per la mia vita.. anche quando tutto andrà bene continuerò a far di tutto.. quando andranno male non piangerò più.. abbasserò lo sguardo e lo rialzerò più forte.. con un sorriso ancora più forte di prima..
Si..
Forse sono cambiato, ho sprecato un anno.. non posso sprecare un secondo della mia vita, figuriamoci un anno..
Ora devo recuperare, devo recuperare per tutti voi, x tutti i torti che vi ho fatto.. Devo recuperare per te.. Voglio vivere la mia favola..
Ora..
Fino
in fondo..
Per sempre..
Non mi sento poi tnt diverso..
Non è vero..
Diverso lo sono, ma non rispetto al 31 dicembre..piuttosto direi rispetto al 2 gennaio di un anno fa.. Si sono cambiato, sono cambiate le cose, sono cresciuto, sono sempre io ma un po diverso.. 2006.. Che razza di anno.. ogni volta che ci penso mi dico che dovrei resettarlo, poi cambio idea. Il 2006, con tutti i suoi dolori, con tutti i miei sbagli, è stato un anno terribile, ma se ora sono qui è grazie anche a quest'anno, che mi ha fatto capire tante cose sulle persone e soprattutto su di me, sulle cose che non devo fare..
Non sono consapevole di ciò che mi attende, ma il futuro mi attrae magicamente.. siamo qui, io e te, come in un sogno, vorrei lasciare a te qualcosa che non si perda, anche se poi col tempo tutto si dimentica, tutto..tranno ciò che è autentico, tranne ciò che si gusta.
La mia vita ha i secondi contati.. E scrivo per imprimere a fuoco su qualcosa di tangibile i miei pensieri, i miei sentimenti..
E come mi devo porre di fronte al futuro?
Mi pongo così come sono, ne' buono, ne' cattivo, solo io.. Verranno i giorni tristi, anzi, torneranno i giorni tristi, ma c saranno anche quelli felici.. è una catena infinita, un'altalena che ci fa dondolare tra il sorriso e il pianto dal primo all'ultimo dei nostri giorni..
Voglio esser in pace, tranquillo e sereno in primis con me stesso.. voglio andare a letto la sera pensando che ho fatto tutto quello che dovevo e volevo fare.. tutto..
Voglio migliorare in tutto, per esser sempre certo di aver dato il 100%
Voglio esser costante in tutto..
Voglio tutto..
Ho 18 anni e questo è il mio momento, il nostro momento..
Diminuisco la pressione sui freni.. sempre di più.. stacco il piede dal pedale.. la mia vita corre sempre più veloce e non mi fermerò più..
Ecco i miei buoni propositi, non smettere mai di correre..
I miei occhi non volevano saperne di chiudersi.. volevo guardarla.. volevo guardarla mentre dormiva e sorrideva a qualcuno nei suoi sogni.. in quel sorriso c'era tutto..chiudere gli occhi sarebbe stato stupido, avrei perso un'occasione.. e non mi sono sentito stanco nemmeno per un minuto..
un dipinto.. un piccolo, perfetto, magico quadro di dolcezza infinita..
e tutto è così bello, tutto è così come doveva essere.. i sorrisi che dovevano esserci, i baci, le risate.. e questa mattina mi stendo sul tetto dal mio palazzo, pazienza se prenderò freddo.. guardo il cielo con la mente vuota..
felicità..io la intendo così.. poter concedersi il lusso di tener la mente sgombra, perchè le cose davvero importanti sono a posto..
Vado a nuotare, la mia calma mi fa scivolare sull'acqua.. non c'è schiuma, solo sottili e lunghe increspature..
Lotto e lotterò ogni giorno per la mia vita.. anche quando tutto andrà bene continuerò a far di tutto.. quando andranno male non piangerò più.. abbasserò lo sguardo e lo rialzerò più forte.. con un sorriso ancora più forte di prima..
Si..
Forse sono cambiato, ho sprecato un anno.. non posso sprecare un secondo della mia vita, figuriamoci un anno..
Ora devo recuperare, devo recuperare per tutti voi, x tutti i torti che vi ho fatto.. Devo recuperare per te.. Voglio vivere la mia favola..
Ora..
Fino
in fondo..
Per sempre..
27 December 2006
Arpeggio..
Neve.. ho voglia di neve.. ho voglia di stendermi..
Un granello di povere.. sospingerlo con un soffio.. incontrar le tue labbra..
Incorniciare una foto.. Sorridere ai tuoi occhi.. La dolcezza di una lacrima..
Ricordare ogni giorno ciò che si era, per amare ancora di più ciò che si è..
Note.. Musica che mi accompagna.. Io scivolo..
E corro in un deserto.. con la musica altissima.. e la musica cambia, e cambio io.. e cambia la mia forma.. e cambiano i nostri abbracci.. cresce il desiderio di fermarsi.. di rimanere così..
E mi stendo per terra, mi stendo su un cumulo di nuvole.. E il pianoforte mi accompagna, e io accompagno te.. ed è piacevole sorridere solo quando davvero si ha qualcosa per cui farlo.. e i ricordi possono esser magnifici.. e lo può esser ogni giorno.. se lo vuoi.. ogni giorno potra esser di più..
Ho voglia di sostenere il tuo sguardo.. di carpire nell'infinità dei tuoi occhi una scintilla di ardore..
Corro senza fermarmi.. ansimo.. e rido con gli occhi .. e in fondo alla mia corsa ci sei tu.. ma tu mi stai già tenendo per mano..
Immortalità..
Musica che fischia..
Il rumore dei tuoi passi.. Il calore delle tue mani.. Il sapore dei tuoi vestiti..
La morbidezza dei tuoi sorrisi.
La gioia
dei tuoi occhi.
Stringere l'aria con gli occhi.. sfiorare..
Guardare il sole.. brillare..
Piangere.. perchè meglio di così non potrebbe essere..
Ho voglia di far finta che non sia cambiato niente, per poter assaporare il dolce stridio della mia voce che mente.. Spingere l'acqua con le mani.. Guardarti mentre non vuoi esser guardarta..
Esserci.. esser l'unico a esserci.. passar la mano tra i tuoi capelli..
Il sipario di un grande teatro.. Guardarti mentre ti stupisci.. Guardarti mentre sorridi a qualcuno che io non sia.. Guardarti impegnarti.. Guardarti riuscire.. Guardarti fallire.. Guardarti guardarmi.. Guardare i tuoi occhi.. Sostenere il tuo sguardo col mio.. parlare senza parlarti.. darti qualcosa che desideri.. Rassicurarti.. anche se pieno di paura, rassicurarti.. Darti certezza.. Baciare..
Ridere e ridere e ridere.. Chiudere gli occhi.. e appoggiare la testa ai tuoi seni.. reclinar la mia testa tra le tue mani..
Sapere che ci sei
Un granello di povere.. sospingerlo con un soffio.. incontrar le tue labbra..
Incorniciare una foto.. Sorridere ai tuoi occhi.. La dolcezza di una lacrima..
Ricordare ogni giorno ciò che si era, per amare ancora di più ciò che si è..
Note.. Musica che mi accompagna.. Io scivolo..
E corro in un deserto.. con la musica altissima.. e la musica cambia, e cambio io.. e cambia la mia forma.. e cambiano i nostri abbracci.. cresce il desiderio di fermarsi.. di rimanere così..
E mi stendo per terra, mi stendo su un cumulo di nuvole.. E il pianoforte mi accompagna, e io accompagno te.. ed è piacevole sorridere solo quando davvero si ha qualcosa per cui farlo.. e i ricordi possono esser magnifici.. e lo può esser ogni giorno.. se lo vuoi.. ogni giorno potra esser di più..
Ho voglia di sostenere il tuo sguardo.. di carpire nell'infinità dei tuoi occhi una scintilla di ardore..
Corro senza fermarmi.. ansimo.. e rido con gli occhi .. e in fondo alla mia corsa ci sei tu.. ma tu mi stai già tenendo per mano..
Immortalità..
Musica che fischia..
Il rumore dei tuoi passi.. Il calore delle tue mani.. Il sapore dei tuoi vestiti..
La morbidezza dei tuoi sorrisi.
La gioia
dei tuoi occhi.
Stringere l'aria con gli occhi.. sfiorare..
Guardare il sole.. brillare..
Piangere.. perchè meglio di così non potrebbe essere..
Ho voglia di far finta che non sia cambiato niente, per poter assaporare il dolce stridio della mia voce che mente.. Spingere l'acqua con le mani.. Guardarti mentre non vuoi esser guardarta..
Esserci.. esser l'unico a esserci.. passar la mano tra i tuoi capelli..
Il sipario di un grande teatro.. Guardarti mentre ti stupisci.. Guardarti mentre sorridi a qualcuno che io non sia.. Guardarti impegnarti.. Guardarti riuscire.. Guardarti fallire.. Guardarti guardarmi.. Guardare i tuoi occhi.. Sostenere il tuo sguardo col mio.. parlare senza parlarti.. darti qualcosa che desideri.. Rassicurarti.. anche se pieno di paura, rassicurarti.. Darti certezza.. Baciare..
Ridere e ridere e ridere.. Chiudere gli occhi.. e appoggiare la testa ai tuoi seni.. reclinar la mia testa tra le tue mani..
Sapere che ci sei
25 December 2006
Un canto di Natale
Piove sulla strada.. Mi guardo le scarpe..
Bagnate..
Alzo gli occhi.. Acqua che cade.. Vuoto.. Acqua che grandina.. Speranza..
Corro sotto il diluvio, alla ricerca del caldo, della luce, dell'affetto.. Scivolo sull'asfalto bagnato..
Cado..
La mia faccia si sporca di fango, i miei vestiti si inzuppano.. Il mio cuore cede..
Sono in ginocchio..
Piango..
E non capisco se sono le mie lacrime o è la pioggia che mi coccola..
Continuo a piangere..
Ma una luce c'è.. Mi avvolge, mi stringe, la stringo, mi prende per mano.. Io mi lascio scivolare nelle sue braccia.. Io amo.. Io credo.. Io credo di nuovo.. E tutto si spegne..
Io voglio..
Io bacio..
Dolore..
Speranza..
La luce mi scalda.. Io tendo una mano verso la luce, le mie dita incontrano le goccie che cadono dal cielo.. le rompono.. Cado..
Cado sulla schiena.. Immobile..
Paralizzato..
Sorrido..
Forse qualcosa ha funzionato..
Forse la luce si è accesa dentro di me..
Sorrido..
E piango..
Sorrido e piango..
E canto..
E voglio e piango e bacio..
Una voce.. Un bisbiglio di rose.. Il profumo è lo stesso che annusavo a casa dei miei nonni quando ero piccolo, quando insieme alla mia mamma mi mettevo a dormire in mezzo ai campi di fiori..
Una sottile vibrazione che per un istante interrompe Tutto..
"Porterà dei problemi"
Pioggia..
Ancora pioggia sulla mia testa.. Pioggia ovunque.. Sopra e sotto di me.. Una luce.. La stringo dentro di me e non mi permetto di lasciarla scappare..
Problemi.. Una bicicletta bellissima.. Io la guardo e la voglio.. La luce mi acceca.. Io spalanco gli occhi.. e mi fa male.. gli occhi sanguinano, si rompono, e io rido.. E piango ancora perchè sono felice..
Problemi.. ogni giorno.. Ci saranno problemi..
Ci saranno problemi?
Ci saranno problemi!
Non ho paura.
Insieme a me ora c'è la luce. La pioggia cala. Rimane il profumo delle strade bagnate.
Silenzio.
Io che canto.
Io che salto.
Stringo i pugni e digrigno i denti e stringo gli occhi fortissimo perchè nemmeno un istante di tutto questo deve scappare via.
Le onde.
E io galleggio.
E rido.
Faccio il morto e guardo il sole.
Bagnate..
Alzo gli occhi.. Acqua che cade.. Vuoto.. Acqua che grandina.. Speranza..
Corro sotto il diluvio, alla ricerca del caldo, della luce, dell'affetto.. Scivolo sull'asfalto bagnato..
Cado..
La mia faccia si sporca di fango, i miei vestiti si inzuppano.. Il mio cuore cede..
Sono in ginocchio..
Piango..
E non capisco se sono le mie lacrime o è la pioggia che mi coccola..
Continuo a piangere..
Ma una luce c'è.. Mi avvolge, mi stringe, la stringo, mi prende per mano.. Io mi lascio scivolare nelle sue braccia.. Io amo.. Io credo.. Io credo di nuovo.. E tutto si spegne..
Io voglio..
Io bacio..
Dolore..
Speranza..
La luce mi scalda.. Io tendo una mano verso la luce, le mie dita incontrano le goccie che cadono dal cielo.. le rompono.. Cado..
Cado sulla schiena.. Immobile..
Paralizzato..
Sorrido..
Forse qualcosa ha funzionato..
Forse la luce si è accesa dentro di me..
Sorrido..
E piango..
Sorrido e piango..
E canto..
E voglio e piango e bacio..
Una voce.. Un bisbiglio di rose.. Il profumo è lo stesso che annusavo a casa dei miei nonni quando ero piccolo, quando insieme alla mia mamma mi mettevo a dormire in mezzo ai campi di fiori..
Una sottile vibrazione che per un istante interrompe Tutto..
"Porterà dei problemi"
Pioggia..
Ancora pioggia sulla mia testa.. Pioggia ovunque.. Sopra e sotto di me.. Una luce.. La stringo dentro di me e non mi permetto di lasciarla scappare..
Problemi.. Una bicicletta bellissima.. Io la guardo e la voglio.. La luce mi acceca.. Io spalanco gli occhi.. e mi fa male.. gli occhi sanguinano, si rompono, e io rido.. E piango ancora perchè sono felice..
Problemi.. ogni giorno.. Ci saranno problemi..
Ci saranno problemi?
Ci saranno problemi!
Non ho paura.
Insieme a me ora c'è la luce. La pioggia cala. Rimane il profumo delle strade bagnate.
Silenzio.
Io che canto.
Io che salto.
Stringo i pugni e digrigno i denti e stringo gli occhi fortissimo perchè nemmeno un istante di tutto questo deve scappare via.
Le onde.
E io galleggio.
E rido.
Faccio il morto e guardo il sole.
23 December 2006
A me mi..
A me il Natale non piace. Però un po' lo sto rivalutando. Nel senso che a qualcuno piace, e quindi vedo i miei amici sorridenti e allegri. Allora sì che lo rivaluto. E sono anche un po' invidioso, il Natale è sempre puntuale, ogni anno si sa che arriva, e ogni anno rende le persone contente, lo invidio perchè io non ci riesco.
Non voglio veder le persone tristi. Quindi ben venga il Natale se questo vi renderà un po più contenti e contente.
Tanti auguri, oggi è l'antivigilia.
A me continua a star antipatica tutta la storia dei parenti, xò mi tocca.. ma davvero, basta il fatto che voi siate allegri e sorridenti e allora lo divento anche io.
Vi regalerei tutto il bene che vi voglio ma non sarebbe possibile, per certa gente non entrerebbe nemmeno nel pacco più grande del mondo, per qualcun altro sarebbe una delusione xk è molto più piccolo di qll k magari nel suo mondo vanitoso potrebbe pensare.
Buona antivigilia.. Voglio che arrivi la mia settimana d'oro.
_____________________________...ancora in attesa..
Non voglio veder le persone tristi. Quindi ben venga il Natale se questo vi renderà un po più contenti e contente.
Tanti auguri, oggi è l'antivigilia.
A me continua a star antipatica tutta la storia dei parenti, xò mi tocca.. ma davvero, basta il fatto che voi siate allegri e sorridenti e allora lo divento anche io.
Vi regalerei tutto il bene che vi voglio ma non sarebbe possibile, per certa gente non entrerebbe nemmeno nel pacco più grande del mondo, per qualcun altro sarebbe una delusione xk è molto più piccolo di qll k magari nel suo mondo vanitoso potrebbe pensare.
Buona antivigilia.. Voglio che arrivi la mia settimana d'oro.
_____________________________...ancora in attesa..
19 December 2006
So this is christmas..
E cosi sarebbe questo il natale? Si sta avvicinando per la diciottestima volta nella mia vita, il natale. è piacevole tutto questo? Non lo so... mi piace il pensiero d poter render contento qualcuno con un regalo stupido o con un abbraccio molto natalizio... prima c stavo pensando.. vorrei passare un natale diverso.. magari uno d quei natali da film americano.. sarebbe bello lo ammetto.. la sera delle vigilia, passarla sotto una copertona imbottita, davanti all'albero.. insieme a tutte le persone a cui voglio bene.. con tutti i miei amici, a parlare, a scambiarci qlc regalo da ridere..a rannicchiarci e a stringerci l'uno all'altro in cerca d un po d calore.. senza le solite schifezze tipo cena coi parenti che ti odiano e che tu stesso non sopporti.. coi tuoi amici, nella penombra.. non mi piace il natale proprio xk non è così.. se fosse quello lo spirito del natale sarebbe la più bella delle cose.. le sere più belle non sono quelle in discoteca a far le tre.. sono quelle intime, quelle in cui ti rendi conto di quanto è bello amare le persone.. le sere in quattro a guardar un film in un atmosfera stupenda.. peccato che il natale non sia quello.. peccato che il natale si sia ridotto a una corsa frenetica x comprar qll o qst, una corsa x veder tutti i parenti a riscuotere i soldi del regalo.. che schifo.. è x qll k a ogni natale mi ritrovo a letto presto la sera della vigilia, con l'umore sotto le scarpe a pensare che non dovrebbe esser così. Vi inviterei tutti da me, nella mia casetta da ridere, ma so k tnt avrete cene e ritrovi e impegni.. quindi come tutti gli altri natali andrò a letto presto e penserò a tutte le persone che vorrei abbracciare in quel momento preciso e dirgli "BUON NATALE"... è questo il natale, è un'occasione come un'altra per dire a qualcuno che gli vuoi bene, che lo ami, che vorresti passar la notte di natale stretto a lei a godersi il calduccio, magari guardandosi un film.
natale si sta avvicinando, non so se essere felice o no.. tnt so k non passerò un natale come quelli che immagino.. xò sarebbe bello.. sarebbe diverso.. sarebbe un sogno che si realizza.. il primo..
natale si sta avvicinando, non so se essere felice o no.. tnt so k non passerò un natale come quelli che immagino.. xò sarebbe bello.. sarebbe diverso.. sarebbe un sogno che si realizza.. il primo..
11 December 2006
Luci su di me
I miei bisogni si alternano, si avvicendano e si scambiano ogni secondo l’un l’altro. Non sapete quante volte mi fate incazzare, quante volte mi monta un rabbione dentro k spaccherei tutto quello che mi passa per le mani, poi desidero dolcezza, desidero qualcuno, no forse non qualcuno in generale, forse qualcuno in particolare, che mi riempia d coccole e d attenzioni. È strano come ogni persona viva qst avvicendarsi d desideri ogni singolo momento, quando si è in panico e s cerca il coraggio d far qlcs d nuovo, qnd c si ritrova in momenti stranianti in cui c si deve confrontare con cose più grandi e più forti d te stesso, qnd devi guardarti dentro e hai paura. I miei occhi non vedono bene xk la mia vita è un continuo alternarsi d luci e bui, xk ttt i miei sorrisi si riflettono puntualmente in tutte le mie lacrime e ogni mio abbraccio si specchia in altrettanti allontanamenti. E la mia vita cammina a passi inesorabili verso il niente, e tutti i giorni mi stupisco d qnt la gente nn riesca a godersi la vita qnt potrebbe, qnt problemi, qnt paranoie, qnt blocchi mentali c rallentano e c squassano. Butto via tutti i miei gingilli, tutti i miei accessori da figo o da duro, tutte le mie maglie strette o tutte le piastre ai capelli.. non mi interessa davvero, mi importa solo delle persone che amo, delle persone che ogni giorno sn vicino a me e d qll k anke se non c sono rimangono cmq al mio fianco.. Devo a tutti voi qlcs k non potrò mai ridarvi, ho un debito che non posso saldare. Perché ogni carezza, ogni parola e ogni sorriso sono per me le cose più belle. E se esser uomini vuol dire nn dover spendersi in qst tipo d sdolcinatezze allora non mi interessa nemmeno più fare l’uomo tutto d’un pezzo, nn mi interessa proprio.. mi interessa solo farti vedere qnt parte del mio cuore sia tua, qnt momenti della mia giornata tu occupi.. c sono stato malissimo e non nascondo k c sto male tutt’ora, ma stasera penso a te con il più dolce dei sorrisi, con il più caldo degli amori.. ti immagino..ti sogno.. sei nei miei pensieri ogni istante, qnd sono lontano dal profumo del tuo corpo io non ho pensieri che per te.. immaginarti a mangiare, o in pigiama in procinto d andare a letto, e non riesco a non sorridere xk davvero c’è qlcs k supera tutto, qlcs k va oltre ogni tipo d lamento o di sofferenza d’amore. Intanto i miei secondi scorrono, e non ho la minima percezione d sprecar il mio tempo, so anzi k non potrei mai spender meglio i miei momenti se non pensando a te, sognando di noi.. Sono un bambino.. lo so..
Ma tu, tutte le persone k amo, tutte quante voi siete la mia vita, xciò il vostro pensiero è il mio respiro.. vi ringrazio delle piccole e delle grandi cose k mi regalate ogni giorno, mi inchino veramente davanti a voi, tutti uguali ma tutti così diversi, ognuno di voi diversamente importante x me.. chi mi fa ridere, chi mi ascolta ogni giorno con pazienza, chi mi sorride qnd ne ho bisogno, chi si lascia amare e chi si fa desiderare.. vorrei aver qlc colore con cui dipingere l’amore k mi stringe a voi tutti, vorrei poter scriver una canzone nuova che vi faccia risuonare il mio amore.. siete tutto per me, siete tutto ogni giorno, vorrei avervi tutti in fila di fronte a me.. vorrei donar la mia vita a ciascuno d voi, dedicar una vita a ciascuno d voi anche se non sarebbe comunque sufficiente.. povero sciocco sognatore che si ciba dei suoi stessi sogni, è vero, così sono io, ma i miei legami sono i miei capisaldi, e mento qnd vi dico che io non ho paura della morte xk non è assolutamente vero, se morire vuol dire allontanarmi da voi allora voglio vivere per sempre, insieme a ciascuno d voi.. grazie di farvi amare, grazie x farmi sentire ogni giorno più vivo..
vi voglio bene.. vi amo..
t amo..
ognuno d voi ha la sua piccola stanzina nel mio cuore che nessuno mai potrà occupare.. grazie, grazie e grazie, grazie Anna.. Grazie Ale.. Grazie Mery.. Grazie Reby.. Grazie Checco.. Grazie Matteo.. Grazie Luca.. Grazie Chiara.. Grazie mamma e grazie papà.. Grazie a chi c'è stato, a chi è venuto a mancare per scelta o per forza..Grazie a chi è qui ora, a chi mi stringe e a chi mi guarda solamente da lontano.. grazie a chiunque rende il mio mondo un posto più piacevole e mi mantiene in vita..
Ma tu, tutte le persone k amo, tutte quante voi siete la mia vita, xciò il vostro pensiero è il mio respiro.. vi ringrazio delle piccole e delle grandi cose k mi regalate ogni giorno, mi inchino veramente davanti a voi, tutti uguali ma tutti così diversi, ognuno di voi diversamente importante x me.. chi mi fa ridere, chi mi ascolta ogni giorno con pazienza, chi mi sorride qnd ne ho bisogno, chi si lascia amare e chi si fa desiderare.. vorrei aver qlc colore con cui dipingere l’amore k mi stringe a voi tutti, vorrei poter scriver una canzone nuova che vi faccia risuonare il mio amore.. siete tutto per me, siete tutto ogni giorno, vorrei avervi tutti in fila di fronte a me.. vorrei donar la mia vita a ciascuno d voi, dedicar una vita a ciascuno d voi anche se non sarebbe comunque sufficiente.. povero sciocco sognatore che si ciba dei suoi stessi sogni, è vero, così sono io, ma i miei legami sono i miei capisaldi, e mento qnd vi dico che io non ho paura della morte xk non è assolutamente vero, se morire vuol dire allontanarmi da voi allora voglio vivere per sempre, insieme a ciascuno d voi.. grazie di farvi amare, grazie x farmi sentire ogni giorno più vivo..
vi voglio bene.. vi amo..
t amo..
ognuno d voi ha la sua piccola stanzina nel mio cuore che nessuno mai potrà occupare.. grazie, grazie e grazie, grazie Anna.. Grazie Ale.. Grazie Mery.. Grazie Reby.. Grazie Checco.. Grazie Matteo.. Grazie Luca.. Grazie Chiara.. Grazie mamma e grazie papà.. Grazie a chi c'è stato, a chi è venuto a mancare per scelta o per forza..Grazie a chi è qui ora, a chi mi stringe e a chi mi guarda solamente da lontano.. grazie a chiunque rende il mio mondo un posto più piacevole e mi mantiene in vita..
06 December 2006
Giarrettiere e pasticche
Voglio dirti solo una cosa. Grazie. Grazie di tutto. Grazie d esserc sempre, grazie d aprirti sempre con me, d esser stata sincera e onesta oggi cm sempre. Io t ringrazio di tutto cuore. Sei una persona incredibile. E dopo qst pomeriggio i miei pensieri su d te nn fanno k acuirsi, nn fa k crescere il mio affetto x te.. qll strana combinazione d cose k t rende così irresistibilmente fantastica. E quel misto d attrazione e d complicità k ci avvicina così tnt, lasciandoci però a un filo da qlcs di più. Quello strano misto d sensazioni k ci regaliamo a vicenda, quel misto d brividi k c regalerà ancora tnt ne sono certo. T voglio un bene che nn riesco a spiegarti, e sn pronto a accettare qualunque cosa il destino c serberà pur d rimaner così vicino a te. Accetterò ttt quelle mie gelosie, tutti i compromessi... Nutro un'ammirazione smisurata per te. Quello che ci lega, che mi lega a te, non cambierà mai. Mi piace pensare k x ttt qll k potrà succedere (tu con lui io con lei o tu con me o io con l'altra) io e te rimarremo sempre noi due, indivisibili e legati da qlcs d strano e unico. I miei sogni e i miei pensieri nn cambieranno x te, xk so qll k hai dentro, quale splendido tesoro tu sia e tu nasconda nel tuo cuoricino... Oggi c'è qlcs k c separa, probabilmente qlcs d sottile come un foglio ma c'è, e rimane lì...
Viviamo qst incredibile storia così unica e così particolare giorno x giorno, senza pensare a nulla, viviamo e aspettiamo d veder come cambieranno le cose, sempre consapevoli dei rischi che corriamo, sempre consapevoli dei sentimenti k proviamo l'un l'altro e k nn ha più senso tenerci nascosti...
Viviamo.. viviamo senza mai privarci di niente.. vogliamo esser felici, dobbiamo esser felici, forse un giorno c separeremo, forse c perderemo.. forse un giorno saremo davv felici insieme io e te.. forse esisterà il momento giusto x costruire insieme la nostra storia e la nostra felicità.. forse no.. ma in qst momento non mi preoocupa più di tanto la questione, in qst momento mi interessa soltantanto continuare qst avventura insieme a te, attraverso tutto e tutti.
Sono troppo sciocco e testardo per cambiare, quindi preparati a sopportarmi ancora a lungo, sopportar le mie battute, le mie gelosie che continuerai a fomentare, i miei abbracci che continueranno a dirti T VOGLIO BENE per sempre...
Buonanotte piccola.. grazie d esistere e di condividere in un certo senso la tua vita con me...
grazie di tutto.. sarei rimasto con te a parlar d noi due per altri due giorni se solo avessi potuto..
Viviamo qst incredibile storia così unica e così particolare giorno x giorno, senza pensare a nulla, viviamo e aspettiamo d veder come cambieranno le cose, sempre consapevoli dei rischi che corriamo, sempre consapevoli dei sentimenti k proviamo l'un l'altro e k nn ha più senso tenerci nascosti...
Viviamo.. viviamo senza mai privarci di niente.. vogliamo esser felici, dobbiamo esser felici, forse un giorno c separeremo, forse c perderemo.. forse un giorno saremo davv felici insieme io e te.. forse esisterà il momento giusto x costruire insieme la nostra storia e la nostra felicità.. forse no.. ma in qst momento non mi preoocupa più di tanto la questione, in qst momento mi interessa soltantanto continuare qst avventura insieme a te, attraverso tutto e tutti.
Sono troppo sciocco e testardo per cambiare, quindi preparati a sopportarmi ancora a lungo, sopportar le mie battute, le mie gelosie che continuerai a fomentare, i miei abbracci che continueranno a dirti T VOGLIO BENE per sempre...
Buonanotte piccola.. grazie d esistere e di condividere in un certo senso la tua vita con me...
grazie di tutto.. sarei rimasto con te a parlar d noi due per altri due giorni se solo avessi potuto..
05 December 2006
L'isola k non c'è
Sto male.. sto malissimo.. sn a pezzi cazzo.. sn stanco d star così male.. c'è qlcs d strano in me in qst ultimi mesi, me ne rendo conto io stesso.. non so cosa sia ma non riesco più a esser qll d prima.. fatico a concentrarmi, a ragionare con calma.. Che sia x ttt qll k sto accumulando dentro? Che sia x ttt il male che sto covando? Qst sentimento k ogni giorno mi soverchia ma che ancora non riesco a esternare xk ho troppa paura d perderti? Io ho bisogno d te.. tu sei il mio appiglio sulle tenebre, senza d te io sn finito.. e la mia paura è k io t perderò... prima d qnt io spesso riesca a immaginare.. Sogno di te la notte, penso a te qnd sono solo e amo il tuo profumo qnd tu sei con me.. cazzo non c avrei mai creduto, una cosa del genere, sto x morire, sto x scoppiare, sto x arrivare al limite.. esploderò e t dirò ttt qnt, senza paure e senza timori xk ormai non avrebbe più senso, t dirò cosa sento, cosa provo qnd sono con te, qnt piango qnd mi rendo conto d qnt sei lontana.. Tutte le mie crisi, tutti i miei momenti bui, tutte le mie parole gonfie d lacrime, è tutto x te.. tu sei al centro di ogni mio pensiero, e nn puoi immaginare qnt tutto ciò mi terrorizzi, xk insieme a qst sentimento cresce la sensazione k tu non provi veramente niente d ttt qst.. vorrei correre da te in qst momento preciso, e dirti tutto... ma non posso.. l'avrei fatto veramente ma è impossibile.. passerò un'altra sera piangendo pensando ai tuoi capelli e alle tue guancie... Domani è un altro giorno, domani sarà tutto orribilmente uguale, spaventosamente simile a oggi e a ieri e a ieril'altro.. io continuerò a sognarti e a stare d merda.. e non stupirti più se desidero finirla con tutto questo.. senza te non esisto più, senza te non ho nemmeno la voglia...
29 November 2006
I profumi che amo...
Ti ritrovi un pomeriggio..chiuso in casa, col naso tappato e la gola dolorante..con le tapparelle tutte giù x non vedere che fuori è una bella giornata.. Almeno mi sembra che sia notte e che tnt non avrei niente da fare.. proprio oggi.. tutto quello a cui pensavo, un bel pomeriggio ricco di cose da fare, il pomeriggio giusto da passare con le tue persone, qll k davvero senti vicino a te, qll k t fanno esser contento d come sei.. e allora t fa una gran rabbia dover star kiuso qui e almeno li inviti, se possono, a venire a trovarti più tardi, magari entrerà un po d giorno anche in questa stanza così scura.. Sono un po triste.. xk passo la giornata in un altalena d speranze, delusioni e disillusioni, pensando a ciò che amo e lasciando correre tutte le cose inutili della mia vita..
E tutti i latrati di mia madre mi entrano da un orecchio e mi escono dall'altro..così come le persone ipocrite e false.. hai solo voglia d imbacuccarti tutto e stenderti, col tuo bel naso rosso, nel letto e pensare alle persone che ammiri, che reputi importanti, che ami.. e alternando le tue riflessioni a sonori starnuti che scuotono qst cortina d silenzio che mi protegge, penso a chi mi circonda, a chi fa cordone attorno a me x difendermi, x non farmi star male, chi è sempre pronto a ascoltarmi, a sorridermi e darmi un consiglio.. t trovi un pomeriggio con una d queste persone, passi due ore a gelare sciolinando un fiume ininterrotto d parole che forma un grande abbraccio.. e parli sempre e solo delle stesse cose, della stessa cosa, dello stesso sogno.. e tutte le volte che parli con qualcuno finisci per parlare d qll unico sogno che monopolizza le tue sensazioni, xk qst persone sono così eccezionali, così belle che confesseresti loro ogni cosa..
e in mezzo a questo buttasu di fazzoletti sorridi perchè sei felice, xk sai esattamente qll k vuoi fare, sai esattamente qll k dovrà accadere..sai k prima o poi succederà tutto, prima o poi io farò ttt qll k sento e non frenerò la mia lingua per nulla al mondo, xk è ora d smetterla d pensare a cosa è bene e cosa è male, devo solo fare, dire, provare qll k voglio, qll k il mio cuore mi dice d fare io lo farò, prenderò legnate e magari perderò tutto, ma sono arrivato troppo in la x fermarmi..
E guardo il soffitto dal mio letto.. e vedo i visi d tutte quelle persone che mi sono vicine, che mi toccano il cuore, alcune delle quali non lo sanno nemmeno cosa vogliono dire x me, alcune delle quali valgono per me così tnt k non potrebbero nemmeno immaginarlo..
Io vi ringrazio, mi inchino a voi tutti e tutte e vi offro il mio cuore, prendetevene cura.. io sono una xsona come tante, ma vicino a me ho le+straordinarie delle persone, e non voglio rinunciare a voi x niente al mondo..
Chi più, chi meno.. tutti voi costituite la mia realtà e la mia felicità.. e sopra tutte c'è la mia piccola fidanzatina che non sopporta d sentir dir qst cose e che mi rende sempre contento..
ci sono così tnt cose k ho da dirti, tnt cose che mi regali e che nemmeno hai idea..
E la mia mente corre.. e ora non ho più dubbi, devo darvi tutto me stesso, anke se so k in qlc caso, magari in tutti chissa, magari solo in uno, magari solo nei più importanti, qst vorrà dire qlcs d male.. Ho da dirvi tante cose, voglio dirti la verità su di me e su quel buco nero che è la mia anima..
Mi dispiace solo d aver il naso chiuso per non sentire il profumo d felicità che mi avvolge qui..
E tutti i latrati di mia madre mi entrano da un orecchio e mi escono dall'altro..così come le persone ipocrite e false.. hai solo voglia d imbacuccarti tutto e stenderti, col tuo bel naso rosso, nel letto e pensare alle persone che ammiri, che reputi importanti, che ami.. e alternando le tue riflessioni a sonori starnuti che scuotono qst cortina d silenzio che mi protegge, penso a chi mi circonda, a chi fa cordone attorno a me x difendermi, x non farmi star male, chi è sempre pronto a ascoltarmi, a sorridermi e darmi un consiglio.. t trovi un pomeriggio con una d queste persone, passi due ore a gelare sciolinando un fiume ininterrotto d parole che forma un grande abbraccio.. e parli sempre e solo delle stesse cose, della stessa cosa, dello stesso sogno.. e tutte le volte che parli con qualcuno finisci per parlare d qll unico sogno che monopolizza le tue sensazioni, xk qst persone sono così eccezionali, così belle che confesseresti loro ogni cosa..
e in mezzo a questo buttasu di fazzoletti sorridi perchè sei felice, xk sai esattamente qll k vuoi fare, sai esattamente qll k dovrà accadere..sai k prima o poi succederà tutto, prima o poi io farò ttt qll k sento e non frenerò la mia lingua per nulla al mondo, xk è ora d smetterla d pensare a cosa è bene e cosa è male, devo solo fare, dire, provare qll k voglio, qll k il mio cuore mi dice d fare io lo farò, prenderò legnate e magari perderò tutto, ma sono arrivato troppo in la x fermarmi..
E guardo il soffitto dal mio letto.. e vedo i visi d tutte quelle persone che mi sono vicine, che mi toccano il cuore, alcune delle quali non lo sanno nemmeno cosa vogliono dire x me, alcune delle quali valgono per me così tnt k non potrebbero nemmeno immaginarlo..
Io vi ringrazio, mi inchino a voi tutti e tutte e vi offro il mio cuore, prendetevene cura.. io sono una xsona come tante, ma vicino a me ho le+straordinarie delle persone, e non voglio rinunciare a voi x niente al mondo..
Chi più, chi meno.. tutti voi costituite la mia realtà e la mia felicità.. e sopra tutte c'è la mia piccola fidanzatina che non sopporta d sentir dir qst cose e che mi rende sempre contento..
ci sono così tnt cose k ho da dirti, tnt cose che mi regali e che nemmeno hai idea..
E la mia mente corre.. e ora non ho più dubbi, devo darvi tutto me stesso, anke se so k in qlc caso, magari in tutti chissa, magari solo in uno, magari solo nei più importanti, qst vorrà dire qlcs d male.. Ho da dirvi tante cose, voglio dirti la verità su di me e su quel buco nero che è la mia anima..
Mi dispiace solo d aver il naso chiuso per non sentire il profumo d felicità che mi avvolge qui..
27 November 2006
Tutti i miei pensieri, tutto ciò che mi appartiene...
Continuando a soffrire.. E vengo torturato ogni giorno.. Perchè ormai detesto le mie speranze, detesto d continuare a pensare a qnt potrebbe esser fantastico se tutto andasse per il meglio, se tutto andasse cm sogno.. ma tanto non andrà così, e continuare a sperarci mi uccide lentamente.. Mi dite d non buttar tutto al vento, perchè la posta in palio è troppo, troppo alta.. ma cm faccio?
io così non posso continuare. sono in bilico a seconda d ciò che farò potrò continuare a rimanervi, oppure fare un passo indietro e riacquistar la mia felicità, oppur cader davvero nel vuoto...e perdere tutto.. perdere ciò che amo nella mia vita. e voi smettete d fare gli imbecilli perchè non fate altro che piantarmi coltelli nella schiena, e continuare a sorridere portando una croce non è cosa da tutti, non c riuscì nemmeno gesù...
O tutto, o niente.
O muoio, o vado in paradiso.
Oppure continuo così, nonostante tutto continuo così, sempre e comunque, nel nome dell'amore per ciò che ho ora e che non potrei sopportar d perdere...continuo e aspetto, aspetto d veder come reagisco a qst agonia.
Magari riesco a tirar avanti, magari riesco a far finta d nulla fino al momento dell'addio.
Magari scoppio, e vomito tutte le parole che non riesco a dirti.
Magari mi spacco la fronte contro uno spigolo o un chiodo arrugginito e mi tolgo un gran peso. Mi libero di tutto e tutti. Perchè inizio a stufarmi di desiderare ciò che non avrò mai.
Ora si che capisco quali erano le emozioni passeggere, le grandi illusioni che sul momento mi fanno pensare a chissa cosa, e piano piano si spengono..ora ho ben chiaro cosa è importante x me..ora è evidente cosa voglio, chi voglio vicino e chi non voglio più vedere. Come continuare rimane un punto interrogativo, che mi cinge il collo come un cappio e mi fa versar lacrime sporche d sangue. Finchè continuerà così il Piccolo Principe sparirà. In qst momento non ho tempo per Lui. Ora ho tempo solo per una cosa. Il Piccolo Principe dovrà aspettare. Forse alla fine d tutto il Piccolo Principe sarà morto veramente.
io così non posso continuare. sono in bilico a seconda d ciò che farò potrò continuare a rimanervi, oppure fare un passo indietro e riacquistar la mia felicità, oppur cader davvero nel vuoto...e perdere tutto.. perdere ciò che amo nella mia vita. e voi smettete d fare gli imbecilli perchè non fate altro che piantarmi coltelli nella schiena, e continuare a sorridere portando una croce non è cosa da tutti, non c riuscì nemmeno gesù...
O tutto, o niente.
O muoio, o vado in paradiso.
Oppure continuo così, nonostante tutto continuo così, sempre e comunque, nel nome dell'amore per ciò che ho ora e che non potrei sopportar d perdere...continuo e aspetto, aspetto d veder come reagisco a qst agonia.
Magari riesco a tirar avanti, magari riesco a far finta d nulla fino al momento dell'addio.
Magari scoppio, e vomito tutte le parole che non riesco a dirti.
Magari mi spacco la fronte contro uno spigolo o un chiodo arrugginito e mi tolgo un gran peso. Mi libero di tutto e tutti. Perchè inizio a stufarmi di desiderare ciò che non avrò mai.
Ora si che capisco quali erano le emozioni passeggere, le grandi illusioni che sul momento mi fanno pensare a chissa cosa, e piano piano si spengono..ora ho ben chiaro cosa è importante x me..ora è evidente cosa voglio, chi voglio vicino e chi non voglio più vedere. Come continuare rimane un punto interrogativo, che mi cinge il collo come un cappio e mi fa versar lacrime sporche d sangue. Finchè continuerà così il Piccolo Principe sparirà. In qst momento non ho tempo per Lui. Ora ho tempo solo per una cosa. Il Piccolo Principe dovrà aspettare. Forse alla fine d tutto il Piccolo Principe sarà morto veramente.
24 November 2006
Rime
E allora si cambia…perché passi le tue settimane, le tue ore e i tuoi mesi facendo cose sbagliate con persone sbagliate, e lo fai nell’illusione k qst t porterà almeno felicità…ma non è così… non è così x nulla.. cambi x te stesso, almeno cerchi di farlo, ma alla fine cambi solo in funzione degli altri…
Non so cosa sono, so solo ciò che non sono, e mi basta x gridare al mondo che è tutto ok, che io rimarrò della stessa idea nella stessa strada e non lascerò mai me stesso perché solo in me stesso riconosco la mia vita, le mie parole e i miei suoni.. credo che solo gli altri c possano migliorare, o perlomeno c fanno cambiare.. qnd cambiamo lo facciamo per gli altri, così cm qnd peggioriamo… non scrivo di poesie e di cose intelligenti, parlo col culo perché è l’unico modo che ho di parlare e di fare rime. Mi ritrovo nei miei pensieri e i miei pensieri sono ricchi degli altri, perché io sono in funzione di chi mi circonda. Non sento nulla se non sento gli altri vicini. Amo la mia intimità, la mia solitudine, ma vivo degli altri. Perché qnd t accorgi che vicino a te hai la persona sbagliata allora non esiti un istante a cambiare, a carpire ciò che devi. C pensi mille volte, mille ore in mille notti ma alla fine sai già benissimo come andrà a finire. Perché non siamo capaci di accontentarci, e siamo fieri di noi stessi per questo. Perché l’incontentibilità c rende grandi, e ci rende folli, e per questo ancora più grandi.
E allora si cambia…si cambia perché cominci a capire che per qnt cambierai rimarrai sempre te.. perché le tue strofe continueranno a suonare nello stesso modo, perché cambierai basi, cambierai accordi ma la musica rimarrà sempre la stessa… perché si è stupidi, e non si riesce a dimenticare mai l’amore, perché dell’amore abbiamo bisogno, perché sentiamo la necessità di esser speciali per qualcuno, perché voglio che qualcuno mi adori e mi sogni la notte. Perché è l’egoismo che ci rende uomini e ci fa legare amicizie. Non cambieremo mai, perché anke la voglia di cambiare rimane sempre la stessa.
E mi dico che non mi frega un cazzo di voi, perché se il mare profuma in quel modo tutto particolare la colpa non è la mia, e lo stesso vale se voi non mi apprezzato. Se mi conto i battiti del cuore mi sembra di sentire una bomba ad orologeria. I vostri sorrisi ipocriti che fanno blin blin non mi toccano, ma cercherò sempre di diventare il vostro motivo per sorridere, o di farvi sorridere con il mio umorismo opaco e triste, che a voi fa ridere e a me mi uccide.
Ma amo il tuo sorriso, amo qnd riesco a tirarti un po su. Le tue lacrime sono il mio veleno, vorrei esserne però la causa, vorrei esser così importante x te da struggerti. Datemi dello sciocco asociale ma io vi saprò dimostrare che non è così, ma voi non saprete mai dimostrarmi perché siete meglio di me. Le mie rime vi bruceranno la pelle per molti giorni ancora. Voi vi amate perché da soli sapete solo compiangervi, perché volete amare. Ma non funziona così, si ama e basta. Chi ama perché lo vuole è la croce dell’eternità. Perché le volontà cadono come le foglie e si esauriscono in un soffio. Io amo perché chi amo mi fa piangere e mi farebbe buttar nel vuoto con una sola sua parola. Abbiamo tutti la stessa destinazione ma le vostre costellazioni non brilleranno mai come la mia, perché io sono più autentico di voi, perché io raccolgo le vostre parole, le vostre delizie, le vostre poesie e i vostri latrati e ne faccio musica e vi supero tutti. Vi mostro che i veri poeti sono quelli che vi feriscono e vi fanno rabbrividire, non sono i vostri finocchi con l’orecchino che si sfollano nel mondo. Piacere. Mi chiamo Arroganza, sono il motore degli uomini, senza me nessuno si alzerebbe la mattina, per la supposizione di dover esser meglio degli altri e meglio di se stesso del giorno prima. Qnd mi sveglio la mattina io non penso, io mando un bacio a chi amo. E io sul mio banco non incido le iniziali di qlc sciacquetta, io affondo le lame delle mie rime e vi faccio vomitare le vostre ipocrisie. Io posso stupirvi, sono inutile ma il mio talento vi ucciderà tutti.
Non sono nobile ma sono un piccolo e stupido Principe che guarda nel bianco dei tuoi occhi e ci vede la sua lapide incisa sul tuo cuore.
Esco di casa a far due passi per allontanarmi per un po da me stesso. E non mi serve la vostra saccenza per sapere che tanto non ci riesco.
= Lorenzo Montanari =
Non so cosa sono, so solo ciò che non sono, e mi basta x gridare al mondo che è tutto ok, che io rimarrò della stessa idea nella stessa strada e non lascerò mai me stesso perché solo in me stesso riconosco la mia vita, le mie parole e i miei suoni.. credo che solo gli altri c possano migliorare, o perlomeno c fanno cambiare.. qnd cambiamo lo facciamo per gli altri, così cm qnd peggioriamo… non scrivo di poesie e di cose intelligenti, parlo col culo perché è l’unico modo che ho di parlare e di fare rime. Mi ritrovo nei miei pensieri e i miei pensieri sono ricchi degli altri, perché io sono in funzione di chi mi circonda. Non sento nulla se non sento gli altri vicini. Amo la mia intimità, la mia solitudine, ma vivo degli altri. Perché qnd t accorgi che vicino a te hai la persona sbagliata allora non esiti un istante a cambiare, a carpire ciò che devi. C pensi mille volte, mille ore in mille notti ma alla fine sai già benissimo come andrà a finire. Perché non siamo capaci di accontentarci, e siamo fieri di noi stessi per questo. Perché l’incontentibilità c rende grandi, e ci rende folli, e per questo ancora più grandi.
E allora si cambia…si cambia perché cominci a capire che per qnt cambierai rimarrai sempre te.. perché le tue strofe continueranno a suonare nello stesso modo, perché cambierai basi, cambierai accordi ma la musica rimarrà sempre la stessa… perché si è stupidi, e non si riesce a dimenticare mai l’amore, perché dell’amore abbiamo bisogno, perché sentiamo la necessità di esser speciali per qualcuno, perché voglio che qualcuno mi adori e mi sogni la notte. Perché è l’egoismo che ci rende uomini e ci fa legare amicizie. Non cambieremo mai, perché anke la voglia di cambiare rimane sempre la stessa.
E mi dico che non mi frega un cazzo di voi, perché se il mare profuma in quel modo tutto particolare la colpa non è la mia, e lo stesso vale se voi non mi apprezzato. Se mi conto i battiti del cuore mi sembra di sentire una bomba ad orologeria. I vostri sorrisi ipocriti che fanno blin blin non mi toccano, ma cercherò sempre di diventare il vostro motivo per sorridere, o di farvi sorridere con il mio umorismo opaco e triste, che a voi fa ridere e a me mi uccide.
Ma amo il tuo sorriso, amo qnd riesco a tirarti un po su. Le tue lacrime sono il mio veleno, vorrei esserne però la causa, vorrei esser così importante x te da struggerti. Datemi dello sciocco asociale ma io vi saprò dimostrare che non è così, ma voi non saprete mai dimostrarmi perché siete meglio di me. Le mie rime vi bruceranno la pelle per molti giorni ancora. Voi vi amate perché da soli sapete solo compiangervi, perché volete amare. Ma non funziona così, si ama e basta. Chi ama perché lo vuole è la croce dell’eternità. Perché le volontà cadono come le foglie e si esauriscono in un soffio. Io amo perché chi amo mi fa piangere e mi farebbe buttar nel vuoto con una sola sua parola. Abbiamo tutti la stessa destinazione ma le vostre costellazioni non brilleranno mai come la mia, perché io sono più autentico di voi, perché io raccolgo le vostre parole, le vostre delizie, le vostre poesie e i vostri latrati e ne faccio musica e vi supero tutti. Vi mostro che i veri poeti sono quelli che vi feriscono e vi fanno rabbrividire, non sono i vostri finocchi con l’orecchino che si sfollano nel mondo. Piacere. Mi chiamo Arroganza, sono il motore degli uomini, senza me nessuno si alzerebbe la mattina, per la supposizione di dover esser meglio degli altri e meglio di se stesso del giorno prima. Qnd mi sveglio la mattina io non penso, io mando un bacio a chi amo. E io sul mio banco non incido le iniziali di qlc sciacquetta, io affondo le lame delle mie rime e vi faccio vomitare le vostre ipocrisie. Io posso stupirvi, sono inutile ma il mio talento vi ucciderà tutti.
Non sono nobile ma sono un piccolo e stupido Principe che guarda nel bianco dei tuoi occhi e ci vede la sua lapide incisa sul tuo cuore.
Esco di casa a far due passi per allontanarmi per un po da me stesso. E non mi serve la vostra saccenza per sapere che tanto non ci riesco.
= Lorenzo Montanari =
08 November 2006
6 6 6
Guardandomi intorno vedo una grande radura, delimitata da possenti alberi le cui radici si inerpicano nel terreno come le vene striano le mani dei vecchi rendendo le loro dita simili a lunghi rami nerboruti. Un cielo terso mi stordisce col suo azzurro inondanto ogni anfratto di una forte luce accogliente...
Il Piccolo Principe si sente piccolo e insignificante nell'immensità di quel luogo e gli sembra che tutti i confini si allontanino... Sente di non esser solo, chiude gli occhi e espira vigorosamente.
Sente una presenza, in attesa nell'ombra, che ascolta i palpiti delle sue membra. Un ringhio che gli sibila nelle orecchie, ma il Piccolo Principe non ha paura, molto meglio quel ringhio del terrorizzante silenzio dell'attesa che lo perseguita.
L'attesa che qualcosa lo afferri alla gola e gli tolga il fiato, lo stritoli in morbide ombre nere e lo uccida, faccia a pezzi...
Poi cambia qualcosa. D'improvviso percepisco la vicinanza di qualcun altro. Affretto il passo, per poco non mi metto a correre. Sono contento, sorpreso o terrorizzato, ma prima di poter capire cosa sono alzo il volto e eccolo lì. Un ragazzone vestito di bianco, un bianco che abbaglia. I riccioli biondi risaltano sullo sfondo di due ali bianche rilucenti, sussura in una lingua sconosciuta ma che il Piccolo Principe capisce senza comprender il perchè.
"Mi chiamo Uriele. Sono stato mandato qui per richiamarti a Lui. È stato deciso che il tuo tempo qui è finito, devi ricongiungerti alle tue origini. È il tuo tempo, seguimi."
Il Piccolo Principe indietreggia di un passo poi avanza di due verso l'essere divino che lo osserva con occhi fin troppo sinceri. "Io non voglio. Io non verrò con te. Il mio posto è qui. Vattene."
Uriele scivola lentamente verso di lui e gli tende una mano. Il Piccolo Principe lo guarda senza provar niente. Sa benissimo che non è il paradiso ad attenderlo, e nemmeno vorrebbe che lo fosse. Ma sa altrettanto bene che non andrà via da quel luogo, che non rinuncerà mai al suo tempo terreno perchè quello è il suo tempo. Allora si gira e se ne va.
Ed ecco che qualcosa cambia. Torna quel ruggito sordo che lo fa sussultare e dietro di lui si erge un immenso essere biondo, nudo, che con voce baritonale gli ordina di fermarsi, perchè non spetta a lui quella decisione, ma solo al Sommo Padre che tutto sa e tutto decide.
"Dove credi di andare piccolo essere!!! COSA CREDI DI FARE!?
SOLO IO POSSO DECIDERE IL TUO FUTURO, TU SEI MIA CREATURA, TU SEI MIA MERCÈ, IO POSSO DECIDERE DI TE, DEL TUO DESTINO E DEI TUOI SOGNI! TU SEI MIO DISCEPOLO, MIO FIGLIO E MIO SIMILE MA NON SEI ME!! NESSUNO PUÒ CONSIDERARSI MIO PARI E PENSARE DI DECIDERE AL POSTO MIO!
I TUOI SOGNI. LA RAGAZZA DAI CAPELLI D'ORO. LE TUE INSIGNIFICANTI SPERANZE.
SONO MIE! IO TE LE CONCEDO MA SONO MIE! IO DECIDO DI TE! IO SONO IL SIGNORE DIO TUO E SOLO IN ME PUOI SPERARE. DINNANZI A ME TUTTE LE TUE PAROLE NON VALGONO A NULLA! SPAZZATURA AL VENTO!CREDI IN UN SOLO DIO,PADRE ONNIPOTENTE, CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA, DI TUTTE LE COSE VISIBILI E INVISIBILI. QUESTE SONO LE PAROLE DEL TUO CREDO, TU DEVI INCHINARTI A ME!! IO POSSO TOGLIERTI TUTTO, LA TUA RAGAZZA DAI CAPELLI D'ORO. TU NON CONTI NULLA. TU NON SEI ME!!QUESTA È LA MIA LEGGE!!!"
Il Piccolo Principe si ritrova a terra. Sono disteso e guardo quell'angelo nudo che con occhi vibranti mi ordina di seguire il Suo disegno. Tutto scorreva al rallentatore, vedevo la polvere sollevarsi in fiocchi di vento, vedevo le roccie sotto i piedi dell'angelo sgretolarsi e la notte che calava repentina sul mondo. Ma nel momento in cui quell'ordine si infrange sul mio cuore, sulle mie speranze e sui miei sogni, il rallentatore smette di funzionare, sostituito da una specie di velocità che non avevo mai provato prima. Il cuore del Piccolo Principe sente risuonare i profani tamburi della guerra e li segue. Si mette carponi, poi in piedi, e quello non sono io. Digrigna i denti come una belva avvezza a frantumare ossa e a strapparne via la carne a brandelli; la mano che si allunga in una forma indistinta che si perde a raccogliere una pietra a terra e stringe attorno ad essa le dita, bianche per l'ira. E mentre è già balzato in piedi il Piccolo Principe rotea la pietra oltre la sua testa e colpisce l'angelo. La pietra manca però la sua meta e si schianta contro una spalla. Se l'avesse preso in pieno l'avrebbe ucciso. Comunque l'angelo crolla a terra, ma i miei occhi sono ciechi, vedo solo un corpo da straziare e mi lancio a cavalcioni su di lui e lascio che le mie nocche facciano il resto. Che tutte insieme gli spacchino ogni sporgenza del viso angelico e i suoi lamenti vengano soffocati dal suo sangue. Ma al Piccolo Principe non basta, non basta quello per fermarlo. Inizialmente tutto era partito per una furia non ragionata. Ma non era così. Ed è subito diventata qualcos'altro. Senza logica, senza senso, era l'atto stesso si autoalimentarsi, bruciando sempre di più, diventando più cattivo, un conflitto al di là di qualunque spiegazione. L'angelo non fa altro che gemere, ma i suoi mugolii non sono altro che singhiozzi strozzati dal sangue e dalla sua mascella spappolata. Niente di simile alla pietà si muovo dentro di me. Scivolo oltre un limite interno. Allora voglio strappargli la pelle a mani nude, voglia di fracassargli le costole e strappargli il fegato, ho voglia di mangiarlo, di assaporare il suo sangue, fino a consumarlo, consumarlo tutto e tutto ancora.
Allora percepisco che qualcun'altro si sta dirigendo verso di me, un'altro come lui. Un angelo tanto bello, tanto biondo quanto il primo. Lo ha mandato Lui per fermarmi. Qualcosa mi fa voltare verso di lui e, senza volerlo, sento il mio stesso orrendo grido che lacerà l'aria e gli esplode in volto , privandolo della volontà e della capacità di muoversi, capendo che non poteva portar a termine quello che sarebbe semplicemente stato un suicidio.
E sparisce.
E insieme a lui sparisce il corpo sotto le ginocchia del Piccolo Principe. Il Piccolo Principe si alza in piedi e si guarda le vesti zuppe di sangue.
La radura ora è molto più piccola, la notte non incombe più minacciosa ma semplicemente lo accompagna verso l'alba.
Il Piccolo Principe guarda verso l'orizzontee vede le prime luci del giorno, alza gli occhi al cielo infinito che lo sovrasta e alza un pugno in segno di sfida.
"Non mi avrai. Io ho troppe cose da fare per lasciarTi far il bello e il cattivo tempo."
Fa qualche passo verso il bosco e tra i tronchi vede la sua nuova vita, da scoprire insinuandosi in ogni fenditura e in ogni anfratto.
E non passa attraverso una qualche Voce, ma solo attraverso se stesso; e continua tuttavia, giorno e notte, anno dopo anno, a passare attraverso se stesso.
Proprio come voi siete passati attraverso me.
Proprio come io passo ora attraverso di voi.
Il Piccolo Principe si sente piccolo e insignificante nell'immensità di quel luogo e gli sembra che tutti i confini si allontanino... Sente di non esser solo, chiude gli occhi e espira vigorosamente.
Sente una presenza, in attesa nell'ombra, che ascolta i palpiti delle sue membra. Un ringhio che gli sibila nelle orecchie, ma il Piccolo Principe non ha paura, molto meglio quel ringhio del terrorizzante silenzio dell'attesa che lo perseguita.
L'attesa che qualcosa lo afferri alla gola e gli tolga il fiato, lo stritoli in morbide ombre nere e lo uccida, faccia a pezzi...
Poi cambia qualcosa. D'improvviso percepisco la vicinanza di qualcun altro. Affretto il passo, per poco non mi metto a correre. Sono contento, sorpreso o terrorizzato, ma prima di poter capire cosa sono alzo il volto e eccolo lì. Un ragazzone vestito di bianco, un bianco che abbaglia. I riccioli biondi risaltano sullo sfondo di due ali bianche rilucenti, sussura in una lingua sconosciuta ma che il Piccolo Principe capisce senza comprender il perchè.
"Mi chiamo Uriele. Sono stato mandato qui per richiamarti a Lui. È stato deciso che il tuo tempo qui è finito, devi ricongiungerti alle tue origini. È il tuo tempo, seguimi."
Il Piccolo Principe indietreggia di un passo poi avanza di due verso l'essere divino che lo osserva con occhi fin troppo sinceri. "Io non voglio. Io non verrò con te. Il mio posto è qui. Vattene."
Uriele scivola lentamente verso di lui e gli tende una mano. Il Piccolo Principe lo guarda senza provar niente. Sa benissimo che non è il paradiso ad attenderlo, e nemmeno vorrebbe che lo fosse. Ma sa altrettanto bene che non andrà via da quel luogo, che non rinuncerà mai al suo tempo terreno perchè quello è il suo tempo. Allora si gira e se ne va.
Ed ecco che qualcosa cambia. Torna quel ruggito sordo che lo fa sussultare e dietro di lui si erge un immenso essere biondo, nudo, che con voce baritonale gli ordina di fermarsi, perchè non spetta a lui quella decisione, ma solo al Sommo Padre che tutto sa e tutto decide.
"Dove credi di andare piccolo essere!!! COSA CREDI DI FARE!?
SOLO IO POSSO DECIDERE IL TUO FUTURO, TU SEI MIA CREATURA, TU SEI MIA MERCÈ, IO POSSO DECIDERE DI TE, DEL TUO DESTINO E DEI TUOI SOGNI! TU SEI MIO DISCEPOLO, MIO FIGLIO E MIO SIMILE MA NON SEI ME!! NESSUNO PUÒ CONSIDERARSI MIO PARI E PENSARE DI DECIDERE AL POSTO MIO!
I TUOI SOGNI. LA RAGAZZA DAI CAPELLI D'ORO. LE TUE INSIGNIFICANTI SPERANZE.
SONO MIE! IO TE LE CONCEDO MA SONO MIE! IO DECIDO DI TE! IO SONO IL SIGNORE DIO TUO E SOLO IN ME PUOI SPERARE. DINNANZI A ME TUTTE LE TUE PAROLE NON VALGONO A NULLA! SPAZZATURA AL VENTO!CREDI IN UN SOLO DIO,PADRE ONNIPOTENTE, CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA, DI TUTTE LE COSE VISIBILI E INVISIBILI. QUESTE SONO LE PAROLE DEL TUO CREDO, TU DEVI INCHINARTI A ME!! IO POSSO TOGLIERTI TUTTO, LA TUA RAGAZZA DAI CAPELLI D'ORO. TU NON CONTI NULLA. TU NON SEI ME!!QUESTA È LA MIA LEGGE!!!"
Il Piccolo Principe si ritrova a terra. Sono disteso e guardo quell'angelo nudo che con occhi vibranti mi ordina di seguire il Suo disegno. Tutto scorreva al rallentatore, vedevo la polvere sollevarsi in fiocchi di vento, vedevo le roccie sotto i piedi dell'angelo sgretolarsi e la notte che calava repentina sul mondo. Ma nel momento in cui quell'ordine si infrange sul mio cuore, sulle mie speranze e sui miei sogni, il rallentatore smette di funzionare, sostituito da una specie di velocità che non avevo mai provato prima. Il cuore del Piccolo Principe sente risuonare i profani tamburi della guerra e li segue. Si mette carponi, poi in piedi, e quello non sono io. Digrigna i denti come una belva avvezza a frantumare ossa e a strapparne via la carne a brandelli; la mano che si allunga in una forma indistinta che si perde a raccogliere una pietra a terra e stringe attorno ad essa le dita, bianche per l'ira. E mentre è già balzato in piedi il Piccolo Principe rotea la pietra oltre la sua testa e colpisce l'angelo. La pietra manca però la sua meta e si schianta contro una spalla. Se l'avesse preso in pieno l'avrebbe ucciso. Comunque l'angelo crolla a terra, ma i miei occhi sono ciechi, vedo solo un corpo da straziare e mi lancio a cavalcioni su di lui e lascio che le mie nocche facciano il resto. Che tutte insieme gli spacchino ogni sporgenza del viso angelico e i suoi lamenti vengano soffocati dal suo sangue. Ma al Piccolo Principe non basta, non basta quello per fermarlo. Inizialmente tutto era partito per una furia non ragionata. Ma non era così. Ed è subito diventata qualcos'altro. Senza logica, senza senso, era l'atto stesso si autoalimentarsi, bruciando sempre di più, diventando più cattivo, un conflitto al di là di qualunque spiegazione. L'angelo non fa altro che gemere, ma i suoi mugolii non sono altro che singhiozzi strozzati dal sangue e dalla sua mascella spappolata. Niente di simile alla pietà si muovo dentro di me. Scivolo oltre un limite interno. Allora voglio strappargli la pelle a mani nude, voglia di fracassargli le costole e strappargli il fegato, ho voglia di mangiarlo, di assaporare il suo sangue, fino a consumarlo, consumarlo tutto e tutto ancora.
Allora percepisco che qualcun'altro si sta dirigendo verso di me, un'altro come lui. Un angelo tanto bello, tanto biondo quanto il primo. Lo ha mandato Lui per fermarmi. Qualcosa mi fa voltare verso di lui e, senza volerlo, sento il mio stesso orrendo grido che lacerà l'aria e gli esplode in volto , privandolo della volontà e della capacità di muoversi, capendo che non poteva portar a termine quello che sarebbe semplicemente stato un suicidio.
E sparisce.
E insieme a lui sparisce il corpo sotto le ginocchia del Piccolo Principe. Il Piccolo Principe si alza in piedi e si guarda le vesti zuppe di sangue.
La radura ora è molto più piccola, la notte non incombe più minacciosa ma semplicemente lo accompagna verso l'alba.
Il Piccolo Principe guarda verso l'orizzontee vede le prime luci del giorno, alza gli occhi al cielo infinito che lo sovrasta e alza un pugno in segno di sfida.
"Non mi avrai. Io ho troppe cose da fare per lasciarTi far il bello e il cattivo tempo."
Fa qualche passo verso il bosco e tra i tronchi vede la sua nuova vita, da scoprire insinuandosi in ogni fenditura e in ogni anfratto.
E non passa attraverso una qualche Voce, ma solo attraverso se stesso; e continua tuttavia, giorno e notte, anno dopo anno, a passare attraverso se stesso.
Proprio come voi siete passati attraverso me.
Proprio come io passo ora attraverso di voi.
21 October 2006
Stelle sfumate...
Il Piccolo Principe cammina guardandosi i piedi scalzi... osserva le dita annerite dalla lunga marcia nel fango e nella sporcizia... sente freddo e gli sembra che l'umidità gli sia penetrata nelle ossa... si stropiccia un occhio con il dorso della mano e guarda attraverso gli alberi del bosco, senza veder altro che oscurità... "Perchè continuo a camminare? Dove sto andando?" la terra umida gli risponde con un lungo silenzio opaco... "Cosa sto cercando? Ho una casa dove tornare, ho di che sopravvivere, ho compagni fedeli che mi accompagnano nel mio lento scorrere quotidiano... cosa cerco io qui?" Il fiume scorreva a pochi metri da lui... si inginocchiò e vi immerse una mano, toccò il fondale e dissotterrò una conchiglia ancora chiusa...
"Questa conchiglia è come me...è fuori posto, dovrebbe trovarsi nell'acqua ma è qui nella mia mano...cosa mi da il privilegio di poter decidere la sorte di questo piccolo esserino?"
Il Piccolo Principe adagiò sul fondo la conchiglia e la guardò sparire nei flutti...
"Ho letto libri, fatto esperienze, conosciuto persone, ma non capisco quale sia il meccanismo che regola il mio esistere..." Con piccoli passi aggraziati si diresse verso un albero e iniziò ad arrampicarvisi su... il secco dolore alle mani lo faceva sentire vivo... a un certo punto un ramo si spezzò fragorosamente e il Piccolo Principe precipitò a terra con un sordo schianto...
Una goccia di caldo sangue gli cadde sul naso e piano piano una sottile linea purpurea gli si disegnò sulla fronte, scendendo a lambire la bocca... Il volto del Piccolo Principe si distese in un sorriso... «Amico albero..grazie.. ora capisco.. noi corriamo verso una meta sconosciuta.. ma forse l'equilibrio che cerchiamo ce l'abbiamo dentro e più ci muoviamo e più ci agitiamo più ce ne allontaniamo, devo smettere di salire, di tendere a ciò che non posso raggiungere e devo semplicemente fermarmi, ascoltare il suono del mio animo capendone le vibrazioni... Dentro di me c'è tutto: amore amicizia passione intelligenza astuzia forza coraggio...è dentro di me che posso trovare tutto questo...»
Il Piccolo Principe si alzò in piedi e si scrollò le foglie di dosso... guardò il cielo e si asciugò la piccola goccia che gli scendeva sulla guancia.. era una lacrima o una goccia di sudore? Si diresse verso il fiume e si lavò il volto nella pungente acqua di montagna... con gli occhi bagnati e chiusi si fermò ed ascoltò il gorgoglio del fiume..
c'era qualcosa di strano..qualcosa di diverso da prima...
il fiume stava ridendo...
"Questa conchiglia è come me...è fuori posto, dovrebbe trovarsi nell'acqua ma è qui nella mia mano...cosa mi da il privilegio di poter decidere la sorte di questo piccolo esserino?"
Il Piccolo Principe adagiò sul fondo la conchiglia e la guardò sparire nei flutti...
"Ho letto libri, fatto esperienze, conosciuto persone, ma non capisco quale sia il meccanismo che regola il mio esistere..." Con piccoli passi aggraziati si diresse verso un albero e iniziò ad arrampicarvisi su... il secco dolore alle mani lo faceva sentire vivo... a un certo punto un ramo si spezzò fragorosamente e il Piccolo Principe precipitò a terra con un sordo schianto...
Una goccia di caldo sangue gli cadde sul naso e piano piano una sottile linea purpurea gli si disegnò sulla fronte, scendendo a lambire la bocca... Il volto del Piccolo Principe si distese in un sorriso... «Amico albero..grazie.. ora capisco.. noi corriamo verso una meta sconosciuta.. ma forse l'equilibrio che cerchiamo ce l'abbiamo dentro e più ci muoviamo e più ci agitiamo più ce ne allontaniamo, devo smettere di salire, di tendere a ciò che non posso raggiungere e devo semplicemente fermarmi, ascoltare il suono del mio animo capendone le vibrazioni... Dentro di me c'è tutto: amore amicizia passione intelligenza astuzia forza coraggio...è dentro di me che posso trovare tutto questo...»
Il Piccolo Principe si alzò in piedi e si scrollò le foglie di dosso... guardò il cielo e si asciugò la piccola goccia che gli scendeva sulla guancia.. era una lacrima o una goccia di sudore? Si diresse verso il fiume e si lavò il volto nella pungente acqua di montagna... con gli occhi bagnati e chiusi si fermò ed ascoltò il gorgoglio del fiume..
c'era qualcosa di strano..qualcosa di diverso da prima...
il fiume stava ridendo...
18 October 2006
Fiumi insuperabili...
Mi sento sospeso...
Mi sento caduco...
Avverto la mia vita appesa a un filo...C'è una sola cosa che mi rende felice dentro, un sogno, una consapevolezza intima che c'è una persona legata a me da qualche parte...
Ti ammiro
Ti ammiro perchè sei cento volte più forte di me, perchè riesci a dar valore a tutto e soppesare la realtà incrociandola coi sogni...Riesci a esser forte sempre e comunque...
Io ho tanta paura mia dolce creatura...ma sono sereno perchè so che quel filo di dolcezza che ci univa ancora ci unisce...so qual'è la realtà, comprendo le impossibilità insite nel nostro destino...ma a me basta sapere che ovunque tu sia, per quanti chilometri quanti baci quanti sogni infranti quanti destini spezzati ci separino, tu mi riservi un piccolo posto nel tuo cuore... ti chiedo solo di portarmi con te nel tuo cuoricino perchè è li che si trova la mia felicità...
Il Piccolo Principe è felice quando sa di aver amore dalla persona che ama...la sua ragazza dai capelli d'oro rimane impressa nel suo cuore sempre e comunque, nulla cambierà questo... per quante ragazze lui conoscerà, per quanti ne conoscerà lei...il Piccolo Principe è convinto che questo filo d'amore non potrà esser reciso...
Il Piccolo Principe avanza di un passo sulla terra porosa e morbida sotto i suoi piccoli piedi scalzi...
Ancora un passo
Le dita dei suoi piedi incontrano la fredda acqua di un torrente... Lentamente il Piccolo Principe alza gli occhi e osserva la corrente impetuosa che gli scorre davanti... il torrente non è un torrente, è un fiume, un fiume impetuoso, inguadabile... alza ancora lo sguardo...
...e la vede...
è esattamente dove si aspettava che fosse...e gli sorride con quello sguardo che per lui è una scintilla di vita... gli sorride e gli manda un bacio...
Il Piccolo Principe avanza nell'acqua gelata di un passo ancora, immergendo anche le caviglie... vuole correre, vorrebbe volare da lei...
Lei avanza di un passo e gli parla, gli dice che anche lei pensa a lui, che anche lei la sera, quando si stende nel suo letto troppo freddo e scomodo per il suo corpo delicato, gli manda un pensiero dal profondo e chiede al cielo che tutto vada bene...
Poi la ragazza dai capelli d'oro si arresta, si accorge che non può avventurarsi oltre, che l'impeto del fiume è troppo forte...e lancia un sorriso malinconico...
«Fermati Piccolo Principe. Non spingerti oltre, questo è il nostro limite... Questo non cambia nulla, lo sai anche tu, ma questo è il nostro limite... Piccolo Principe fermati e guardami negli occhi, è qui che troverai tutto l'amore che cerchi, non essere ostinato...»
Ma il Piccolo Principe non ci riusciva, lui non riusciva ad accettare di fermarsi... L'acqua gli cingeva ormai la vita ma lui sforzava tutti i muscoli del suo corpo per raggiungere la sua Ragazza dai capelli d'oro... «No mio giovane principe... accetta la realtà, non voglio rinnegare quello che provo per te...quello che ti ho detto rimarrà sempre e comunque...per me sarà sempre un sogno...non voglio darla vinta a questa vita...non voglio uccidere questo sogno...e ricordati:io non ho rinunciato al nostro sogno...»
Poi il Piccolo Principe non sentì più nulla, sentì l'acqua gelata entrargli in gola e perse ogni punto di riferimento... non capiva più quale fosse il sopra o il sotto, apriva gli occhi e sentiva bruciare, avvertiva l'odore salmastro dell'acqua nella gola e nei polmoni...
...ma sapeva che lei era ancora li...
...e doveva raggiungerla...
emerse dall'acqua in un turbinio di spruzzi e inghiottì aria avidamente...la vide con le lacrime agli occhi, preoccupata per lui...
...poi il buio...
Si ritrovò a terra, fradicio e dolorante... lei era ancora li e lo guardava sorridendo...in quel sorriso era insito tutto l'amore che li legava... lui si alzò tremante, si sentiva così stupido e impulsivo..
«Piccolo Principe guarda i miei occhi... Le parole che ti ho detto ci uniscono ora e ci uniranno per sempre..ogni volta che ci cercheremo ci ritroveremo, nonostante tutto ci ritroveremo...» si voltò e iniziò ad allontanarsi, scomparendo sempre di più nella foschia...
Il Piccolo Principe tratteneva a stento le lacrime.. «MA IO TI A..»«Lo so Piccolo Principe...Lo so davvero, e tu sai come stanno le cose per me...» e svanì nella nebbia...
Il Piccolo Principe si sedette sulla riva terrosa del fiume e guardò il cielo...la notte era scesa più repentina del solito... guardò le stelle e negli astri vedeva riflessa la luce del suo amore, vedeva la magica forza dell'amore...
Sorrise al cielo, al destino, all'amore, ai pericoli insormontabili e a quelli da niente, sorrise alle stelle luminose e alle rinuncie di ogni giorno, alle delusioni, alle conquiste, al dolore e alle lacrime... "è vero...so esattamente come stanno le cose per lei..." ...sorrise alla vita.. sorrise alla Ragazza dai capelli d'oro...
perchè sapeva... che da qualche parte anche lei stava facendo lo stesso...
Mi sento caduco...
Avverto la mia vita appesa a un filo...C'è una sola cosa che mi rende felice dentro, un sogno, una consapevolezza intima che c'è una persona legata a me da qualche parte...
Ti ammiro
Ti ammiro perchè sei cento volte più forte di me, perchè riesci a dar valore a tutto e soppesare la realtà incrociandola coi sogni...Riesci a esser forte sempre e comunque...
Io ho tanta paura mia dolce creatura...ma sono sereno perchè so che quel filo di dolcezza che ci univa ancora ci unisce...so qual'è la realtà, comprendo le impossibilità insite nel nostro destino...ma a me basta sapere che ovunque tu sia, per quanti chilometri quanti baci quanti sogni infranti quanti destini spezzati ci separino, tu mi riservi un piccolo posto nel tuo cuore... ti chiedo solo di portarmi con te nel tuo cuoricino perchè è li che si trova la mia felicità...
Il Piccolo Principe è felice quando sa di aver amore dalla persona che ama...la sua ragazza dai capelli d'oro rimane impressa nel suo cuore sempre e comunque, nulla cambierà questo... per quante ragazze lui conoscerà, per quanti ne conoscerà lei...il Piccolo Principe è convinto che questo filo d'amore non potrà esser reciso...
Il Piccolo Principe avanza di un passo sulla terra porosa e morbida sotto i suoi piccoli piedi scalzi...
Ancora un passo
Le dita dei suoi piedi incontrano la fredda acqua di un torrente... Lentamente il Piccolo Principe alza gli occhi e osserva la corrente impetuosa che gli scorre davanti... il torrente non è un torrente, è un fiume, un fiume impetuoso, inguadabile... alza ancora lo sguardo...
...e la vede...
è esattamente dove si aspettava che fosse...e gli sorride con quello sguardo che per lui è una scintilla di vita... gli sorride e gli manda un bacio...
Il Piccolo Principe avanza nell'acqua gelata di un passo ancora, immergendo anche le caviglie... vuole correre, vorrebbe volare da lei...
Lei avanza di un passo e gli parla, gli dice che anche lei pensa a lui, che anche lei la sera, quando si stende nel suo letto troppo freddo e scomodo per il suo corpo delicato, gli manda un pensiero dal profondo e chiede al cielo che tutto vada bene...
Poi la ragazza dai capelli d'oro si arresta, si accorge che non può avventurarsi oltre, che l'impeto del fiume è troppo forte...e lancia un sorriso malinconico...
«Fermati Piccolo Principe. Non spingerti oltre, questo è il nostro limite... Questo non cambia nulla, lo sai anche tu, ma questo è il nostro limite... Piccolo Principe fermati e guardami negli occhi, è qui che troverai tutto l'amore che cerchi, non essere ostinato...»
Ma il Piccolo Principe non ci riusciva, lui non riusciva ad accettare di fermarsi... L'acqua gli cingeva ormai la vita ma lui sforzava tutti i muscoli del suo corpo per raggiungere la sua Ragazza dai capelli d'oro... «No mio giovane principe... accetta la realtà, non voglio rinnegare quello che provo per te...quello che ti ho detto rimarrà sempre e comunque...per me sarà sempre un sogno...non voglio darla vinta a questa vita...non voglio uccidere questo sogno...e ricordati:io non ho rinunciato al nostro sogno...»
Poi il Piccolo Principe non sentì più nulla, sentì l'acqua gelata entrargli in gola e perse ogni punto di riferimento... non capiva più quale fosse il sopra o il sotto, apriva gli occhi e sentiva bruciare, avvertiva l'odore salmastro dell'acqua nella gola e nei polmoni...
...ma sapeva che lei era ancora li...
...e doveva raggiungerla...
emerse dall'acqua in un turbinio di spruzzi e inghiottì aria avidamente...la vide con le lacrime agli occhi, preoccupata per lui...
...poi il buio...
Si ritrovò a terra, fradicio e dolorante... lei era ancora li e lo guardava sorridendo...in quel sorriso era insito tutto l'amore che li legava... lui si alzò tremante, si sentiva così stupido e impulsivo..
«Piccolo Principe guarda i miei occhi... Le parole che ti ho detto ci uniscono ora e ci uniranno per sempre..ogni volta che ci cercheremo ci ritroveremo, nonostante tutto ci ritroveremo...» si voltò e iniziò ad allontanarsi, scomparendo sempre di più nella foschia...
Il Piccolo Principe tratteneva a stento le lacrime.. «MA IO TI A..»«Lo so Piccolo Principe...Lo so davvero, e tu sai come stanno le cose per me...» e svanì nella nebbia...
Il Piccolo Principe si sedette sulla riva terrosa del fiume e guardò il cielo...la notte era scesa più repentina del solito... guardò le stelle e negli astri vedeva riflessa la luce del suo amore, vedeva la magica forza dell'amore...
Sorrise al cielo, al destino, all'amore, ai pericoli insormontabili e a quelli da niente, sorrise alle stelle luminose e alle rinuncie di ogni giorno, alle delusioni, alle conquiste, al dolore e alle lacrime... "è vero...so esattamente come stanno le cose per lei..." ...sorrise alla vita.. sorrise alla Ragazza dai capelli d'oro...
perchè sapeva... che da qualche parte anche lei stava facendo lo stesso...
16 October 2006
Il Piccolo Principe senza il Piccolo Principe
Corro con gli occhi semichiusi in mezzo a un bosco continuando ad inciampare, davanti a me c'è una persona che per qualche motivo non riesco a raggiungere... vedo la sua schiena bianca e vorrei allungar una mano ma ogni passo che faccio sembra esser seguito da due indietro... ogni volta che ho l'impressione di poter cingere questa persona con le mie braccia ecco che si allontana, che diventa sfuggevole, si dilegua e mi lascia solo la speranza...
ieri penso di essermi avvicinato e ecco che oggi mi sembra che voglia di nuovo allontanarsi...
Il Piccolo Principe non capisce, non sopportà più di desiderare ciò che non può avere e avere ciò che in fondo non desidera, non riesce a capire...
Forse in questo momento desidera una sola cosa, ma non può averla, sa che non potrà mai averla, sa che potrà solamente attaccarsi ai sogni e ai desideri, ma fatica ad accettarlo...
Perchè l'ingiustizia deve risiedere proprio nel più intimo dei nostri desideri? Perchè devo esser constretto a rinunciare al mio più grande desiderio? Perchè viviamo in un mondo nel quale i nostri desideri hanno dei limiti?
Ognuno di noi ha un sogno, una persona, una meta che non potrà mai raggiungere, non potrà mai avere.
Il Piccolo Principe guarda lo specchio impolverato appeso al muro scalcinato della sua piccola casetta di legno sulla riva del fiume e vede che dentro ai suoi occhi c'è un volto, c'è un'anima che non potrà mai legare veramente a se, per colpa di nessuno, per colpa del mondo.
«Anima mia, rispondimi...perchè devo soffrire così? Perchè ti beffi di me scuotendo il mio cuore? Io ho un sogno mia piccola anima di velluto,uno solo...perchè tu ti allei con l'avverso destino e mi beffeggi con i dardi della detestabile malasorte? Il fato mi sorride unicamente per aver la soddisfazione di potermi far soffrir di più e quando mi concede qualcosa lo fa per poter aver l'occasione di privarmene...ti prego, io bramo solo una cosa, ma non potrò mai stringerla con le mie piccole mani...come potrei mai conviver io con cotale consapevolezza?Perchè non posso far altrimenti...ecco perchè...»
Una perfetta lacrima rotonda scivola sinuosa sulla sua guancia e si infrange sul pavimento...il Principe sorride al cospetto del suo riflesso disperato, o forse è lo stesso riflesso a rider di lui?
Allora si scaglia contro lo specchio, lo serra forte tra le mani e lo scaglia lontano attraverso la stanza e lo vede schiantarsi contro il pavimento impolverato. Afferra uno dei tanti frammenti acuminati e se lo affonda con tutta la sua forza nel petto...
L'aria esce dai suoi polmoni come un rigurgito
Stringe ancora tra le mani il vetro e continua ripetutamente a infierire su se stesso con tutta la violenza che il suo corpicino gli permette. Si ferma solo quando si ritrova in ginocchio in uno scuro lago di sangue, osserva la mano che sostiene l'ormai pesantissimo pezzo di specchio.
Un respiro.
Guarda la sua lunga veste tutta stracciata e sente di esser lordo di sangue fino agli occhi.
Un respiro. Il ritmo dei battiti rallenta.
Per terra vede il suo riflesso frammentato.
Un respiro. Sempre più affannoso.
Sangue in bocca.
Un respiro nuovo non arriva, cerca aria ma sente solo sapore di sangue.
Poi si desta
Di fronte a lui ancora lo specchio appeso al muro «Ho immaginato tutto questo?» Si avvicina allo specchio per guardar meglio la lacrima che si trova in equilibrio tra il suo occhio e la sua guancia. Sembra tinta di rosso. Si asciuga con la manica poi appoggia la mano contro lo specchio e si allontana.
L'impronta sullo specchio si dirada lentamente e al suo posto rimane solo la desolatezza e il vuoto delle rinuncie.
ieri penso di essermi avvicinato e ecco che oggi mi sembra che voglia di nuovo allontanarsi...
Il Piccolo Principe non capisce, non sopportà più di desiderare ciò che non può avere e avere ciò che in fondo non desidera, non riesce a capire...
Forse in questo momento desidera una sola cosa, ma non può averla, sa che non potrà mai averla, sa che potrà solamente attaccarsi ai sogni e ai desideri, ma fatica ad accettarlo...
Perchè l'ingiustizia deve risiedere proprio nel più intimo dei nostri desideri? Perchè devo esser constretto a rinunciare al mio più grande desiderio? Perchè viviamo in un mondo nel quale i nostri desideri hanno dei limiti?
Ognuno di noi ha un sogno, una persona, una meta che non potrà mai raggiungere, non potrà mai avere.
Il Piccolo Principe guarda lo specchio impolverato appeso al muro scalcinato della sua piccola casetta di legno sulla riva del fiume e vede che dentro ai suoi occhi c'è un volto, c'è un'anima che non potrà mai legare veramente a se, per colpa di nessuno, per colpa del mondo.
«Anima mia, rispondimi...perchè devo soffrire così? Perchè ti beffi di me scuotendo il mio cuore? Io ho un sogno mia piccola anima di velluto,uno solo...perchè tu ti allei con l'avverso destino e mi beffeggi con i dardi della detestabile malasorte? Il fato mi sorride unicamente per aver la soddisfazione di potermi far soffrir di più e quando mi concede qualcosa lo fa per poter aver l'occasione di privarmene...ti prego, io bramo solo una cosa, ma non potrò mai stringerla con le mie piccole mani...come potrei mai conviver io con cotale consapevolezza?Perchè non posso far altrimenti...ecco perchè...»
Una perfetta lacrima rotonda scivola sinuosa sulla sua guancia e si infrange sul pavimento...il Principe sorride al cospetto del suo riflesso disperato, o forse è lo stesso riflesso a rider di lui?
Allora si scaglia contro lo specchio, lo serra forte tra le mani e lo scaglia lontano attraverso la stanza e lo vede schiantarsi contro il pavimento impolverato. Afferra uno dei tanti frammenti acuminati e se lo affonda con tutta la sua forza nel petto...
L'aria esce dai suoi polmoni come un rigurgito
Stringe ancora tra le mani il vetro e continua ripetutamente a infierire su se stesso con tutta la violenza che il suo corpicino gli permette. Si ferma solo quando si ritrova in ginocchio in uno scuro lago di sangue, osserva la mano che sostiene l'ormai pesantissimo pezzo di specchio.
Un respiro.
Guarda la sua lunga veste tutta stracciata e sente di esser lordo di sangue fino agli occhi.
Un respiro. Il ritmo dei battiti rallenta.
Per terra vede il suo riflesso frammentato.
Un respiro. Sempre più affannoso.
Sangue in bocca.
Un respiro nuovo non arriva, cerca aria ma sente solo sapore di sangue.
Poi si desta
Di fronte a lui ancora lo specchio appeso al muro «Ho immaginato tutto questo?» Si avvicina allo specchio per guardar meglio la lacrima che si trova in equilibrio tra il suo occhio e la sua guancia. Sembra tinta di rosso. Si asciuga con la manica poi appoggia la mano contro lo specchio e si allontana.
L'impronta sullo specchio si dirada lentamente e al suo posto rimane solo la desolatezza e il vuoto delle rinuncie.
15 October 2006
Una lacrima per aprirsi al destino. Il Piccolo Principe rinasce dalle sue ceneri
Mi ritrovo davanti al mio solito schermo bianco con tante cose che girano per la mia testa, e come sempre accompagno i miei deliri con qualche canzone...stasera tocca a Billy Joel con "She's always a woman to me"...una canzone dolcissima ma disincantata e disincantevole,vi consiglio di leggervi il testo. Comunque oggi è stata una giornata strana, per un po' dolorosa, poi a dir poco estatica.. gg mi sono state dette delle cose fantastiche,che aspettavo di sentire da mesi...
A volte mi capita di pensare all'amore
Ora...l'amore non so cosa sia...l'amore è desiderare una persona anche se non puoi averla, quando alla fine sai che non potrete mai stare insieme, ma non per questo smetti di amare... Amore è credere che la ragazza che ami è da qualche parte,e anche lei ti ama quanto tu ami lei, e che nonostante la distanza,il dolore, i desideri infranti, gli ostacoli e l'abisso voi due rimanete li, rimanete li e vi amate perchè sapete entrambi cosa vi unisce...
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Il Piccolo Principe osserva il suo libro strappato, il libro che lui sta scrivendo... ha deciso di tenere una sorta di diario di vita perciò ripercorre a ritroso gli ultimi tempi... le amicizie quasi perse, l'incontro fatale in una landa lontana e remota, il naufragio dei desideri, la fine del suo mondo di amore, l'implosione di se stesso nel suo dolce cadere verso l'oscurità, le mani che lo afferrarono quel giorno e che ancora continuano a sorreggerlo... scrive di lui, delle cose che pensa, delle cose che sente... poi arriva a oggi, pensa alle cose che gli si muovono dentro, al suo cuoricino che palpita e gli sembra di volare insieme alla sua ragazza dai biondi capelli nel mezzo di centinaia di bianche stelle su un fondo scuro come l'infinito universo freddo...
Il Piccolo Principe pensa a tutti gli amici, tutti i compagni di avventura e pensa che forse,alla fine, la vita la si può amare davvero...
Prende il foglio e vi disegna un cuore, poi strappa la pagina e la stringe tra le mani fino a che questa non si polverizza e diventa come sabbia...allora apre il pugno e soffia lontano tutto il suo amore che si spande nell'orizzonte arrossato dal tramonto del sole, poi sorride e si volta convinto che ora tutto il suo amore si stia spargendo per il mondo, per l'universo... tocca con lo stivale il cemento,prima avvisaglia della città, alza lo sguardo e dinnanzi a se vede ergersi e intricarsi i palazzi e le grandi opere dell'uomo, opere dalle quali si sente ogni istante più distante e incompreso...
Volta il capo un'ultima volta per guardare il tramonto cosparso del suo essere e gli sembra quasi che gli si appannino gli occhi per le lacrime a pensare alla vita...
Una lacrima cade sul cemento, e sembrerebbe quasi che in quel punto, da quel freddo materiale inerme, nasca un piccolo fiore...
A volte mi capita di pensare all'amore
Ora...l'amore non so cosa sia...l'amore è desiderare una persona anche se non puoi averla, quando alla fine sai che non potrete mai stare insieme, ma non per questo smetti di amare... Amore è credere che la ragazza che ami è da qualche parte,e anche lei ti ama quanto tu ami lei, e che nonostante la distanza,il dolore, i desideri infranti, gli ostacoli e l'abisso voi due rimanete li, rimanete li e vi amate perchè sapete entrambi cosa vi unisce...
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Il Piccolo Principe osserva il suo libro strappato, il libro che lui sta scrivendo... ha deciso di tenere una sorta di diario di vita perciò ripercorre a ritroso gli ultimi tempi... le amicizie quasi perse, l'incontro fatale in una landa lontana e remota, il naufragio dei desideri, la fine del suo mondo di amore, l'implosione di se stesso nel suo dolce cadere verso l'oscurità, le mani che lo afferrarono quel giorno e che ancora continuano a sorreggerlo... scrive di lui, delle cose che pensa, delle cose che sente... poi arriva a oggi, pensa alle cose che gli si muovono dentro, al suo cuoricino che palpita e gli sembra di volare insieme alla sua ragazza dai biondi capelli nel mezzo di centinaia di bianche stelle su un fondo scuro come l'infinito universo freddo...
Il Piccolo Principe pensa a tutti gli amici, tutti i compagni di avventura e pensa che forse,alla fine, la vita la si può amare davvero...
Prende il foglio e vi disegna un cuore, poi strappa la pagina e la stringe tra le mani fino a che questa non si polverizza e diventa come sabbia...allora apre il pugno e soffia lontano tutto il suo amore che si spande nell'orizzonte arrossato dal tramonto del sole, poi sorride e si volta convinto che ora tutto il suo amore si stia spargendo per il mondo, per l'universo... tocca con lo stivale il cemento,prima avvisaglia della città, alza lo sguardo e dinnanzi a se vede ergersi e intricarsi i palazzi e le grandi opere dell'uomo, opere dalle quali si sente ogni istante più distante e incompreso...
Volta il capo un'ultima volta per guardare il tramonto cosparso del suo essere e gli sembra quasi che gli si appannino gli occhi per le lacrime a pensare alla vita...
Una lacrima cade sul cemento, e sembrerebbe quasi che in quel punto, da quel freddo materiale inerme, nasca un piccolo fiore...
11 October 2006
Grazie
Ok…lo ammetto: questa volta mi sono messo davanti alla tastiera senza un vero motivo. Non ho né l’ispirazione delle altre volte, né qualcosa da dire in particolare.
Oggi è stata una giornata strana. Mi è scivolato tutto addosso senza riuscire a capir neppure il senso di quello che capitava. Però non tutto è scivolato via. Ci sono cose, gesti, persone che ogni secondo lasciano il segno su di noi. Ti regalano un sorriso o un semplice abbraccio e capisci che forse, alla fine, nonostante quell’immenso mare vuoto in cui mi sembra di affondare ogni giorno di più, alla fine un senso alla tua vita ci potrebbe essere. I Veravirgo mi cantano una canzone melodica e dolorosissima e mi fanno pensare che alla fine di tutto questo dolore esista una specie di arrivo, di traguardo. Un’ambizione possibile da realizzare.
Questo orizzonte sono gli altri. Quale aspettativa posso avere nella mia vita se non quella di lasciar qualcosa alle persone che mi circondano? Ecco perché mi basta un semplice sorriso, che forse vuol dire «Ehi…guarda che ti voglio bene…guarda che sono qui per te», mi basta questo e quasi quasi riesco a pensare che la vita può esser bella.
Il Piccolo Principe si sente sciogliere di fronte agli occhi sinceri di un’amica che gli dimostra con uno sguardo tante e tante cose.
Non ho ispirazione,si vede…non dico nulla di interessante…
Lancio speranze che a me consentono di accettare la mia vita con un piccolo, minuscolo pizzico di serenità.
Perché il male non può niente contro il bene.
Avrò tutte le paure del mondo ma è solo grazie a voi che posso sperar di andar avanti. Non toglietemi mai quei sorrisi splendidi,ve ne prego; cercherò di non darvi mai motivo di farlo ma voi non privatemi di questa forza…
Siete tutti indispensabili…Grazie ancora di tutto…
Ora taglio…
Il Piccolo Principe saluta il suo piccolo pubblico
di Sognatori
Oggi è stata una giornata strana. Mi è scivolato tutto addosso senza riuscire a capir neppure il senso di quello che capitava. Però non tutto è scivolato via. Ci sono cose, gesti, persone che ogni secondo lasciano il segno su di noi. Ti regalano un sorriso o un semplice abbraccio e capisci che forse, alla fine, nonostante quell’immenso mare vuoto in cui mi sembra di affondare ogni giorno di più, alla fine un senso alla tua vita ci potrebbe essere. I Veravirgo mi cantano una canzone melodica e dolorosissima e mi fanno pensare che alla fine di tutto questo dolore esista una specie di arrivo, di traguardo. Un’ambizione possibile da realizzare.
Questo orizzonte sono gli altri. Quale aspettativa posso avere nella mia vita se non quella di lasciar qualcosa alle persone che mi circondano? Ecco perché mi basta un semplice sorriso, che forse vuol dire «Ehi…guarda che ti voglio bene…guarda che sono qui per te», mi basta questo e quasi quasi riesco a pensare che la vita può esser bella.
Il Piccolo Principe si sente sciogliere di fronte agli occhi sinceri di un’amica che gli dimostra con uno sguardo tante e tante cose.
Non ho ispirazione,si vede…non dico nulla di interessante…
Lancio speranze che a me consentono di accettare la mia vita con un piccolo, minuscolo pizzico di serenità.
Perché il male non può niente contro il bene.
Avrò tutte le paure del mondo ma è solo grazie a voi che posso sperar di andar avanti. Non toglietemi mai quei sorrisi splendidi,ve ne prego; cercherò di non darvi mai motivo di farlo ma voi non privatemi di questa forza…
Siete tutti indispensabili…Grazie ancora di tutto…
Ora taglio…
Il Piccolo Principe saluta il suo piccolo pubblico
di Sognatori
e
Sognatrici…
09 October 2006
Gli idioti sono quelli che ridono sempre, ma solo le persone tristi sono quelle felici
Ehilà...
sono ancora qui, il Piccolo Principe degli infelici torna. Sembra strano, ma questa sera ai bordi delle sue labbra sembra incresparsi un timido sorriso.
Nemmeno lui capisce bene il perchè di questa sensazione. Eppure ora è solo. Ha perso la persona a cui teneva di più di tutte. Però sorride, senza capirne il perchè...
Si sente parte di qualcosa di nuovo, qualcosa da cui per troppo tempo si era allontanato.
Ascolta i Veravirgo e guarda il monitor che gli rimanda un tiepido soffio di umanità.
Si fa tante domande il nostro piccolo eroe scalzo. Si guarda intorno, vede questo mondo nuovo e ancora offuscato, un po come quando alla mattina ti svegli e non riesci ad aprir subito gli occhi perchè sei abituato all'oscurità, vede questo mondo e allunga le mani.
Tocca le pareti del suo nuovo mondo. Si accorge che è veramente troppo tempo che manca da quei luoghi, da quei dondoli in quei giardini, così dolci e così semplici.
E allora ecco che si da da fare: vuole assolutamente toglier tutte le ragnatele che ha lasciato proliferare nel suo mondo, vuole lucidare tutti queli legami che aveva abbandonato per concentrarsi unicamente su quello scrigno che prima gli sembrava tutto ma che ora si è rotto. Frantumato in mille pezzi.
Il piccolo Principe guarda la sua amica con le scarpe da ballerina ai piedi. La guarda piangere. Vorrebbe dirle «No...non piangere tesoro mio...Non vedi che quelle lacrime non le meriti?? Ehi piccola..non soffrire solo perchè sei troppo dolce o troppo vera...» ma non lo dice...
Si limita a stringerla e a dirle che lui è li per e con lei. E che ci sarà sempre.
Piccola amica asciugati le lacrime e mettiti il tuo vestito più bello, quello con tante lustrine e tanti strascichi, perchè oggi ti porto fuori. Ti porto in giro e ti faccio vedere che in fondo il mondo non merita di piegarci al suo sadismo. Piccola ballerina mia siediti dietro di me e metti le braccia intorno alla vita del Piccolo Principe e inizia a sorridere. Ascolta il vento scivolare tra i tuoi capelli e guarda il cielo che ti sorride. è solo soffrendo che puoi capire quanto profondo sia il tuo essere. Per convincersi di ciò al Piccolo Princpie è toccato cadere sul fondo e star male. Ora Lui vorrebbe evitarti questo, ma sa che non si può, sa che bisogna star male per rialzar la testa.
Mia dolce ballerina fammi un sorriso e fammi commuovere. Fammi sentire che tu la tua vita la ami. Che vuoi continuare a faticare per sorridere giusto un secondo in più.
Dammi la mano e andiamo insieme sempre avanti.
Il Piccolo Principe è con te, e ti vuole vicina per sorridere insieme.
sono ancora qui, il Piccolo Principe degli infelici torna. Sembra strano, ma questa sera ai bordi delle sue labbra sembra incresparsi un timido sorriso.
Nemmeno lui capisce bene il perchè di questa sensazione. Eppure ora è solo. Ha perso la persona a cui teneva di più di tutte. Però sorride, senza capirne il perchè...
Si sente parte di qualcosa di nuovo, qualcosa da cui per troppo tempo si era allontanato.
Ascolta i Veravirgo e guarda il monitor che gli rimanda un tiepido soffio di umanità.
Si fa tante domande il nostro piccolo eroe scalzo. Si guarda intorno, vede questo mondo nuovo e ancora offuscato, un po come quando alla mattina ti svegli e non riesci ad aprir subito gli occhi perchè sei abituato all'oscurità, vede questo mondo e allunga le mani.
Tocca le pareti del suo nuovo mondo. Si accorge che è veramente troppo tempo che manca da quei luoghi, da quei dondoli in quei giardini, così dolci e così semplici.
E allora ecco che si da da fare: vuole assolutamente toglier tutte le ragnatele che ha lasciato proliferare nel suo mondo, vuole lucidare tutti queli legami che aveva abbandonato per concentrarsi unicamente su quello scrigno che prima gli sembrava tutto ma che ora si è rotto. Frantumato in mille pezzi.
Il piccolo Principe guarda la sua amica con le scarpe da ballerina ai piedi. La guarda piangere. Vorrebbe dirle «No...non piangere tesoro mio...Non vedi che quelle lacrime non le meriti?? Ehi piccola..non soffrire solo perchè sei troppo dolce o troppo vera...» ma non lo dice...
Si limita a stringerla e a dirle che lui è li per e con lei. E che ci sarà sempre.
Piccola amica asciugati le lacrime e mettiti il tuo vestito più bello, quello con tante lustrine e tanti strascichi, perchè oggi ti porto fuori. Ti porto in giro e ti faccio vedere che in fondo il mondo non merita di piegarci al suo sadismo. Piccola ballerina mia siediti dietro di me e metti le braccia intorno alla vita del Piccolo Principe e inizia a sorridere. Ascolta il vento scivolare tra i tuoi capelli e guarda il cielo che ti sorride. è solo soffrendo che puoi capire quanto profondo sia il tuo essere. Per convincersi di ciò al Piccolo Princpie è toccato cadere sul fondo e star male. Ora Lui vorrebbe evitarti questo, ma sa che non si può, sa che bisogna star male per rialzar la testa.
Mia dolce ballerina fammi un sorriso e fammi commuovere. Fammi sentire che tu la tua vita la ami. Che vuoi continuare a faticare per sorridere giusto un secondo in più.
Dammi la mano e andiamo insieme sempre avanti.
Il Piccolo Principe è con te, e ti vuole vicina per sorridere insieme.
05 October 2006
Inserisco una breve parentesi
salve,volevo scrivere queste righe per rispondere(ma rispondere nn è la parola giust,vorrei+che altro spiegare) ai due commenti su un mio post ftt sull'altro mio blog(post che peraltro è presente anche qui)...
Comunque..per primo volevo chiarire una cosa, qnd parlo di ruoli da protagonisti, di attenzioni e di occhi puntati, non mi voglio riferire a ciò che desidero, era una sorta di riflessione riguardo l'attggiamento delle persone,di cui probabilmente,anzi sicuramente tu non fai parte...il fatto che tu mi abbia scritto quelle cose mi ha impressionato,perchè ti sei messa in gioco con me riguardo qlcs di veramente intimo e l'hai voluto condividere con me..
io parlo di desiderio di morire..confesso di no esagerare qnd parlo così,anke xk qll scrivo non è x nulla meditato o pensato,è semplicemente scritto sull'onda del momento. Quindi molto cose saranno strane, stupide, discordanti tra loro; ma quella lì è la mia testa. Probabilemtne è vero che il mio primo desiderio sia di attenzioni,senno k cazzo scrivo a fare su un blog??
Io penso tutto qll che ho scritto, non cambierei una virgola. Ho desiderato spesso quel tipo di fine,bloccato sempre dalla paura.. So che è stupido perchè se uno si fa bloccare da questo allora forse non ha nemmeno la voglia di morire,xò x me le cose sono così. Quando parlo di Limbo mi riferisco a quello.
Però alla fine l'unica cosa che voglio è rigraziarvi per condividere con me questi momenti e voglio ringraziare tu per esserti esposta così per avvicinarti a me.
Forse il mio difetto è ke molto spesso non dico quello che penso ma lo scrivo. E se lo scrivi perde tanto,xò non riesco a parlarne,non so il perchè..magari un giorno ti avvicinerò e ti dirò "parliamone insieme".. fin'allora cerchiamo di parlare con questi tasti di plastica..
ti voglio bene erchè sei una delle poche che è sempre stata onesta, nel bene ma soprattutto nel male. e ti sarò sempre riconoscente.. un bacione..
Comunque..per primo volevo chiarire una cosa, qnd parlo di ruoli da protagonisti, di attenzioni e di occhi puntati, non mi voglio riferire a ciò che desidero, era una sorta di riflessione riguardo l'attggiamento delle persone,di cui probabilmente,anzi sicuramente tu non fai parte...il fatto che tu mi abbia scritto quelle cose mi ha impressionato,perchè ti sei messa in gioco con me riguardo qlcs di veramente intimo e l'hai voluto condividere con me..
io parlo di desiderio di morire..confesso di no esagerare qnd parlo così,anke xk qll scrivo non è x nulla meditato o pensato,è semplicemente scritto sull'onda del momento. Quindi molto cose saranno strane, stupide, discordanti tra loro; ma quella lì è la mia testa. Probabilemtne è vero che il mio primo desiderio sia di attenzioni,senno k cazzo scrivo a fare su un blog??
Io penso tutto qll che ho scritto, non cambierei una virgola. Ho desiderato spesso quel tipo di fine,bloccato sempre dalla paura.. So che è stupido perchè se uno si fa bloccare da questo allora forse non ha nemmeno la voglia di morire,xò x me le cose sono così. Quando parlo di Limbo mi riferisco a quello.
Però alla fine l'unica cosa che voglio è rigraziarvi per condividere con me questi momenti e voglio ringraziare tu per esserti esposta così per avvicinarti a me.
Forse il mio difetto è ke molto spesso non dico quello che penso ma lo scrivo. E se lo scrivi perde tanto,xò non riesco a parlarne,non so il perchè..magari un giorno ti avvicinerò e ti dirò "parliamone insieme".. fin'allora cerchiamo di parlare con questi tasti di plastica..
ti voglio bene erchè sei una delle poche che è sempre stata onesta, nel bene ma soprattutto nel male. e ti sarò sempre riconoscente.. un bacione..
04 October 2006
Il Giovane Lord
Il Piccolo Principe ha deciso che è il momento di fermarsi per un attimo. Per un attimo il nostro piccolo eroe triste ha avuto un sussulto.
Stava correndo come al solito lungo l’impervia strada della sua vita, fatta di scalini, nebbia e buche, inciampando come al solito, continuando a ferirsi e a soffrire sempre di più quando all’improvviso è comparso qualcuno dall’appannato orizzonte annebbiato… era un personaggio strano, qualcuno l’avrebbe chiamato Posh, ma per noi sarà il Giovane Lord. Questo Giovane Lord lo fa frenare bruscamente. Gli dice che ha perso di vista la retta via, che si sta inerpicando per un sentiero sbagliato che non fa altro che farlo ruzzolare sempre più nelle profondità…
Il Piccolo Principe lo guarda interdetto.
Sinceramente non capii subito quello che voleva dirmi, non capivo a cosa mi potevano servire quegli incoraggiamenti. Ma poi compresi. Compresi tutto davvero.
Quel Giovane Lord se ne stava lì, davanti a me. Mi guardava con un sorriso, guardava dentro di me e vedeva cosa mi stava succedendo dentro.
Lui aveva capito tutto.
Sembrava incredibile ma il Giovane Lord sapeva tutto di me. Sapeva chi era quella ragazza dai biondi capelli che mi faceva sognare un amore che mai avrei potuto stringere nella mia anima, sapeva anche che dentro di me c’era una forza che dovevo tirar fuori. Una forza che ci aveva una volta uniti in una lotta contro il destino che ci sferzava con le sue dosi di cinismo e che ci aveva reso vincitori di quella battaglia. Una forza che ora dovevo saper far valere. Grazie alla quale il Piccolo Principe doveva risorgere dalle tenebre in cui stava piombando.
Il Giovane Lord conosceva già il Piccolo Principe. Mi conosceva già. E viceversa.
Il Piccolo Principe lo guardò negli occhi, con le lacrime che si affacciavano tiepidamente e che disegnavano una sottile linea luccicante sul suo volto. Il Piccolo Principe prese il suo amico per le mani e lo guardò negli occhi. E gridò. Gridò così forte che lo sentirono tutti. Cercò con quell’urlo di allontanare tutte le nebbie che lo avvolgevano, tutti i dolori che lo stavano torcendo. Gridò e gridò ancora. Il Piccolo Principe piangeva e gridava. Si calmò dopo esser caduto in ginocchio. Guardò dal basso il Giovane Lord che gli sorrideva e gli poggiava una mano sulla testa. Il calore di quella mano, di quelle parole, di quell’affetto quasi ormai dimenticato lo destarono. Il Piccolo Principe si alzò in piedi e guardò negli occhi il Giovane Lord. «Grazie»
«Non mi ringraziare -sussurrò il Giovane Lord-, ora voltati e corri, ma questa volta corri via verso la luce, è quello il tuo posto; io ti attenderò lì… »
«Grazie»
Il Piccolo Principe si girò e cominciò a correre a perdifiato. Piangeva a dirotto. Singhiozzava. Ma dopo un po’…quando si dovette fermare perché ogni muscolo del suo corpo gli doleva… fece qualcosa che non faceva da tanto, tantissimo tempo…
…sorrise…
Grazie Giovane Lord
Ti ringrazio con tutto il cuore…
Ti ringrazio di tutto…
Grazie mio primo discepolo..
GRRRRAAZZIE...
Luca mio, amico di mille avventure e compagno di tante sventure... sei la prima persona in assoluto che si dedica a commentare il mio blog.. rimarrai negli annali del blog...
al di la di questo la tua amicizia per me è qualcosa di veramente importante..sappilo.. perchè di persone come te in giro ce ne sono poche..anzi..non credo ce ne siano..
ora il Piccolo Principe si impegna in una solenne promessa..
il prossimo post di quelli seri sarà dedicato a te..dedicato al mio amico più lontano e più caro..
grazie di tutto Luca.. il Piccolo Principe ti è riconoscente.. sei il primo personaggio, anzi il secondo a dir la verità (il primo, pardon, la prima, è la ragazza dai biondi capelli) a far la sua comparsa in questo mondo. Il mondo del Piccolo Principe. Un mondo pauroso è vero, un mondo che troppo spesso sembra debba richiudersi su se stesso, ma che proprio grazie a persone come te riesce a sopravvivere e tirare avanti. Esattamente come il fa Piccolo Principe: lui tira avanti, spesso in mezzo alle lacrime, ma con la sicurezza di aver di fianco persone icredibili come voi.
Luca mio, amico di mille avventure e compagno di tante sventure... sei la prima persona in assoluto che si dedica a commentare il mio blog.. rimarrai negli annali del blog...
al di la di questo la tua amicizia per me è qualcosa di veramente importante..sappilo.. perchè di persone come te in giro ce ne sono poche..anzi..non credo ce ne siano..
ora il Piccolo Principe si impegna in una solenne promessa..
il prossimo post di quelli seri sarà dedicato a te..dedicato al mio amico più lontano e più caro..
grazie di tutto Luca.. il Piccolo Principe ti è riconoscente.. sei il primo personaggio, anzi il secondo a dir la verità (il primo, pardon, la prima, è la ragazza dai biondi capelli) a far la sua comparsa in questo mondo. Il mondo del Piccolo Principe. Un mondo pauroso è vero, un mondo che troppo spesso sembra debba richiudersi su se stesso, ma che proprio grazie a persone come te riesce a sopravvivere e tirare avanti. Esattamente come il fa Piccolo Principe: lui tira avanti, spesso in mezzo alle lacrime, ma con la sicurezza di aver di fianco persone icredibili come voi.
...grazie di tutto amici miei...
..grazie di tutto Luca...
03 October 2006
Il Piccolo Principe e la ragazza dai capelli d’oro
Forse è il momento che cominci a presentarmi.
Io sono il Piccolo Principe. Sono giovane, ho dubbi su quasi ogni cosa che mi circonda.
Non capisco quasi nulla nel casino in cui vivo. Mi capita,ultimamente molto più spesso sinceramente, di stancarmi della mia vita,di desiderare di farla finita. Sono il Piccolo Principe degli infelici.
Soffro tanto. Per un sacco di motivi differenti. C’è una ragazza, bionda. Sono pazzo di lei.
Ma lei non sarà mai mia, tranne uno sfuggevole bacio in un aeroporto. Mi manca. Non c’è mai stato nulla tra noi ma lei mi manca come il primo amore. Lei non lo saprà mai.
Cara mia ragazza dai biondi capelli, ti mando un bacio dal più profondo del mio cuore. Ora tu sarai da qualche parte lontano. A far la tua vita, a baciar qualcun altro che vorrei esser io. A farti coccolare da mani che vorrei fossero le mie. A sentirti dire le parole che vorrei sussurrarti io.
Un bacio che mi porterò dietro tutta la vita.
Un misero istante di felicità! È più di quanto potessi desiderare in tutta la mia vita. Non so il perché ma in quel momento ho sentito qualcosa che sinceramente non posso nemmeno spiegare. Una sorta di calore sulle mie labbra. Piccola ragazza dai biondi capelli io sono cotto di te. Mi hai regalato l’istante più folgorante della mia vita. Ma non sarai mai mia.
E questa è una vera ingiustizia. Io e te dovremmo aver la possibilità di esser felici insieme.
Io e te dovremmo almeno poter provare se si può amarsi da due pianeti così lontani ma così simili come i nostri.
E allora mi sembra di errare senza un vero motivo cara la mia ragazza dai biondi capelli.
La sensazione di camminare immerso in una cortina di spesso fumo rosso da cui posso salvarmi solo grazie a te. Solo tu mi dovresti guidare in questa nebbia per portarmi in un posto dove il sole illumina le tue guance e i tuoi capelli.
Prendimi per mano ti prego.
Desidero solo abbracciarti e dirti tutto quello che in due settimane non si può dire.
Desidero solo capire perché tu mi provochi tutto questo. Cos’hai di così speciale da farmi scrivere che sono cotto di te.
Perché io sono innamorato di te ragazza dai biondi capelli.
E scusami se non sono capace di amarti tanto da farmi amare.
Tuo per sempre…
….il Piccolo Principe…
Io sono il Piccolo Principe. Sono giovane, ho dubbi su quasi ogni cosa che mi circonda.
Non capisco quasi nulla nel casino in cui vivo. Mi capita,ultimamente molto più spesso sinceramente, di stancarmi della mia vita,di desiderare di farla finita. Sono il Piccolo Principe degli infelici.
Soffro tanto. Per un sacco di motivi differenti. C’è una ragazza, bionda. Sono pazzo di lei.
Ma lei non sarà mai mia, tranne uno sfuggevole bacio in un aeroporto. Mi manca. Non c’è mai stato nulla tra noi ma lei mi manca come il primo amore. Lei non lo saprà mai.
Cara mia ragazza dai biondi capelli, ti mando un bacio dal più profondo del mio cuore. Ora tu sarai da qualche parte lontano. A far la tua vita, a baciar qualcun altro che vorrei esser io. A farti coccolare da mani che vorrei fossero le mie. A sentirti dire le parole che vorrei sussurrarti io.
Un bacio che mi porterò dietro tutta la vita.
Un misero istante di felicità! È più di quanto potessi desiderare in tutta la mia vita. Non so il perché ma in quel momento ho sentito qualcosa che sinceramente non posso nemmeno spiegare. Una sorta di calore sulle mie labbra. Piccola ragazza dai biondi capelli io sono cotto di te. Mi hai regalato l’istante più folgorante della mia vita. Ma non sarai mai mia.
E questa è una vera ingiustizia. Io e te dovremmo aver la possibilità di esser felici insieme.
Io e te dovremmo almeno poter provare se si può amarsi da due pianeti così lontani ma così simili come i nostri.
E allora mi sembra di errare senza un vero motivo cara la mia ragazza dai biondi capelli.
La sensazione di camminare immerso in una cortina di spesso fumo rosso da cui posso salvarmi solo grazie a te. Solo tu mi dovresti guidare in questa nebbia per portarmi in un posto dove il sole illumina le tue guance e i tuoi capelli.
Prendimi per mano ti prego.
Desidero solo abbracciarti e dirti tutto quello che in due settimane non si può dire.
Desidero solo capire perché tu mi provochi tutto questo. Cos’hai di così speciale da farmi scrivere che sono cotto di te.
Perché io sono innamorato di te ragazza dai biondi capelli.
E scusami se non sono capace di amarti tanto da farmi amare.
Tuo per sempre…
….il Piccolo Principe…
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